Tea Time

Post N° 144


°°°°°°E per il fatto che la porta pone in certo modo una cerniera tra lo spazio dell'uomo e tutto ciò che è fuori di esso, essa supera la separazione tra interno ed esterno proprio perchè essa può anche venire aperta, la sua chiusura dà la sensazione di una separatezza nei riguardi di tutto ciò che è al di là di questo spazio, ancora più forte di quella che dà la mera e indifferenziata parete. La parete è muta ma la porta parla. E' essenziale all'uomo nel senso più profondo, porre a se stesso un limite, ma con la libertà di poterlo di nuovo togliere, di potersi porre al di fuori di esso...attraverso questa unità finita si limitano a vicenda il limitato e l'illimitato...***Io no sto a dire come sono finita di leggere questo libro difficile per me, solo che per lavoro di preparare mostra di porte giapponesi io devo leggere cose su porte... proprio mentre mia porta di emozioni e sentimenti ho chiuso. La porta parla, dice, e fa anche da chiusa, anche se con chiave e persa chiave. Ieri sorridevo di foto Shunga di qualche mese passato e sorridevo anche di te caro Ai. Ma infondo solo di me c'è di sorridere!  Solo di sicura donna giapponese a metà, a metà italiana, che legge e no capisce, che chiude e no sa che apre, o apre se tutto chiuso. Lavoro. Molto lavoro per chiudere respiro in stanza che senza porte. Molto brutto scoprire che si sbaglia sempre pensando di avere ragione. Ma vita va via e allora no c'è molto tempo per chiudere cose, vanno via comunque.Georg Simmel : Ponte e porta in "Saggi di estetica"