Gli Esseni sembrano sono sorti dopo la rivolta dei Maccabei (ca. 167-160 aC). Talvolta tra i 152 e 110 aC almeno alcuni degli Esseni, forse solo il leader, si ritirò a Qumran, sulle rive del Mar Morto. Questo fino a quando ci fu l'invasione di Parthian del 40 aC o il terremoto del 31 aC, gli Esseni sono stati costretti a lasciare quel luogo. In quel momento si stabilirono nelle regioni intorno a Gerusalemme. Verso il 4 aC alcuni degli Esseni tornarono a Qumran. Alcuni anni più tardi settanta Esseni sono stati coinvolti nella rivolta contro i Romani. La sopravvivenza e la persistenza degli Esseni come un gruppo separato, avvenne dopo il 70 dC, ma è ancora motivo di discussione fra gli esperti. Spesso, in passato, si è pensato che gli Esseni potessero essere come il vivaio della fede cristiana. Ma a detta degli studiosi è una posizione troppo estrema, i quali pensano che sia piu' probabile che gli Esseni fossero un'espressione o una reazione al pragmatico Spirito tiepido del giudaismo ufficiale. Inoltre nelle Recognitiones di Clemente, un’opera scritta tra il 65 e il 70 d. C., troviamo scritto che, al termine di un discorso di Giacomo nel tempio di Gerusalemme, Paolo di Tarso è entrato nel tempio tuonando contro gli Esseni di Giacomo perché erano passati dalla parte di Simon Mago, uno dei primi grandi maestri gnostici. Ti scrivo il versetto corrispondente :" Si era proprio giunti al momento che stavano per essere battezzati quando un tipo, – si tratta di Paolo di Tarso – nostro nemico, entrando con altri pochi nel tempio cominciò a gridare: “Ma che state facendo, o israeliti? Perché vi fate ingannare con tanta facilità? Perché vi lasciate accalappiare sconsideratamente da una banda di disgraziati, ingannati da Simon Mago? " (Recognitiones, I, 70) Appare evidente che Paolo di Tarso perseguitava gli Esseni di Giacomo, cioè gli eredi diretti dell’insegnamento di Gesù Barabba, non perché “cristiani”, ma perché avevano accolto l’interpretazione che Simon Mago aveva dato dell’insegnamento di tipo gnostico di Gesù Barabba, il Messia di Aronne degli Esseni, e avevano rifiutato quello, dalla più chiara impronta politica, di Cristo, il cosiddetto Messia di Israele degli Esseni.Il problema è che gli Esseni di Giacomo, accogliendo l’insegnamento di Simon Mago, avevano ripudiato il loro Messia di Israele, cioè Cristo, e continuavano a professare solo la dottrina esoterica di Gesù Barabba. Paolo e i suoi seguaci probabilmente non hanno accettato i cambiamenti avvenuti nella comunità essena e, dopo esserne stati cacciati, l' hanno combattuta e perseguitata violentemente, come dimostrato proprio dalla scena del massacro degli Esseni nel tempio di Gerusalemme, guidato da Paolo e descritto nelle Recognitiones. Nelle Recognitiones Giacomo è definito " pontefice " e " vescovo " di Gerusalemme.D’altra parte è stato lo stesso Gesù a designare Giacomo come suo successore nella guida della giovane Chiesa:I discepoli dissero a Gesù: " Sappiamo che te ne andrai da noi. Chi tra di noi sarà il più grande? ". Gesù rispose loro: “Dal luogo ove sarete, andrete da Giacomo, il Giusto, per il quale sono stati fatti il cielo e la terra”. (Vangelo di Tomaso, loghion n. 12)Lo stesso Pietro fa riferimento proprio a questa frase di Gesù in uno dei suoi discorsi riportati da Clemente nelle Recognitiones per affermare il primato di “Giacomo e dei suoi successori”. Per questo dovete stare molto attenti a non credere a nessun maestro che non vi presenti la garanzia di Giacomo di Gerusalemme fratello del Signore, o di chiunque gli succederà. Se uno non sale a Gerusalemme per ottenere là l’approvazione di essere un maestro fedele e capace di predicare la parola di Cristo, se non vi porta di là – ripeto – questa attestazione, non dovete assolutamente credergli (Recognitiones, IV, 35). Nei più antichi codici che riportano la “Lettera di Clemente a Giacomo, fratello del Signore” troviamo inoltre scritto:Clemente a Giacomo, fratello del Signore e vescovo dei vescovi, che regge la santa Chiesa degli ebrei a Gerusalemme, ma anche tutte le Chiese (“sed et omnes ecclesias”) che sono state ovunque fondate…Questo vuol dire che:1. Giacomo, cioè il Maestro di Giustizia della comunità essena, è stato il primo “papa” della Chiesa; 2. fino alla morte di Giacomo, la carica di “pontefice” – nelle Recognitiones Giacomo è chiamato appunto “pontefice”… - coincideva con la carica di “Maestro di Giustizia” della comunità essena;3. i successori di Giacomo nella carica di Maestro di Giustizia avrebbero continuato a mantenere il proprio