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Un blog creato da margheritaotto il 12/05/2013

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Il ritorno a casa

Post n°21 pubblicato il 11 Gennaio 2015 da margheritaotto
 

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Dopo tanto tempo, oggi sono tornata a casa. La vita a New York è dinamica,

appassionante e faticosa allo stesso tempo. Ho portato con me esperienze

rilevanti e conoscenze nuove. Il mio bagaglio professionale si è arricchito

con vantaggiose scoperte scientifiche e novità farmacologiche.

La mia esperienza umana è impreziosita da nuove amicizie e altre sfide

personali superate e vinte. La vita negli Stati Uniti è frenetica.

Io sono abituata alla calma europea.

Amo l'Italia, l'Umbria e le piccole e ordinate città della provincia italiana.

Il soggiorno americano è stato interessante, ma ho vissuto il rientro a

Villa Umbra come una liberazione, un ritorno alla casa madre.

Un nuovo ciclo della mia vita si schiude. Altre novità mi attendono.

Non posso vivere senza pensare a nuove prove e a uno scenario vitale

e ricco d'avvenimenti. Sono curiosa. Il futuro mi attrae. M'interessa.

Vedremo che cosa mi riserverà la vita, nei prossimi mesi.

Vivo alla giornata, adesso. Non progetto la vita a lungo termine,

ma organizzo l'esistenza in vista dell'imminente futuro. 

E nelle settimane a venire prevedo riposo, visite agli amici,

passeggiate in campagna e sulle colline umbre.


Brano tratto dal Romanzo "La vita segreta" dell'autrice del blog.

 
 
 

Il senso della vita

Post n°19 pubblicato il 24 Febbraio 2014 da margheritaotto
 

Cari amici,

dopo un lungo periodo di malessere torno a scrivere sul blog.

La mia scrittura sarà minima, essenziale, giacché sono ancora convalescente.

In questo periodo di "sospensione" mi sono interrogata sul senso della vita.

E ancora mi domando. E non trovo risposta.

Qual é il senso della vita?

 
 
 

Nel Parco

Post n°18 pubblicato il 14 Settembre 2013 da margheritaotto
 

Auguro un dolce settembre a tutti.

Un caro saluto.

Margherita.

 
 
 

Buon Ferragosto

Post n°17 pubblicato il 14 Agosto 2013 da margheritaotto
 

foto di margherita - taccuino - 14 agosto 2013

 

Cari amici, auguro a tutti voi un sereno e divertente ferragosto!

L'attività del blog riprenderà a settembre.

Ciao.  A presto!

Margherita.

 
 
 

Luglio

Post n°16 pubblicato il 02 Luglio 2013 da margheritaotto
 

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Un caro saluto a tutti gli amici

Scusate l'assenza

Ho il computer in riparazione!

Buon luglio a tutti!

A presto!

Margherita.

 
 
 

Vita e Opere di Vincent Van Gogh

Post n°15 pubblicato il 25 Giugno 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

Vincent Willem van Gogh nacque a  Zundert il 30 marzo 1853, in Olanda e morì ad Auvers-sur-Oise il 29 luglio 1890. Proveniente da una famiglia di artisti, orafi, artigiani e mercanti d'arte, Vincent trascorse la sua prima età adulta lavorando per una ditta di mercanti d'arte. Viaggiò tra L'Aia, Londra e Parigi. Per breve tempo, si dedicò anche all'insegnamento. Una delle sue aspirazioni iniziali fu quella di diventare un pastore e dal 1879 lavorò come missionario in una regione mineraria del Belgio, dove ritrasse persone della comunità locale. Van Gogh iniziò a disegnare da bambino, ma la vera vocazione si rivelò a ventotto anni. Nel 1885, dipinse la sua prima grande opera: I mangiatori di patate. La sua tavolozza, allora, era costituita principalmente dai cupi toni della terra e non mostra ancora la colorazione viva, tipica delle opere successive. Nel marzo del 1886, si trasferì a Parigi, dove scoprì gli impressionisti francesi.  Il realismo paesaggistico dei pittori di Barbizon e il messaggio etico e sociale di Jean François Millet influenzarono la sua formazione.  Vincent lavorò intensamente e prese anche lezioni di pianoforte convinto, sulla scorta delle teorie di Richard Wagner e dei simbolisti francesi, dell'esistenza di una relazione tra musica e colore.  Successivamente, nel 1888, anche per sfuggire al rigido inverno parigino, egli si trasferì ad Arles, dove visse nella Casa gialla con Gauguin. Qui i suoi lavori furono influenzati dalla forte luce del sole della Provenza.  In questo periodo dipinse i suoi capolavori. Il ponte dell'Anglois ad Arles,che compare anche nel film Sogni di Akira Kurosawa.

