CULTURA E SAPERE

REX DEUS gli antichi Cavalieri Templari e i loro eredi


  Ordine di Sion
Se per far luce sui misteri celati dietro la fine dell’Ordine del Tempio si è dovuto attendere fino ai tempi di Napoleone Bonaparte, che agli albori del 1800 aveva imposto al Vaticano la consegna degli archivi segreti, per chiarire taluni aspetti ancora oscuri sulle sue origini bisognava pazientare fino al termine della seconda guerra mondiale. Infatti documentazioni provenienti da certi archivi segreti rinvenuti in Orleans. Era solo allora che veniva alla luce l’Ordine di Sion, rimasto fino a quel momento pressoché sconosciuto. Molti episodi collegati all’origine dei Templari erano rimasti avvolti nelle tenebre, mai chiariti dai cronisti del tempo e
dagli storici. Restava ignota l’effettiva influenza esercitata dalle carismatiche predicazioni di Pietro l’Eremita, mentre sopravvivevano i sospetti connessi alla apparente immediatezza e spontaneità con cui nel 1118 Baldovino II, Re di Gerusalemme, aveva riconosciuto l’Ordo Templi e messo a loro disposizione quell’ampia ala del suo stesso palazzo residenziale. Risultava decisamente arduo districarsi nella marea di quei prodotti letterari ed anche di quelle documentazioni, diffuse specie a partire dal 1956. Alcuni appassionati decisamente seri riuscivano, attraverso un’immensa ed encomiabile attività di ricerca, a gettare finalmente luce sulla maggior parte dei retroscena di quello storico evento. Occorre premettere che dall’imponente mole di informazione resa disponibile nell’ultimo dopo guerra, emergono taluni punti chiave (poco opportunamente presentati come fatti incontestabili) che è ora opportuno riassumere, dato che rappresentano comunque un valido punto di partenza per tentare di scoprire la verità: ¨ esisteva un Ordine segreto che aveva creato i Templari, onde servirsene poi come braccio armato ed amministrativo; quest’Ordine, che aveva agito sotto diverse denominazioni, è spesso identificato come Priorato di Sion; ¨ il Priorato di Sion è stato diretto da una sequenza di Gran Maestri, i cui nomi sono tra i più illustri della storia e della cultura occidentale; ¨ anche se i Templari venivano annientati e disciolti tra il 1307 ed il 1314, il Priorato di
Sion non sarebbe stato toccato, uscendo assolutamente indenne da quella bufera; pur essendo stato dilaniato da lotte faziose ed intestine, ha continuato e continua ad essere perfettamente operativo ed influente e, agendo per lo più nell’ombra, avrebbe orchestrato alcuni tra gli eventi più decisivi nella storia dell’occidente, intervenendo anche nelle vicende interne di vari paesi europei; ¨ in misura decisamente significativa dirige direttamente la diffusione della massa di informazioni, specie negli ultimi 50 anni; ¨ suo scopo dichiarato resta la restaurazione della dinastia merovingia, non solo sul trono di Francia ma anche su quelli di altre nazioni europee; restaurazione giustificabile sia moralmente che legalmente, poiché sebbene deposta nel lontano VIII secolo, dopo Dagoberto II e suo figlio
Sigisberto IV, la stirpe non si è affatto estinta. Il gruppo di ricercatori già menzionati non poteva che sfruttare il materiale disponibile, compreso quanto aveva consentito la precedente elencazione riassuntiva, per avviare uno scrupoloso esame critico teso a suffragarne la validità od a smentirla. L’attività di ricerca veniva intrapresa con cinico scetticismo, quasi irridente, poiché si era convinti che quelle stravaganti pretese sarebbero state sgretolate già da una semplice indagine superficiale. Ma molte grandi sorprese erano in agguato per loro. Mentre i documenti editi nel corso del