teatrando... forse

intermezzo natalizio... nell'abisso


Proprio ieri sera ci "leggiavamo", fra amici, considerazioni sullo spirito del Natale..... sento il desiderio di condividere anche con gli amici blogger il mio sentire il Natale... perché un cimitero ci si chiederà'.... lo spirito del Natale s'accende su di un sentimento.... l'attesa di un qualcosa che riscalda il nostro cuore.... c'è nell'aria un dono da ricevere.... questa attesa si lega inevitabilmente a nostalgia, una nostalgia che, a ben scavarne il fondo, trascende i ricordi di quel momento così speciale nella nostra infanzia.... fuori è la notte più lunga, fredda e buia, ma una luce, carica di speranza, invisibile ai sensi, riempie di serenità il nostro cuore.... ma, passato quel giorno, tutto, improvvisamente, svanisce, e la notte fredda e buia ridiventa fredda e buia senza nessuna luce di calda serenità e speranza .... perché tutto quello ci è sfuggito?... e ci ritroviamo in questa fredda oscurità?... ... "in principio era il Verbo.... e la luce è venuta nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno riconosciuta...." recita il Vangelo di S. Giovanni nella sua apertura.... tutte le tradizioni, di ogni popolo e luogo, narrano di questo tempo come l'autunno dell'umanità: ebrei da eber=tramonto, i popoli del tramonto: .... e fu sera e fu mattina... la stessa creazione viene narrata, nella nostra tradizione da un punto di vista che parte dalla sera ed è seguita dal mattino.... ci narra della notte in cui siamo e del mattino che verrà.... un mattino di cui siamo in attesa ma, prima dovremo attraversare la grande notte....Festa dei Morti,coincisa con l’estate di San Martino;è il tramonto, il cielo d’autunno di un azzurro vivo ed allo stesso tempo languido,spezzato da nuvolosi gonfi di bianco, viola scuro grigio e sfumature di nero.Il cimitero sulla collina che si apre ad ovest verso le montagne,il sole tramonta dietro di loro e l’orizzonte si tinge di rosso su azzurro languido di nuvolosi. Scendo dall’auto con i miei figlipoi scendo la carrozzinaed infine su di essa il nonno, mio padre.Per il viottolo entriamo nel cimitero,il rosso opaco del tramonto autunnaleha lasciato il posto al crepuscolodi ombre tiepide illuminate da mille fiammelleche danno vita ai volti sconosciuti delle tombe.Ogni volto un’anima, ogni anima una storia,ogni storia dolore e gioiaresi vivi dal ricordo dei parenti presenti,un brulichio di vita silenziosa, quieta, profonda…eterna.....Anche i volti dei miei amici passati si fanno avanti;siamo tutti lì, per sempre, nella grande notte d’attesa…tutto è buono, la vita è eterna;mio padre, il mio John Waine, in carrozzina ad ottantanni,sempre granitico di nobile fierezza,ed i miei figli testimoniano che la vita è eterna,mutano solo le forme, apparentemente;ma siamo tutti parte di questa meraviglia,ed il mio corpo è percorso da un formicoliocaldo, svuotante, leggiero…