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Quando conobbe il Mediterraneo, realizzò  Le Barche di pescatori sulla spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer. Dipinse il Caffè di notte, in cui si scontrano i rossi e i verdi per dare l'idea del "posto dove ci si poteva rovinare, diventare pazzi o commettere crimini".

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 Il 1888 è anche l'anno in cui dipinse La Camera da letto. Nel 1888, si manifestò in modo drammatico la sua malattia psichica. L'antivigilia di Natale, egli litigò con l'amico Gauguin, il quale testimoniò che Vincent  l'avrebbe quasi ferito con un rasoio. Quella stessa notte, Van Gogh si tagliò l'orecchio sinistro, che mise in un giornale e portò a una prostituta amica. Dipinse, poi, due  versione dell'accaduto nei dipinti Autoritratto con l'orecchio tagliato

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 L'orecchio dei quadri è il destro, perché Van Gogh dipingeva allo specchio. Da quel momento, l'ospedale fu una delle sue case. Successivamente, dipinse gli Iris, i Cipressi. L'anno della morte, il 1890, è anche quello de La Chiesa di Auvers e del Campo di grano con corvi, da lui definito come un cammino tra "i vasti campi di grano sotto cieli tormentati". In questo dipinto è rappresentato tutto il dolore e la solitudine dell'artista. Dopo due anni d' intenso lavoro, Van Gogh lasciò la Provenza nel 1890, e poco dopo si suicidò. Van Gogh realizzò ottocento sessantaquattro tele, numerosi disegni, molti schizzi iniziati non portati a termine e diversi appunti destinati all'imitazione di disegni dell'arte giapponese. Fu un artista geniale, ma incompreso in vita. Tuttavia, Van Gogh influenzò profondamente l'arte del XX secolo. Dopo aver trascorso molti anni soffrendo di frequenti disturbi mentali, morì all'età di trentasette anni, dopo essersi sparato un colpo di pistola al cuore.  Al momento della morte, i suoi lavori erano poco conosciuti e apprezzati, nonostante il fratello Theo, che gli fu sempre molto vicino, cercasse di vendere i dipinti a mercanti d'arte e promuovesse l'opera di Vincent presso famosi galleristi. In vita, Van Gogh riuscì a vendere un solo quadro. (Fonti varie rielaborate dall'autrice del blog - L'immagine del post è "Il postino Roulin" - 1889).

 

Tu pensi che "follia" e "genio creativo" corrispondano?

In altre parole, ritieni che l'arte possa essere associata a malattie della psiche di vario tipo o che certi disturbi addirittura facilitino l'autentica creatività artistica?

 
 
 

Estate

Post n°14 pubblicato il 21 Giugno 2013 da margheritaotto
 

Oggi, è il primo giorno d'estate.

Il solstizio d'estate si compie il ventuno giugno. Il Sole, per effetto dell'inclinazione dell'asse terrestre, raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno, in occasione del solstizio d'estate boreale.

Mi piace ricordare l'arrivo dell'estate con alcuni quadri di Van Gogh, che dipinse campi di grano, girasoli, paesaggi e cieli estivi stellati.

 

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V. Van Gogh - I Girasoli - 1888 - Olio su tela - 92x73 cm - Amsterdam, Stedelijk Museum

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Sera d'estate presso Arles - 1888 - Olio su tela - Winterthur, Kunstmuseum

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La notte Stellata

Artista: Vincent van Gogh

Data di creazione: 1889

Luogo di Creazione: Saint-rémy-de-provence, France

Stile: Post-Impressionismo

Genere: paesaggio notturno

Tecnica: olio

Materiale: tela

Dimensioni: 73.7 x 92.1 cm

Galleria: Museum of Modern Art, New York, USA

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 Paesaggio con luna nascente 

 

Artista: Vincent van Gogh

Data di creazione: 1889

Luogo di Creazione: Saint-rémy-de-provence, France

Stile: Post-Impressionismo

Genere: paesaggio

Tecnica: olio

Materiale: tela

Dimensioni: 92 x 72 cm

Galleria: Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo, Netherlands

 

Tu come pensi di trascorrere l'estate e dove?