corrente secolo ignorano in assoluto un ordine identificato dal nome di Sion, René Grousset, una delle massime autorità del nostro secolo nella storia delle Crociate, ha pubblicato varie pagine dei citati archivi segreti. In una di queste appare una interessante citazione, già edita negli anni 30 e riferita al Re Baldovino I. "Nell’anno 1100, alla morte di Goffredo di Buglione, suo fratello maggiore, egli accettava la corona che gli veniva offerta proprio dall’Ordine di Sion, diventando così il primo Re di Gerusalemme. A quel tempo esisteva una Tradizione reale fondata sulla pietra di Sion, di valore identico a quella riservata alle grandi dinastie regnanti in Europa. Baldovino I ed i suoi discendenti erano ovviamente Re elettivi, non sovrani per diritto di sangue". Lo stesso Grousset non ci offre chiarimenti sulle motivazioni che rendevano questa Tradizione reale simile, se non identica, alle tradizioni dinastiche. Ma citava l’Ordine di Sion, che sostiene ne avesse la gestione esclusiva. Evidente l’importanza rivestita da indagini per accertare l’esistenza di quest’Ordine, ignorato da cronisti e storici, ma apparentemente molto importante, visto che aveva avuto il potere di assegnare almeno un regno. Ed era proprio quanto i nostri solerti ricercatori si apprestavano a fare. Occorreva frugare tra enormi fascicoli di antichi documenti, alla ricerca non solo delle prove della sua esistenza, ma anche della sua influenza e delle sue attività. Su un colle denominato Monte Sion, posto a sud di Gerusalemme, nel 1099 (conquista dell’Outremer) c’erano le rovine di una chiesa bizantina del IV secolo, denominata la Madre di tutte le Chiese. Per ordine di Goffredo proprio su quelle rovine veniva edificata un’Abbazia. Un edificio imponente progettato per una comunità autosufficiente. Un cronista del 1172 riferisce che essa era saldamente fortificata, munita di mura, torri e bastioni di difesa. Veniva chiamata Abbazia di Nostra Signora del Monte Sion. Era certo occupata da qualcuno: poteva forse trattarsi di un Ordine che prendeva il nome dall’Abbazia? Non era una possibilità irragionevole, ma restava pur sempre una semplice ipotesi. Dalle documentazioni esaminate emergeva un fatto nuovo: i Cavalieri ed i monaci che occupavano la chiesa del Santo Sepolcro, instaurata dall’attivo Goffredo, costituivano un Ordine ufficialmente riconosciuto, detto appunto del Santo Sepolcro. Lo stesso principio poteva essere applicato agli inquilini dell’Abbazia del Monte Sion, ed i documenti dimostravano che questa doveva essere la realtà. La comunità assumeva infatti il duplice nome di Santa Maria del Monte Sion e del Santo Sepolcro. Già nel 1698 uno storico riferiva testualmente: "Vi erano in Gerusalemme, durante le Crociate, Cavalieri legati all’Abbazia di Nostra Signora di Sion". Venivano portati alla luce gli originali di documenti dell’epoca, che portavano il sigillo e la firma di vari priori di "Nostra Signora di Sion". Ad esempio uno di questi, datato 19 luglio 1116, è firmato da un priore Arnaldus, mentre in un altro, del 2 maggio 1125, il nome di Arnaldus è abbinato a quello di Hugues de Payns, primo Gran Maestro del Tempio. Era stato quindi accertato che l’Ordine esisteva fin dal tempo della prima Crociata. Ma quando, e da chi era stato fondato? Si sa che nel 1070 un gruppo di monaci provenienti dalla Calabria aveva