indiscusso primato su tutta la Chiesa;4. la Chiesa delle origini nel suo complesso, per il fatto stesso di avere accolto l’insegnamento di Simon Mago che metteva l’accento sugli aspetti più marcatamente gnostici dell’insegnamento di Gesù Barabba, è stata almeno fino alla morte di Giacomo una delle prime comunità gnostiche (dico “una delle prime” perché ancora non conosciamo a fondo la storia delle origini della antica comunità mandea);5. Pietro ha tentato di sbarrare la strada a Paolo di Tarso, affermando che i fedeli non avrebbero dovuto “credere a nessun maestro che non presenti la garanzia di Giacomo”.Lo scontro tra Simon Mago e Pietro da un lato e il successivo riavvicinamento tra Pietro e Paolo dall’altro lato probabilmente erano legati ad una lotta per la successione a Giacomo nella carica di Maestro di Giustizia, cioè di capo della primitiva comunità cristiana, che in un primo momento ha visto prevalere Simone e in un secondo momento Pietro, come abbondantemente testimoniato dalle Recognitiones, dagli Atti di Pietro e dagli Atti dei beati apostoli Pietro e Paolo. La soluzione a questo dilemma sta molto probabilmente in un errore di traduzione dal primitivo Vangelo aramaico di Matteo al Vangelo greco di Matteo e al Vangelo di Marco. Ecco un'a ltra strada..Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto" (Lc 3, 1-2). Dunque, su Giovanni a un certo punto scese la parola di Dio. E qual era il contenuto di questa parola ? Lo rivela lo stesso Giovanni Battista: "Chi mi mandò a battezzare con acqua mi disse: colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e testimoniato che lui è il Figlio di Dio" (Gv 1, 33-34). In un manoscritto aramaico di Qumran si parla di un personaggio che regnerà in eterno e si dice: "Sarà detto Figlio di Dio e lo chiameranno Figlio dell'Altissimo" (4Q 246, 2, 1).Se Giovanni Battista conosceva i testi di Qumran, è possibile che abbia avuto la rivelazione che battezzando nel Giordano avrebbe visto il Figlio di Dio. Gesù era amico di una famiglia di esseni di Betania ( Lazzaro, Marta, Maria) e che i suoi due primi discepoli, Andrea e Giovanni, erano stati discepoli di Giovanni Battista, anche lui esseno ed ex qumraniano. È dunque normale che Gesù conoscesse le usanze degli esseni, le loro concezioni e la loro teologia e che ne condividesse molte, anche se non tutte. Una vastissima letteratura ha ampiamente dimostrato ciò che distingueva Gesù, la sua predicazione e il suo comportamento dagli esseni. Gesù non rispettava alla lettera le norme di purità relative alla mensa (pranzava con pubblicani e peccatori, non si immergeva in acqua prima dei pasti), aveva contatti continui con lebbrosi, con donne mestruate e con cadaveri, contatti che gli esseni aborrivano, non aveva formato una comunità chiusa, tra i suoi discepoli non c'era una rigida organizzazione gerarchica, i suoi insegnamenti non erano segreti, predicava l'amore per i nemici e i peccatori, verso i quali gli esseni predicavano l'odio; e il passo del Vangelo di Luca in cui Gesù invita a pranzare con storpi, zoppi e ciechi (Lc 14, 12-14.21) sembra una diretta critica agli esseni, che escludevano dalla loro mensa tutte queste categorie (1QS 6, 16-17.20-21; 1QSa 2, 3-10; 4QCD). Hiram Abif, per esempio, era l’architetto del Tempio di Salomone. Riguardo alla sua morte si racconta che fu ucciso da due suoi operai perché non voleva rivelare i segreti di mastro muratore e della "parola segreta", ossia il nome di Dio. I Templari, indagando riguardo alla vicenda che sapeva di metafora, trovarono i manoscritti degli Esseni di un antichissimo rituale risalente all’epoca dei primi Faraoni. Si celebrava una cerimonia, quando il faraone era sul punto di morire, allo scopo di trasmettere il suo potere al successore. Si nota, nella storia, una partecipazione degli Hyksos, che si pensa fossero semiti, apparsi in Palestina e in Siria, che in seguito raggiunsero il controllo sull’intero Egitto. Verso la fine del periodo Hyksos vi fu uno scontro tra la dinastia legittima, rappresentata da Seqenenre ed Apepi I, sovrano degli Hyksos, noto col nome di Apophis. Manoscritti orientali parlano di un maestro di nome Yuz Asaph, che per alcuni corrisponderebbe allo stesso Gesù. A questo punto il nostro viaggio ci porta in India, ai piedi dell’Himalaia, vicino al Kailash, nella Valle del Kashmir, alla porta del Tempio dei Giudei, ove si troverebbe l'impronta del Signore. Siamo davanti ad una porta che si apre davanti a impensati scenari, le cui strade si diramano in varie direzione verso l'infinito.