“Accumulatori digitali compulsivi”Ovvero la digitalizzazione di un comportamento patologico
Foto di mummulen38Alcuni comportamenti patologici, con la diffusione dei nuovi media, vanno via via sempre più “digitalizzandosi”.Questo è ciò che per esempio accade alla disposofobia e alla
compulsive hoarding: il primo disturbo si riferisce alla paura di gettare via le cose, mentre con al seconda nomenclatura ci si riferisce al disturbo ossessivo compulsivo che costringe che ne soffre ad accumulare smodatamente grandi quantità di oggetti, anche a discapito della possibilità fisica di muoversi per la casa. E’ della rivista
Wired la notizia che si stiano moltiplicando gli “accumulatori digitali compulsivi”, vale a dire persone che downlodano e scaricano qualsiasi traccia audio o file, e che tengono in memoria tutte le mail inviate e ricevute senza mai svuotare il cestino per cancellare file oramai divenuti inutili.Si può ipotizzare che questa patologia sia legata ad altri disturbi connessi all’utilizzo dei nuovi media, primo tra tutti il problema del surplus di informazioni causato dalla rete internet, che comporta problemi decisionali a soggetti i quali, avendo a disposizione troppe informazioni contemporaneamente, si sentono come se non ne avessero nessuna; è plausibile pertanto che una patologia come quella dell’accumulazione compulsiva digitale sia un po’ una risposta alla sensazione di ansia provocata dal gran numero di informazioni oggi alla portata di tutti.Per leggere l’articolo originale clicca
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