 
 
 

La leggenda di Lamon e Dryas

Post n°13 pubblicato il 13 Giugno 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

 

Il dipinto "Il sogno di Lamon e Dryas" di Marc Chagall è ispirato a una leggenda narrata nell'opera "Le avventure pastorali di Dafni e Cloe", composta dal romanziere greco antico Longo "Sofista", probabilmente nel III secolo. Non sappiamo quasi nulla di Longo. Si suppone vivesse nell'isola di Lesbo, dove ha ambientato il romanzo.

L'opera, in quattro libri, narra le vicende di Dafni e Cloe che, abbandonati neonati e divenuti pastori, dopo varie traversie sono infine riconosciuti dai ricchissimi genitori. Nell'opera, che è il più raffinato degli antichi romanzi greci pervenutici, più delle vicende esterne interessano la descrizione poetica del mondo arcadico e soprattutto del nascere del desiderio e dell'amore tra i due adolescenti. In una Lesbo bucolica e fantastica, i due bambini abbandonati, sono allattati l'uno da una capra, l'altra da una pecora. Sono poi trovati da una coppia di pastori, Lamon e Dryas, dopo un sogno premonitore che entrambi fanno. Dafni è accolto da Lamone, Cloe da Driante. Cresciuti in campagna, trascorrono insieme il tempo dell'infanzia, pascolando l'uno le capre, l'altra le pecore.

Nei primi due libri, Longo Sofista si concentra sulle scoperte di Eros da parte dei due giovani, nel terzo e nel quarto libro sono elencate le varie traversie prima del riconoscimento di Dafni e Cloe da parte dei veri genitori, ricchissimi e di famiglia nobile. Infine i due si sposeranno in un "matrimonio pastorale". È una struggente favola d'amore moderna e attuale: il tema erotico era insolito per l'epoca, presentato solo di scorcio. Longo Sofista presenta, toccando anche argomenti "piccanti", un coinvolgimento passionale bilaterale, una novità rispetto alla tradizione tragica. Abbiamo una successione di elementi passionali forti, che si completano solo nella descrizione finale dell'amplesso tra Dafni e Cloe: il sesso è lo specchio del loro rapporto. L'amore, sembra affermare Longo, è uno squisito godimento dei sensi che si articoli su un climax sessuale. Il rapporto completo è il massimo dell'Edoné, ma è eticamente perfetto solo nel matrimonio.

L'immagine del post rappresenta la copertina del Romanzo: Dafni e Cloe  - Copertina di Raphael Collin - Edizione francese del 1890.

Qual è il senso che tu attribuisci alla parola Amore ?

"Amore" inteso in tutte le sue forme e manifestazioni esiste ancora, oppure é diventata una parola vuota e priva di significato profondo?

 
 
 

Marc Chagall

Post n°12 pubblicato il 11 Giugno 2013 da margheritaotto
 

 

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Ritratto fotografico di Chagall nel 1941 di Carl Van Vechten

  

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Foto di autore sconosciuto del 1921

Marc Chagall è un pittore russo naturalizzato francese, d'origine ebraica. Il suo vero nome era Moishe Segal; il suo nome russo era Mark Zacharovič Šagalov, abbreviato in Šagal. Nacque il 7 luglio 1887 in Bielorussia. Morì il 28 marzo 1985 a Saint-Paul-de-Vence in Francia. Fu sposato con Valentina Brodsky dal 1951al 1985 e Bella Rosenfeld dal 1915 al 1944. Ebbe un figlio: David McNeil.

Le sue opere si collocano nei periodi dell' Espressionismo, Surrealismo e Cubismo. Si avvicinò anche ai pittori orfici come Delaunay, Picabia, Duchamp, ma non aderì ad alcuna corrente. Egli seguì la strada della meraviglia, del ricordo e intese la vita e l'arte come un "caleidoscopio di emozioni sempre cangianti e sempre stupefacenti".

La scomposizione dell'immagine di Chagall rappresenta ciò che accade "dentro la mente": il modo in cui frammentiamo i ricordi, li lasciamo affiorare, li sovrapponiamo uno sull'altro. In questo differiva dai cubisti, che scomponevano l'immagine ossessionati dall'idea di vedere ciò che accade "dentro le cose" o nel nostro campo visivo.