raggiunto la foresta delle Ardenne, proprietà di Goffredo di Buglione. Erano capeggiati da un certo Ursus, un nome che nei documenti del Priorato è spesso associato alla stirpe merovingia. Quei monaci ottenevano subito la protezione di Matilde, Duchessa di Toscana e madre adottiva di Goffredo, che donava loro un vasto appezzamento di terreno in Orval, nei pressi di Stenay, il luogo in cui era stato assassinato Dagoberto II, l’ultimo dei merovingi. Vi veniva subito costruita un’abbazia, in cui i monaci trovavano sistemazione. Non vi restavano molto però, poiché pochi anni dopo, nel 1108, erano tutti misteriosamente scomparsi verso un’ignota destinazione. Nel 1131 l’abbazia di Orval veniva poi definitivamente assegnata a San Bernardo. Lo storico de Sède sostiene che tra quei monaci ci fosse stato Pietro l’Eremita che abbiamo conosciuto prima, il carismatico ispiratore delle Crociate. Abbiamo anche visto che egli era in Gerusalemme almeno fin dal 1099, con Goffredo di Buglione. Logico quindi dedurre che forse esisteva un collegamento tra i monaci di Orval, Pietro l’Eremita e l’Ordine di Sion. Ecco identificato un altro importante obiettivo per la ricerca. Quei monaci si erano distinti dai soliti (all’epoca) itineranti, dato che i loro movimenti, dalla Calabria alle Ardenne, e poi la loro scomparsa misteriosa, evidenziavano una coesione ed una organizzazione, forse anche una precisa sede ubicata però altrove. Se veramente Pietro era in quel gruppo, è evidente che la sua appassionata predicazione a favore della Crociata non poteva essere considerata come semplice manifestazione di fanatismo religioso, ma di ben calcolate finalità politiche. Infine, essendo egli istitutore di Goffredo, doveva essere stato facile per lui convincere l’allievo a conquistare la Terrasanta. Inoltre i monaci spariti da Orval non erano mai ritornati in Calabria, ma si erano stabiliti a Gerusalemme, molto probabilmente proprio nell’abbazia di Nostra Signora di Sion. Nuovamente semplici ipotesi, che le ulteriori accurate indagini dovevano però presto confermare. Quei monaci di Orval si erano trasferiti in Terrasanta per organizzarvi un congresso segreto e, diretti da "un vescovo venuto dalla Calabria", forti dell’autorità di cui era investito l’Ordine di Sion, nonostante l’opposizione di nobili potenti come il Conte di Tolosa, avevano proceduto all’elezione del re di Gerusalemme. Il trono veniva dapprima offerto a Goffredo di Buglione che lo rifiutava, accettando invece il più modesto titolo di "Difensore del Santo Sepolcro". Alla sua morte, un solo anno dopo (1100), suo fratello Baldovino non esitava invece ad accettare il titolo regale offertagli. Dagli archivi segreti del Priorato di Sion emerge il fatto che nel marzo 1117 Baldovino I, che doveva il suo trono all’Ordine di Sion, fosse costretto a negoziare la costituzione dell’Ordine del Tempio. Ulteriore dimostrazione della potenza e dell’influenza dell’Ordine. Poteva conferire titoli sovrani e costringere un Re all’obbedienza. Risulta inoltre che l’Ordo Templi esistesse già, almeno in forma embrionale, quattro anni prima della sua costituzione ufficiale. Quindi i cavalieri Templari erano attivi ancor prima del 1118, molto probabilmente in qualità di braccio armato ed amministrativo dell’Ordine di Sion, che restava quindi mascherato ed al sicuro, arroccato nella sua abbazia fortificata. I ricercatori scoprivano così le evidenti tracce di un immenso disegno, molto ambizioso, che potrebbe essere riassunto come segue: ¨ verso la fine dell’XI secolo un misterioso gruppo di monaci calabresi appariva nelle Ardenne, ove riceveva un’eccellente accoglienza, protezione ed un vasto terreno in Orval, ove costruivano un’abbazia; ¨ un membro di questo gruppo sarebbe stato l’istitutore di Goffredo di Buglione, il personaggio che aveva ispirato e promosso la prima Crociata; ¨ poco prima della fine del secolo XI quei monaci abbandonavano l’abbazia di Orval per scomparire nel nulla; ¨ benché non vi sia traccia della loro destinazione, è molto probabile che questa fosse stata Gerusalemme; ¨ è certo che Pietro l’Eremita si fosse imbarcato per la Terrasanta: quale membro della comunità di Orval, è molto probabile che fosse stato ben presto raggiunto dai suoi confratelli; ¨ nel 1099 cadeva Gerusalemme, ed il trono veniva offerto a Goffredo da un consesso anonimo; ¨ uno
