Decalogo sui comportamenti da tenere in un paese “deleghistizzato”: Nel nostro paese non togliamo le panchine per gli immigrati, anzi le dotiamo di cuscini. (cit.Gentilini) Nel nostro paese non disinfettiamo i luoghi dove vivono gli immigrati: i nostri luoghi sono puliti naturalmente.(cit.Borghezio) Nel nostro paese è vietato scrivere “forza Etna” o “forza Vesuvio”: è consentito scrivere “fate l’amore e non la guerra”. (cit. Pontida) Nel nostro paese è vietato fare gli esami di dialetto per l’insegnamento nelle scuole: basta l’esame di abilitazione Nazionale. Nel nostro paese non sono ammesse le ronde: è consentito il libero passeggio e lo “struscio” Nel nostro paese sono abolite le magliette con scritte offensive verso l’Islam: meglio essere nudi che cretini.(cit Calderoli). Nel nostro paese non si possono cantare le canzoni che inneggiano alla “monezza” di Napoli: si può cantare “O’ sole mio”. (cit.Salvini) Nel nostro paese non occorre affermare di avercelo duro: tutti lo sanno già.(Cit. Bossi) Nel nostro paese non si può gridare “Roma Ladrona “: si può cantare “Roma capoccia”,(Cit.Maroni) Nel nostro paese Alberto da Giussano è ritenuto un dilettante al cospetto del nostro Giorgio Castriota Skanderbergh.**Giorgio Castriota Skanderbergh. Autentico eroe nazionale Albanese. Unì i principati di Epiro ed Albania in un unico stato e respinse per 25 anni i tentativi di invasione dell’Impero Turco Ottomano. *Alberto Da Giussano. Presunto eroe lombardo di non provata esistenza storica. Il primo documento in cui appare il suo nome, unito coraggiosamente a quello di altre cinquanta persone, lo si ritrova in una supplica contro una sentenza del Vescovo di Milano ( supposto suo sponsor ) rivolta al Papa ( di Roma ladrona ) e datata venti anni dopo la battaglia di Legnano. Quella stessa battaglia che , per somma ironia rispetto a quello che declamano oggi i leghisti, venne assunta da Mameli a valenza simbolica dell’opposizione degli italiani contro gli invasori stranieri nel suo Canto degli Italiani, musicato poi da Verdi ( ma sì, quello dell’Aida ). Per pura sfortuna in nessuna delle due opere il nome di Giussano viene sia pur minimamente citato. Sugli esiti della supplica nulla pure ci è dato di sapere… Nella prossima puntata di Vieni via con me è stata annunciata la presenza di Fini e Bersani per parlare dei valori della Destra e dei valori della Sinistra. Subitanea l’indignata reazione di Masi e Vice. I politici non erano previsti nella “Scheda Prodotto del Programma” quindi non debbono esserci. Hanno ragione. Che senso ha invitare dei politici in una trasmissione incentrata sulla visione di un futuro possibile ? Loro che c’entrano. Maroni vs Fiorillo. E non è un remake di Kramer contro Kramer. Del resto, in tempi non troppo lontani ( e che sarebbero stati ben congeniali al ministro jazzato ) la PM sarebbe stata trasferita d’ufficio in qualche amena località appena avesse osato aprir bocca. Invece oggi, ahi lui, non la si può zittire così e gli tocca dare mandato ai suoi legali per una querela nei suoi confronti. Sembra che secondo lui, affermare di non aver detto o fatto qualcosa come invece qualcuno (sempre lui ) ha dichiarato pubblicamente in Parlamento ed ampiamente diffuso a mezzo di ogni media possibile ed immaginabile sarebbe diffamazione… del resto Maroni è pure avvocato, per cui…le saprà queste cose no ?“ La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. “ohi ohi ohi Ministro !!!
Alberto ! Alberto !
Decalogo sui comportamenti da tenere in un paese “deleghistizzato”: Nel nostro paese non togliamo le panchine per gli immigrati, anzi le dotiamo di cuscini. (cit.Gentilini) Nel nostro paese non disinfettiamo i luoghi dove vivono gli immigrati: i nostri luoghi sono puliti naturalmente.(cit.Borghezio) Nel nostro paese è vietato scrivere “forza Etna” o “forza Vesuvio”: è consentito scrivere “fate l’amore e non la guerra”. (cit. Pontida) Nel nostro paese è vietato fare gli esami di dialetto per l’insegnamento nelle scuole: basta l’esame di abilitazione Nazionale. Nel nostro paese non sono ammesse le ronde: è consentito il libero passeggio e lo “struscio” Nel nostro paese sono abolite le magliette con scritte offensive verso l’Islam: meglio essere nudi che cretini.(cit Calderoli). Nel nostro paese non si possono cantare le canzoni che inneggiano alla “monezza” di Napoli: si può cantare “O’ sole mio”. (cit.Salvini) Nel nostro paese non occorre affermare di avercelo duro: tutti lo sanno già.(Cit. Bossi) Nel nostro paese non si può gridare “Roma Ladrona “: si può cantare “Roma capoccia”,(Cit.Maroni) Nel nostro paese Alberto da Giussano è ritenuto un dilettante al cospetto del nostro Giorgio Castriota Skanderbergh.**Giorgio Castriota Skanderbergh. Autentico eroe nazionale Albanese. Unì i principati di Epiro ed Albania in un unico stato e respinse per 25 anni i tentativi di invasione dell’Impero Turco Ottomano. *Alberto Da Giussano. Presunto eroe lombardo di non provata esistenza storica. Il primo documento in cui appare il suo nome, unito coraggiosamente a quello di altre cinquanta persone, lo si ritrova in una supplica contro una sentenza del Vescovo di Milano ( supposto suo sponsor ) rivolta al Papa ( di Roma ladrona ) e datata venti anni dopo la battaglia di Legnano. Quella stessa battaglia che , per somma ironia rispetto a quello che declamano oggi i leghisti, venne assunta da Mameli a valenza simbolica dell’opposizione degli italiani contro gli invasori stranieri nel suo Canto degli Italiani, musicato poi da Verdi ( ma sì, quello dell’Aida ). Per pura sfortuna in nessuna delle due opere il nome di Giussano viene sia pur minimamente citato. Sugli esiti della supplica nulla pure ci è dato di sapere… Nella prossima puntata di Vieni via con me è stata annunciata la presenza di Fini e Bersani per parlare dei valori della Destra e dei valori della Sinistra. Subitanea l’indignata reazione di Masi e Vice. I politici non erano previsti nella “Scheda Prodotto del Programma” quindi non debbono esserci. Hanno ragione. Che senso ha invitare dei politici in una trasmissione incentrata sulla visione di un futuro possibile ? Loro che c’entrano. Maroni vs Fiorillo. E non è un remake di Kramer contro Kramer. Del resto, in tempi non troppo lontani ( e che sarebbero stati ben congeniali al ministro jazzato ) la PM sarebbe stata trasferita d’ufficio in qualche amena località appena avesse osato aprir bocca. Invece oggi, ahi lui, non la si può zittire così e gli tocca dare mandato ai suoi legali per una querela nei suoi confronti. Sembra che secondo lui, affermare di non aver detto o fatto qualcosa come invece qualcuno (sempre lui ) ha dichiarato pubblicamente in Parlamento ed ampiamente diffuso a mezzo di ogni media possibile ed immaginabile sarebbe diffamazione… del resto Maroni è pure avvocato, per cui…le saprà queste cose no ?“ La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. “ohi ohi ohi Ministro !!!