Chagall non può essere definito surrealista, giacché su di lui l'influenza della psicoanalisi fu quasi nulla, mentre era di fondamentale importanza per i surrealisti. Le sue immagini non procedono per associazioni inconsce, ma per ricordi ben consapevoli dei luoghi della sua infanzia, che riproduce nei suoi dipinti.

Nei suoi quadri un vocabolario di immagini - la donna, la mucca, la casa, violinisti, artisti circensi, capre, pecore, uomini con la falce, sposi - si ripetono come parole in una poesia. Le figure risultano spesso capovolte o distribuite senza alcuna prospettiva. Lo spirito che ne deriva é ingenuo e primitivo, ma di grande spontaneità mista a un senso di sogno, favola e magia

Egli trasse ispirazione anche dalle favole, dai miti antichi, dai testi sacri e dalla Bibbia.  (Fonti varie)

 

Tu con quali immagini rappresenteresti la tua infanzia? E la vita attuale?

 

 
 
 

L'interpretazione dei sogni secondo la teoria psicoanalitica di Freud

Post n°11 pubblicato il 06 Giugno 2013 da margheritaotto
 

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Marc Chagall, Il sogno di Lamon e Dryas, 1957 - National Gallery of Canada, Ottawa

 

Sigmund Freud (Freiberg 1856 - Londra 1939) iniziò la sua carriera come medico neurologo. Dopo la laurea in medicina, nel 1881 lavorò nel laboratorio di un fisiologo, poi nell'Ospedale Generale di Vienna. Nel 1885 divenne libero docente in neuropatologia. Nell'inverno 1885-86, a Parigi seguì le lezioni di Charcot, che ebbe una rilevante influenza sulla sua formazione e la futura attività. Freud tornò, poi a Vienna, dove cominciò a collaborare con un altro medico, Josef Breuer, il quale utilizzava, in via sperimentale, l'ipnosi. La tecnica ipnotica svelò a Freud la presenza, nel paziente, di alcune "forze" o, meglio, "resistenze" che spesso entrano in conflitto; tra queste, la più importante è la rimozione, per mezzo della quale il paziente sposta l'impulso nella parte inconscia della psiche. Per Freud, quindi, tutti i disturbi psichici sono sempre collegabili con la vita affettiva e inconscia dell'individuo. L'interesse di Freud, così, dall'ipnosi si spostò verso un particolare campo d'indagine: le libere fantasie, le immediate associazioni mentali, i tic, i lapsus, le azioni maldestre, le dimenticanze e, soprattutto, i sogni.

Freud utilizzò per la prima volta il termine psicoanalisi nel 1896. Quando nel 1899 pubblicò L'interpretazione dei sogni, tutti i principi di base della psicoanalisi erano già stati posti, anche se Freud continuò ad aggiungere o a modificare i tasselli del "mosaico della psiche", per tutta la vita. Da quel momento, l'analisi dei sogni acquistò per Freud un'importanza sempre più crescente, nel senso che l'esame dell'attività onirica gli apparve come "la via regia che porta alla conoscenza dell'inconscio nella vita psichica". II sogno, infatti, secondo Freud, da una parte si riferisce alla vita "diurna", "cosciente" e, quindi, "presente" e, dall'altra, ai "fantasmi", ai pensieri legati alla vita "profonda" e "remota" dell'individuo, ai suoi "desideri" nascosti, alle "frustrazioni" subite.

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Chagall, Marc (1887-1985) - 1950 - The Blue Circus - Tate Gallery, London, UK

Nel sogno Freud distingue due elementi strutturali:

Il contenuto manifesto, cioè la "storia visibile" che il paziente ricorda e racconta al terapeuta; tale "storia", però, è "camuffata", in quanto resa compatibile con le esigenze della coscienza e delle "difese" dell'individuo;

Il contenuto latente, cioè la "storia" che il soggetto crede di non conoscere o di non ricordare.

Il compito dell'analista è appunto comprendere non già il contenuto manifesto o quello latente, bensì il processo che si svolge dall'uno all'altro, perché il sogno non riproduce fedelmente e direttamente il materiale profondo che si agita nell'individuo che sogna, ma lo rielabora, lo modifica, lo deforma, lo camuffa, lo sostituisce con un altro contenuto.

Nel far questo, l'inconscio ricorre a particolari tecniche di trasformazione, quali soprattutto lo spostamento - nel sogno, per esempio, il sognatore attribuisce un profondo significato emozionale a elementi o parti o aspetti che nella vita reale sono del tutto secondari, oppure si serve di una persona estranea come sostituto di una figura parentale - e la condensazione, ossia la fusione in una sola immagine di elementi che appartengono a persone o a situazioni diverse. "Il sogno ricordato non è il materiale autentico, ma un suo sostituto deformato che deve aiutarci a giungere più vicino al materiale vero e proprio, a rendere conscio ciò che vi è d'inconscio nel sogno".

Ma perché nel sogno vi è sempre un contenuto latente? La risposta di Freud è estremamente chiara: perché l'individuo nel sogno vorrebbe esprimere i propri contenuti inconsci, profondi, segreti, ma se ne vergogna; e allora è costretto ad esprimerli in modo allusivo e simbolico, facendo cioè ricorso a particolari "immagini" allegoriche; in altri termini, l'individuo nel sogno sottopone le proprie "fantasie" oniriche a determinate "forze" o "resistenze", che "censurano".

II meccanismo della rimozione, le tecniche di trasformazione (spostamento e condensazione), il contenuto latente, il contenuto manifesto, la censura, le indagini sulla genesi dei disturbi psichici, ecc. convincono Freud a "prendere sul serio" il concetto dell'inconscio, che si manifesta nell'attività onirica, nelle varie forme di nevrosi, nella vita quotidiana mediante lapsus, motti di spirito, atti mancati, dimenticanze, libere fantasie. Da qui derivò la formulazione della teoria psicoanalitica. Freud continuò la ricerca, sia per sistemare i concetti fondamentali della disciplina, sia per riformulare le basi teoriche della psicoanalisi.

Oggi, anche molti psicoanalisti trovano discutibili alcuni punti delle teorie di Freud. Raramente, infatti, i sogni riguardano la soddisfazione dei desideri, come in parte aveva teorizzato Freud: essi possono aiutare a ricostruire alcuni processi intrapsichici più ampi, mettendo in luce aspetti endopsichici conflittuali o strutturali e possono assumere un ruolo importante nella guida interiore della persona per la propria guarigione psichica.

 

Buona giornata!  Mi auguro che la notte appena trascorsa ti  abbia portato sogni fantastici e positivi.

La mia notte è stata piuttosto faticosa e insonne, quindi priva di sogni. Ciao.

 
 
 

Sogna

Post n°10 pubblicato il 02 Giugno 2013 da margheritaotto
 

 Datemi un sogno in cui vivere, perché la realtà mi sta uccidendo.

 Sogna, perché nel sogno puoi trovare quello che il giorno non ti può dare. (JimMorrison) 

 

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James Douglas "Jim" Morrison, nacque a Melbourne, l’otto dicembre 1943. Morì il 3 luglio 1971 a Parigi, dove è sepolto nel Cimitero del Père-Lachaise.

È stato un cantautore e poeta statunitense. Leader carismatico e frontman della band statunitense The Doors, fu uno dei più importanti esponenti della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, nonché uno dei più grandi cantanti rock della storia. Impetuoso "profeta della libertà" e poeta maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell'inquietudine giovanile. Era soprannominato il Re Lucertola e venne paragonato a Dioniso, divinità del delirio e della liberazione dei sensi.

“In scena Jim subiva una completa metamorfosi: la sua voce dolce e garbata diveniva roca, aspra, profonda e potente; la sua posa dinoccolata si faceva arrogante, baldanzosa; il suo quieto volto si trasformava in migliaia di maschere di tensione e di emozione; e i suoi occhi, di solito così penetranti e attenti, diventavano vacui e lontani, fino a tramutarsi in due finestre illuminate davanti al pubblico. Con questo sguardo chiaroveggente Jim sembrava scrutare sia nel futuro sia nel passato. Emetteva strani suoni animaleschi, urlava, strepitava come se soffrisse. I suoi abiti di cuoio o di pelle di serpente crepitavano e gemevano quando si muoveva. Le sue movenze e i suoi gesti si facevano spasmodici, frenetici, come se si fosse trattato di una persona in preda a una crisi epilettica. Danzava, non in modo fluido e aggraziato…Si muoveva come un indiano d'America in una danza rituale. Sul palco Jim diventava lo Sciamano. Nel corso dell'esibizione, come un festante dionisiaco, cantava dei miti moderni, e come uno sciamano evocava un panico sensuale per rendere significative le parole di questi miti. Agiva come se un concerto fosse un rito, una cerimonia, una seduta spiritica, e lui era lo strumento per la comunicazione con il sovrannaturale. Tentava di strappare gli spettatori dai loro posti a sedere, dai loro ruoli, dalle loro menti, così che potessero vedere l'altro lato della realtà, anche solo per una breve occhiata. Il suo messaggio era: apriti un varco comunque ti sia possibile, ma fallo adesso. Spesso il messaggio era sfocato e così si perdeva tra la musica, i miti, la magia e la follia.”  

(Frank Lisciandro, Jim Morrison. Diario fotografico,Giunti, 2007).

Sognare è bello, purché i sogni siano frutti  naturali del nostro inconscio e non allucinazioni indotte da sostanze.

Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita. (Jim Morrison).

 
 
 

L'interpretazione dei sogni nell'antichità

Post n°9 pubblicato il 27 Maggio 2013 da margheritaotto
 

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Continuo a parlare della materia onirica proprio come in un sogno. Viaggio nel sogno. Lascio  andare la fantasia dove vuole, come in un gioco di libere associazioni. Spazio dalla pittura, ai desideri, ai bisogni e agli ideali dell'uomo, all'incubo del male, al timore della guerra. Intreccio con chi legge e lascia un commento un discorso senza limiti e condizionamenti sul sogno. Tesso un percorso analogico e logico nello stesso tempo.

Considero che il sogno è un'attività del pensiero umano, nata con l'uomo. Il sogno accompagna l'uomo fin dagli albori della civiltà. Mi domando che cosa significa la realtà nel sogno e il sogno nella realtà?

Ebbene, sin dai tempi più remoti l'esperienza onirica ha avuto un'importanza fondamentale nella vita umana. Nella preistoria l'uomo si serviva dei sogni per le attività di caccia e le decisioni più importanti. Le pitture rupestri nelle Grotte di Lascaux in Francia possono essere considerate la raffigurazione di un sogno: una battuta di caccia, che si conclude con l'uccisone di un bisonte. Il disegno a carboncino è come un sogno a occhi aperti: rappresenta un desiderio, un ricordo, un rito propiziatorio.

Nell'antichità classica, i sogni erano considerati messaggi degli dei e, pertanto, avevano carattere magico. Il primo sogno di cui si ha testimonianza storica fu  inciso su tavolette d'argilla essiccate al sole. Risale al 2000 a. C. e narra il sogno premonitore dell'eroe Gilgamesh.

 

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 Il sogno di Gilgamesh.

Gilgamesh svegliatosi rivelò il sogno a sua madre e disse:
"Madre, stanotte ho avuto un sogno.
Nel cielo sopra di me, luccicavano le stelle.

E qualcosa simile al firmamento di An mi cadde addosso!
Io tentai di sollevarlo ma era troppo pesante per me.
Io tentai di spostarlo ma non riuscii a maneggiarlo...

La saggia Rimat-Ninsun che conosce ogni cosa,
comprese, così parlò a Gilgamesh:
"Figlio mio... un compagno forte verrà da te,
 

uno che può salvare la vita di un amico,
egli è potente nella montagna, egli possiede la forza.

La sua forza è così grande come quella del firmamento di An.

Tu lo amerai come una moglie e lo terrai stretto a te
ed egli avrà sempre cura della tua salute.
Il tuo sogno è buono e favorevole".

(Epopea di Gilgamesh - 2000 a. C.)

 

Proseguo la mia libera associazione d'idee in maniera analogica e atemporale, proprio come conviene al sogno, e volo con il  pensiero alla mia infanzia. Ricordo il modo tenero e dolce in cui mia madre, dopo avermi messo a letto, mi augurava la buona notte.

"Sogni d'oro, Margherita!".

"Sogni d'oro anche a te, mamma!".

 

E tu ricordi un modo tenero e affettuoso con cui ti veniva augurata la buona notte?

Hai una maniera speciale di dare la buona notte?