dei capi della comunità di Orval era sicuramente di origine calabrese; ¨ per volontà di Goffredo veniva costruita sul Monte Sion un’abbazia fortificata che assumeva il nome del luogo, e che veniva assegnata ai personaggi che gli avevano offerto il trono; ¨ nel 1114 i Cavalieri Templari erano già attivi come braccio armato dell’Ordine di Sion, ma la loro costituzione veniva esaminata solo nel 1117, per essere poi approvata nel 1118 su istanza di Hughes de Payns ed Andrea di Montbard, lo zio di san Bernardo; ¨ nel 1115 San Bernardo di Chiaravalle dirigeva un Ordine prossimo al tracollo finanziario, mentre si imponeva come principale portavoce della cristianità; era allora che una svolta improvvisa cambiava i destini dei cisterciensi, che dalla miseria cui erano ridotti si ritrovavano ad essere una delle istituzioni religiose eminenti, ricche ed influenti d’Europa; ¨ nel 1131 San Bernardo riceveva in dono l’abbazia di Orval, già abbandonata da quei monaci venuti dalla Calabria; ¨ San Bernardo diventava appassionato sostenitore dei Templari, contribuiva al loro riconoscimento ufficiale e ne redigeva la Regola; ¨ tra il 1115 ed il 1140 i cisterciensi ed i Templari prosperano, acquisendo ingenti somme di denaro e vastissime proprietà territoriali. Legittimo chiedersi se tale complesso intreccio di legami rappresentasse una serie di coincidenze, o non fosse piuttosto il frutto di un piano ben congegnato. Ci si trovava confrontati con una serie di personaggi, eventi e fenomeni sostanzialmente slegati tra loro, che casualmente e saltuariamente si incrociavano tra loro. Emergeva e si imponeva la necessità di valutare la presenza influente di un Ordine ignoto che avesse tenuto le fila di quel complesso gioco, visto che cisterciensi e Templari sembrava avessero agito secondo una strategia politica abilmente pianificata. Dai documenti segreti del Priorato di Sion non emerge alcun riferimento al periodo intercorso tra il 1118 ed il 1152. Resta peraltro accertato che l’Ordine avesse mantenuto la propria base in Terrasanta. Al ritorno dalla II Crociata il re Luigi VII di Francia era accompagnato da 95 membri dell’Ordine di Sion. Non è chiaro il motivo di quel viaggio, come rimane oscura la ragione di tanta benevolenza regale. Ma se l’Ordine era veramente la potenza che si celava dietro i Templari, la spiegazione va cercata nel fatto che quel Re era forte debitore dei Templari stessi, da cui aveva ricevuto denaro ed aiuti militari. Quindi l’Ordine di Sion, nella circostanza, poteva agire sia da garante che da esattore. Nel 1152 ritroviamo l’Ordine di Sion nuovamente attestato in Francia. Ben 62 dei suoi monaci venivano installati nel Gran Priorato di Saint Samson, in Orleans, offerto da Re Luigi, mentre 26 entravano a far parte del piccolo Priorato di Saint Jean le Blanc. Solo 7 di loro raggiungevano le fila dei Templari. Sono tuttora esistenti gli atti con cui Luigi VII insediava in Orleans il Gran Priorato di Sion. Esiste anche una Bolla del 1178 emessa da Alessandro III, che confermava tutti i possedimenti dell’Ordine, attestando le loro proprietà in Francia, in Piccardia, in Lombardia, in Sicilia, in Spagna ed in Calabria, oltre a varie località della Terrasanta. Nel 1187 Gerusalemme veniva