CULTURA E SAPERE

8 settembre Natività della Beata Vergine Maria


« La celebrazione odierna – si legge nel brano dei Discorsi di S. Andrea di Creta proclamato nell'odierno Ufficio delle Letture - onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è, l'incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio ». È questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la “nascita al cielo”, come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell'attuazione del suo eterno disegno d'amore. Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti santi Padri, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione del
secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l'uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l'umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria”. Come quasi tutte le solennità principali di Maria anche la Natività è di origine orientale. Nella Chiesa d'occidente l'ha  introdotta il papa orientale san Sergio I alla fine del sec. VII. Originariamente doveva essere la festa della dedicazione dell'attuale basilica di sant'Anna in
Gerusalemme. La Tradizione, infatti, indicava quel luogo come la sede dell'umile dimora di Gioacchino ed Anna, lontani discendenti di Davide, genitori di Maria. Occorre cercare in questo culto della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell'uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli. La personalità divina del Salvatore supera infinitamente tutto ciò che l'umanità poteva generare, però la storia dell'umanità fu come un lento e difficile parto delle condizioni necessarie all'Incarnazione del figlio di Dio. La devozione cristiana ha voluto perciò venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la sua Madre, la nascita di essa, la sua concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (vangelo: Mt 1,1-16.18-23). Credere nei preparativi dell'incarnazione significa credere nella realtà dell'incarnazione e riconoscere la necessità della collaborazione dell'uomo
all'attuazione della salvezza del mondo. Papa Giovanni Paolo II concluse la sua omelia, a Frascati l’8/09/1980, nei seguenti termini :O Vergine nascente, speranza e aurora di salvezza al mondo intero, / volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti, / qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie! O Vergine fedele, che sei stata sempre pronta e sollecita ad accogliere, conservare e meditare la Parola di Dio, / fa’ che anche noi, in mezzo alle drammatiche vicende della storia, / sappiamo mantenere sempre intatta la nostra fede cristiana, / tesoro prezioso tramandatoci dai Padri! O Vergine potente, che col tuo piede schiacci il capo del serpente tentatore, / fa’ che realizziamo, giorno dopo giorno, le nostre promesse battesimali, con le quali abbiamo rinunziato a Satana, alle sue opere ed alle sue seduzioni, / e sappiamo dare al mondo una lieta testimonianza della speranza cristiana. O Vergine clemente, che hai sempre aperto il tuo cuore materno alle invocazioni dell’umanità, talvolta divisa dal disamore ed anche, purtroppo, dall’odio e dalla guerra, fa’ che sappiamo sempre crescere tutti, secondo l’insegnamento del tuo figlio, nell’unità e nella pace, per essere degni figli dell’unico Padre celeste. Amen! San Leonardo Murialdo, grande devoto della Madonna, diceva : “Maria, Madre nostra, è la più amante, la più affettuosa delle madri. È madre di Dio, quindi ottiene tutto. È madre nostra, quindi non ci nega niente. È madre di misericordia: gettiamoci nelle sue braccia”.
Narra la leggenda che un giorno, quando era bambino a Fontaine, Bernardo da Chiaravalle era stato il protagonista di un evento miracoloso: aveva bevuto tre gocce di latte scaturite dal petto della Vergine Nera di Chatillon.... per questo Bernardo quando aveva stilato la Regola dell'Ordine dei Templari, aveva stabilito un preciso requisito cui i Cavalieri non avrebbero dovuto sottrarsi da:  “Obbedienza alla Madonna Maria Madre di Gesù e a Betania alla Casa di Maria e Marta”. Praticamente dovevano riconoscere obbedienza alla dinastia fondata da Gesù. Da qui la conseguente e successiva venerazione dei Templari della Madonna delle
Grazie legata  alla Maddalena sotto le vesti di Madonna Nera; un culto così diffuso che Ean Egg ha rintracciato oltre cinquanta chiese dedicate a alla Madonna delle Grazie e a Maria Maddalena, ove guarda caso, si trovano statue o icone di Vergini Nere. I primi gnostici cristiani accordavano a Maddalena una reverenza speciale, perché ritenevano che il vero discepolo prediletto di Gesù fosse proprio lei, la compagna alla quale egli avrebbe trasmesso il più elevato e alto sapere
segreto. Nella tradizione esoterica occidentale, Maddalena è il simbolo della saggezza divina; in quella nazorea, viene figurata in abiti scuri o neri proprio come la dea egiziana Iside, con sul capo la corona di stelle di Sofia, mentre il suo bambino indossa quella della regalità suprema. Per Rudolf Steiner il simbolismo è una chiave che può essere letta fino a nove livelli, a seconda della condizione iniziatica del soggetto e il caso delle Madonne Nere rientra in questo tipo di interpretazione complessa. Ad un livello più semplice (quello exoterico) la Madonna è la madre di Gesù; al secondo livello Maria assisa in trono è simbolo della sapienza. In termini esoterici questo stesso simbolo rappresenta la Maddalena che tiene in grembo il figlio di Gesù; a un livello più profondo, come nella tradizione egizia, il
nero è l'emblema del sapere e della saggezza (questo fa capire perché preti e sacerdoti l'abbiano adottato). Troviamo ancora un'altra antica tradizione che fa risalire le Madonne Nere all'Egitto nel culto della Maddalena D'Orléans, dove la Vergine Nera è meglio conosciuta come Santa Maria Egiziaca. Il re Luigi IX di Francia, illustre membro della schiatta dei Rex Deus, era uno dei
più ferventi devoti del culto della Madonna Nera; inoltre egli considerava Maria Maddalena come una delle illustri antenate della casa regale di Francia. alla Luce”o, meglio ancora, l'emblema concreto dell'illuminazione. La Vergine madre di Gesù o Vergine Nera riferito alla Maddalena, in realtà rappresenta anche la Madre Terra o la
dea egizia Anna, da sempre raffigurata nella mitologia egizia vestita di nero. Siamo al cospetto, con questa dea, di una anticipazione della tarda raffigurazione cristiana della sant'Anna dalla pelle scura, così come l'abbiamo vista raffigurata nella vetrata della cattedrale di Chartres.