 
 
 

Il sogno nel Rinascimento

Post n°8 pubblicato il 24 Maggio 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

Dipinto di Raffaello Sanzio - immagine web

Il sogno del Cavaliere - Allegoria - Olio su tavola - cm 17 x 17 - Raffaello Sanzio - 1504 - London - National Gallery

Le tre Grazie - Olio su tavola - cm 17 x 17 - Raffaello Sanzio - 1504 - Musée Condé - Chantilly

 

Il dipinto "Il Sogno del Cavaliere", una composizione in apparenza molto semplice, rappresenta una scena moralizata, in cui l'esortazione al bene e i piaceri dell'anima contrastano con la propensione dell'uomo a indugiare nella voluttà del corpo.  Raffaello tratta, dunque, il tema dell'eterno conflitto tra bene e piacere.

L'interpretazione del quadro, tuttavia, è controversa. Si è parlato di un Ercole o, forse, altri eroi del mondo antico davanti alla fatidica scelta. Al centro del dipinto, c'è un cavaliere addormentato tra Pallade e Venere, simboli rispettivamente di conoscenza superiore e di piacere terreno. Le due figure femminili sono, infatti, proiezioni del sogno del cavaliere al centro, addormentato sullo scudo. Vediamo la Virtù (Virtus), davanti a un passo montano impervio, e il Piacere (Voluptas), con gli abiti più sciolti. Esse gli offrono gli attributi ideali del suo compito: la spada, simbolo dell'arte militare e della vita attiva, il libro che rappresenta la conoscenza, lo studio, la vita contemplativa e il fiore (l'amore).

Le due figure allegoriche non sembrano però essere contrapposte. La simmetria tra le due figure, evidenziata dall'asse dell'alberello: potrebbe essere un riferimento alle teorie neoplatoniche, che implicano l'armonizzazione delle due inclinazioni.

L'opera in origine era un dittico con le Tre Grazie, che rappresenterebbero la conclusione della scelta del cavaliere, con i pomi delle Esperidi offerti come ricompensa.

Il fascino del dipinto risiede nell'apparente spontaneità e nella naturalezza della composizione, in realtà giocata su un delicato equilibrio di linee e piani, col fondale che emerge, le colline che hanno la stessa inclinazione del corpo del cavaliere dormiente, la leggiadra apparizione delle due personificazioni. (Fonte: da Wikipedia)

L'autore del blog "Pensieri di Diogene" in un messaggio mi ha segnalato una mostra molto interessante, che si svolgerà a Firenze dal 22 maggio al 15 settembre 2013, intitolata Il sogno nel Rinascimento, questo è il link per visionare alcuni dipinti esposti.

Nel link "Preferiti" ho inserito il collegamento al sito dei Beni Culturali, per date, orari e luoghi della mostra.

 

Ho immaginato un dipinto intitolato "Il sogno dell'uomo nel terzo millennio".

Tu che cosa rappresenteresti?

 
 
 

L'incubo del male

Post n°7 pubblicato il 18 Maggio 2013 da margheritaotto
 

Siqueiros murales

David Alfaro Siquieros - Morte all'invasore 1941/42 - Surrealismo Messicano

 

 Siqueiros

David Alfaro Siquieros - Caino negli Stati Uniti - 1947

  

La scorsa notte, sognai di vagare senza meta in scenari desolati. Regnava un'atmosfera di guerra. L'aria sapeva di morte. Il suolo era cosparso di cadaveri martoriati. Pezzi di arti erano sparsi qua e là. La terra rosseggiava di sangue. Camminavo in fretta in mezzo a quello scempio, per allontanarmi. Giungevo in un altro luogo, ma anche lì scorgevo macerie, polvere grigia, e morti. All'orizzonte si elevavano al cielo nuvole di fumo violaceo e fiamme crepitanti. Mentre dormivo, provavo un dolore quasi fisico e mi vergognavo per la mia impotenza. Corsi via. La scena cambiò. Sostai in una piazza desolata. A un tratto, mi venne incontro un uomo vestito di scuro. Lo osservai attentamente. Indossava un abito color antracite, anche la cravatta era nera, nera come la notte. Sulla cravatta era appuntata una stella d'oro. L'uomo fumava una sigaretta ed espirava volute nere dalle narici. Gli occhi erano cerulei, come di ghiaccio. Aveva corti capelli brizzolati e una barba ben curata. Si avvicinò a me. Tremai di paura. Si diresse verso un distributore di sigarette alle mie spalle, che prima non avevo notato. Prese un pacchetto di sigarette. Lo aprì. Ne estrasse una e l'accese con un accendino d'oro massiccio. Riprese a fumare e a produrre spire di fumo grigiastre.

"Sono il tuo maestro!" - Esclamò, all'improvviso.

"Se mi sveli la password del tuo datore di lavoro, faccio sparire il male dalla terra!" - Aggiunse.

Esitai, nel sogno. Infine decisi di rivelare la password. Allora, sentii una fitta al cuore tanto intensa, che mi destai.

Da sveglia, mi dissi: - Ho tradito qualcuno, che si fidava di me!

Provai orrore, vergogna e impotenza. L'incubo del male mi perseguitò ancora un po' anche da sveglia.

"Il male esisterà sempre!" - Fu il pensiero che m'accompagnò, prima di riaddormentarmi.  

 

Non ho indagato troppo sul significato latente di questo incubo. Sono consapevole che non sarebbe facile venirne a capo, senza l'ausilio di uno psicoterapeuta. Tuttavia, mi è piaciuto condividerlo con voi.

E tu hai sogni ricorrenti?

E incubi notturni e non?

 
 
 

Sogno e Delirio

Post n°6 pubblicato il 18 Maggio 2013 da margheritaotto
 

Salvatore Dalì - Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio. 

 

 

Tema del momento: il sogno.

 

Il sogno è creatività

Il sogno è vita.

Il sogno è arte.

Il sogno è incubo.

Il sogno é anche delirio.

 

 
 
 

Il lavoro dei sogni

Post n°5 pubblicato il 16 Maggio 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

 

Rosai Uomo sulla panchina

Rosai - Uomo sulla panchina - 1930

 

 

Il lavoro dei sogni o il sogno di un lavoro?

 

Qual è il lavoro dei tuoi sogni, quello che hai nel cassetto?

Qual è, invece, il lavoro che non faresti mai?

Scrivi la tua opinione.

 

L'immagine del post é di Tarsilia do Amaral, pittrice brasiliana, che nel 1933 dipinse il quadro "Operai" iniziando così a rappresentare le questioni sociali del Brasile. Morì a Rio de Janeiro il 17 gennaio 1973.

 
 
 

La donna dea

Post n°4 pubblicato il 15 Maggio 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

Tema del momento: il sogno.

 

Venere: la donna dea.

Il sogno nel mito.

L'archetipo della bellezza.

Il sogno della bellezza eterna.

Il sogno della perfezione nell'immortalità.

 

Venus Verticordia 1866 - Marie Spartali Stillman, ritratta da Rossetti Dante.

 
 
 

Il sogno

Post n°3 pubblicato il 14 Maggio 2013 da margheritaotto
 

immagine web

Il Sogno - olio su tela - Pablo Picasso - 1935

 

Tema del momento: il sogno.

 

Il sogno nella pittura.

La sensualità del sogno.

L'abbandono nel sogno.

La sensualità della donna nel sogno dell'artista.

 

 

 

 

 
 
 

Sogno.

Post n°2 pubblicato il 13 Maggio 2013 da margheritaotto
 

web

immagine web

 

Amo il sogno.

Tutti gli esseri umani hanno il diritto di coltivare i propri sogni.

Ogni creatura tende al compimento del sé.

Ciascun individuo aspira alla realizzazione dei propri sogni. 

 

E tu?

Qual è il tuo sogno?

 
 
 

Arte al femminile

Post n°1 pubblicato il 12 Maggio 2013 da margheritaotto
 
Foto di margheritaotto

A presto!

 Marie Spartali Stillman, pittrice e modella inglese

ritratta da Rossetti Dante, appartenente alla corrente pre-raffaellita. 

Riders on the storm.

The Doors

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house we're born
Into this world we're thrown
Like a dog without a bone
An actor out alone
Riders on the storm

There's a killer on the road
His brain is squirmin' like a toad
Take a long holiday
Let your children play
If ya give this man a ride
Sweet memory will die
Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man
Girl ya gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The world on you depends
Our life will never end
Gotta love your man, yeah

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house we're born
Into this world we're thrown
Like a dog without a bone
An actor out alone
Riders on the storm

 
 
 
 

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