rioccupata dai saraceni, grazie all’inettitudine ed alla impetuosità incontrollata di Gerard de Ridefort, Gran Maestro del Tempio, citato dai cronisti del tempo come traditore. Tutti i monaci di Sion, persa l’abbazia del Monte Sion, ritornavano ovviamente in Francia, raggiungendo le sicure basi là costituite. Con la caduta di Gerusalemme erano sorti disastrosi dissidi tra gli Ordini di Sion e del Tempio. Nel 1188 avveniva poi la netta separazione ufficiale tra i due Ordini: il padre rinnegava ufficialmente il figlio. Tale rottura veniva commemorata con una cerimonia rituale, denominata "taglio dell’olmo di Gisors", tenuta nel Campo Sacro, un luogo che i cronisti medioevali consideravano consacrato fin dai tempi precristiani. Il luogo era stato teatro, nel corso del XII secolo, di vari incontri tra i Re di Francia e d’Inghilterra. Al centro di quel campo sorgeva un olmo enorme, vecchio di 800 anni, il cui tronco poteva essere abbracciato solo con l'intervento di ben nove uomini. A quello storico episodio, rimasto solo malamente chiarito, partecipava anche Riccardo Cuor di Leone, figlio maggiore ed erede al trono di Enrico II d’Inghilterra. Quindi è certo che dal 1188 l’Ordo Templi era diventato completamente autonomo. Fino a quel tempo i due Ordini avevano addirittura avuto lo stesso Gran Maestro. Il Gran Maestro del Priorato di Sion
eletto dopo il taglio dell’olmo non avrebbe avuto più alcun rapporto con il gran Maestro del Tempio. Come una sorta di sottotitolo, il Priorato di Sion avrebbe presto adottato Ormus, usato poi fino al 1306, un anno prima dell’arresto dei Templari francesi. L’emblema di Ormus è una specie di anagramma, formato da un certo numero di parole chiave e di simboli. La "M" centrale era in realtà c , e veniva usato come cornice dell’emblema. Ma era anche il simbolo zodiacale della vergine, che nel linguaggio iconografico medievale significava Notre Dame. Inoltre orme in francese significa olmo. Le prime due lettere, "OR", significano "Oro", mentre le ultime due, "US", sono una contrazione di Ours, il francese Orso ed il latino Ursus, emblema di Dagoberto II. Secondo la Tradizione massonica Ormus era il nome di un saggio e mistico egizio, un adepto gnostico di Alessandria, vissuto nei primi anni dell’era cristiana. Nel 46 d.C. Ormus e sei suoi seguaci venivano convertiti al cristianesimo da Marco, discepolo del Cristo. Dalla conversione nasceva una nuova setta che fondeva il credo cristiano con insegnamenti di altre scuole misteriche ancora più antiche. Da notare che a quel tempo Alessandria era una vera fucina di attività mistiche, una specie di crogiolo, in cui le dottrine giudaiche, mitraiche, zoroastriane, pitagoriche, ermetiche e neoplatoniche aleggiavano nell’aria fondendosi con innumerevoli altre. I Maestri abbondavano, e non è strano che uno di essi avesse adottato un nome come Ormus, ispirato al principio della Luce. Sempre secondo la Tradizione massonica
Ormus avrebbe adottato per i suoi seguaci iniziati un simbolo di identificazione: una croce rossa. La stessa portata sul petto dai Cavalieri Templari. Ma dai documenti del Priorato di Sion appare un chiaro riferimento ai Rosacroce, avendo nel 1188 adottato, oltre all’Ormus, anche un secondo sottotitolo, ovvero il nome di "Ordre de la Rose-Croix Veritas". Il Priorato di Sion di Orleans comunque esiste tuttora, e vi sono chiari ed inequivocabili indicazioni che sia ancora pienamente operativo, enumerando tra i suoi Gran Maestri personaggi indiscutibilmente celebri, quali Sandro Filipepi (noto come Botticelli), Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Victor Hugo, Claude Debussy e Jean