Aprassia: applicazione del modello di imitazione a due vieDalla Sissa di Trieste nuovo test per distinguere tra strategie imitatorie deficitarie negli aprassici.
Photo by The Secret MuseL'aprassia consegue in una lesione dell'emisfero sinistro che riduce la capacita' di imitare gesti osservati. Un team di scienziati del settore di
Neuroscienze Cognitive della Sissa di Trieste, guidato da Raffaella Rumiati, ha condotto una ricerca con pazienti aprassici validando il modello cognitivo di imitiazione a due vie sulla cui base hanno costruito un proprio test di valutazione del deficit.Il modello di imitazione a due vie teorizza l'esistenza di due differenti strategie sottese alle abilita' imitative: si puo' imitare il gesto senza riconoscerlo e senza pensare a cio' che si sta facendo (via diretta o non sematinca) oppure riconoscendo l'azione sulla base di conoscenze pregresse immagazzinate nella memoria sematica (via semantica). In chi ha subito una lesione una delle due vie di elaborazione puo' risultare compressa. Lo studio condotto dai ricercatori della Sissa ha permesso di distinguere le regioni comuni alla capacita' imitatoria da quelle specifiche per il tipo di movimento da imitare. Il loro test e' costruito proprio sulla discriminazione tra queste due vie di elaborazione. Mentre il classico test di De Renzi e colleghi prevedeva la richiesta di copiare una serie di 24 gesti noti e non, raggruppati in maniera indifferenziata in un'unica lista, il team propone invece due liste separate per poter individuare selettivamente il tipo di errore commesso dal paziente. E' questo a nostro avviso un primo importante risultato conseguente all'approfondimento degli studi relativi alle capacita' di imitazione umana. L'imitazione e' alla base di molteplici competenze sociali e intrapersonali dell'essere umano: l'apprendimento motorio, l'aqcuisizione di competenze e norme sociali, il riconoscimento emotivo e l'empatia ne sono alcuni esempi. Affinare le nostre conoscenze dei meccanismi sottesi all'imitazione consente di fare grossi passi avanti in numerosi ambiti di ricerca psicologica e neuropsicologica.La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista
Brain.Il presente post e' stato adattato
dall'articolo on line su Le Scienze Web News.Approfondimenti sull'aprassia
qui.Questo post e' di Raffaella Pellegrini-----------------Per leggere tutti i post pubblicati da questo autore, cerca nei TAGS il suo nome!