Tea Time

Post N° 147


"Idee pure come pietre hanno accompagnato la via d'entrata,apparendo dall'alto, i sentimenti disegnati di verde e biancomostrano una via d'uscita? E un'uscita da dove?"(R. Morris, Il labirinto)
Per dire di labirinto, vorrei dire per ore perchè questa cosa è una di quelle che amo molto e che torna in miei pensieri anche spesso. Mi hanno detto che c'è algoritmo che fa trovare uscita, ma penso che c'è chi più bravo di me con matematica, e io so chi, poi dice che sbaglo qualcosa e così no dico.  E anche purtroppo, no so se voglio uscire di labirinto, o se voglio trovare centro che in latino si dice fulcrum... Certo cosa che no ho è filo, così che niente aiuto può venire a me. In altri tempi qualcuno ha dato un filo ma io un poco di suberbia ho e mai accettato. Il Labirinto può essere come posto con ombra e luce, come percorso simbolico per morte e rinascita.Il Labirinto percorso impedito o interrotto verso il raggiungimento di una meta Il Labirinto per purificazione conoscere e anche scoperta di un male in sé che bisogna uccidere, come Teseo uccide al Minotauro, prima di riuscire a trovare  strada per venire fuori.Il Labirinto come fosse scelta di  fatica di ricominciare ancora dopo scelta sbagliata.Chiedo una cosa spesso, di capire se voglio uscire o trovare centro. In tante cose no so come trovare soluzione, ma quello che è paura è che no sempre cerco soluzione, mi siedo con spalle a muro di labirinto e sto così ..come dice un libro bello, con infelicità senza desideri. Ma poi mi alzo e vado un po come a caso, giro a destra o sinistra, cambio di senso, e infine io forse, innamoro un po di labirinto stesso.Andare, forse come me, viaggiare che sembra eterno, in strade di mondo che finisce con fine di mondo stesso o di mia vita, questo solo so fare.   Mio labirinto comincia anche dopo porta di giardino che quando apre cigola, così fatto venire in mente "uscio di orto" di aria della Tosca...  Ci vuole amore e perdita di sé, di una parte almeno perché solo perdendosi ci si trova