Cocteau. I due evangelisti Matteo e Luca hanno proposto l'albero genealogico di Gesù ed hanno elencato ciascuno una lunga serie di nomi degli antenati. Vediamoli qui di seguito: Matteo - Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuda, Fares, Esrom, Aram, Admin, Aminadab, Naasson, Salmon, Booz, Obed, Jesse (Isai), Davide, Salomone, Roboamo, Abia, Asaf, Giosafat, Ioram, Iotam, Acaz, Ezechia, Manasse, Amos, Giosia, Ieconia, Salatiel, Zorobabele, Abiud,  Eliacim, Azor, Sadoch, Achim, Eliud, Eleazar, Matthan, Giacobbe, Giuseppe, Gesù.Luca - Dio, Adamo, Set, Enos, Kainam, Malleel,  Iaret, Enoch, Matusalemme, Lamech, Noè, Sem, Arfacsad, Cainam, Sala, Eber, Falek, Ragau, Seruk, Nakor, Tare, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuda,Fares, Esrom, Arni, Admin, Aminadab, Naasson, Sala, Booz, Obed, Jesse (Isai), Davide, Natan, Mattatà, Menna, Melea, Eliacim, Ionam, Giuseppe, Giuda, Simeone, Levi, Mattat, Iorim, Eliezer, Gesù, Er, Elmadan, Cosam, Addi, Melchi, Neri, Salatiel, Zorobabele,  Resa, Ionan, Ioda, Iosek, Semein, Mattatia, Maat, Naggai, Esli, Naum, Amos, Mattatia, Giuseppe, Innai, Melchi, Levi,  Mattat, Eli, Giuseppe, Gesù.  
Purtroppo, come al solito, le cose non quadrano affatto. Le due genealogie corrispondono solo fra Abramo e Davide, ma da quest'ultimo in poi, i nomi sono quasi tutti diversi tranne due solamente e, alla fine, quelli di Giuseppe e di Gesù. Perché?  Matteo ha inserito i nomi di tutti i re di Israele, o presunti tali, a partire da Salomone, figlio di Davide, per dare a Gesù una personalità regale. Luca ha inserito una lista di sacerdoti, a partire da Nathan, figlio di Davide, per dare a Gesù una personalità sacerdotale. E' purtroppo altro è stato modificat
o dalla Chiesa nei secoli passati. Questo sito vuol essere di aiuto a tutte quelle persone che vogliono cercare qualcosa, qualcosa che non sanno dove trovare, qualcosa di infinitamente affascinante e diverso per ognuno di noi, qualcosa come il... SANTO GRAAL!Cos'è il Santo Graal? Molti pensano che sia un calice (ed effettivamente lo è, ma pian piano arriveremo al suo vero significato di "calice"), chi dice che sia il tesoro dei templari e così tante altre ipotesi. La parola Santo Graal deriva da Sang Real, poi modificato in Sangreal e infine in Santo Graal. Perchè si narra che sia un calice? Il calice è il simbolo della fertilità, il simbolo della donna che teneva in grembo la futura stirpe di Gesù Cristo... questa donna era Maria Maddalena. Gesù Cristo e Maria Maddalena provenivano dalle famiglie reali, rispettivamente la Casa di Davide e la Casa di Beniamino.  Qui sotto riporto l'abero genealogico della Casa di Davide:[1]Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.[2]Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,[3]Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, [4]Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, [5]Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, [6]Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, [7]Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, [8]Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, [9]Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, [10]Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, [11]Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. [12]Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, [13]Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, [14]Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, [15]Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, [16]Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. [17]La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo.