CULTURA E SAPERE

22 Luglio 2010 in ricordo di Santa Maria Maddalena- VIAGGIO E TESTIMONIANZE-


     
La Sainte Baume, la Santa Grotta dove sarebbe vissuta Maria Maddalena in eremitaggio per ben trent'anni.Un intreccio di natura,mistero,storia,leggenda, condensati in uno scenario di incomparabile bellezza e suggestione.Il racconto della nostra visita.Si tratta di una grotta naturale, scavata dall'erosione.Il massiccio si formò nell'Era Secondaria, emergendo dai fondali marini ed è ricco di anfratti,e soprattutto di acqua;rappresenta infatti una ricchezza idrica importante per la Provenza.La grotta di Maria Maddalena non si trova sulla sommità della montagna, che è ben oltre, a 1147 m.Infatti non tutti sanno che proseguendo ancora la salita, si potrebbe giungere ad una chiesa
romanica dell'XI secolo, intitolata a San Giacomo, poichè importante stazione (punto di riferimento) per i pellegrini che dall'Italia vogliono raggiungere Santiago di Compostela (dove si venera, appunto,la tomba dell'Apostolo). In materia di 'pellegrinaggi' la grotta della Sainte Baume non è comunque da meno, anche se abbiamo potuto capire che in Italia questo culto non è molto rinomato; tuttavia il sito è conosciuto a livello mondiale. Ma per raccontare questa ennesima avventura, dobbiamo iniziare dal basso, ovvero dal punto di partenza, che è rappresentato dall'Hotellerie, una sorta di Ostello gestito dalle monache dipendenti dalla
basilica del Sacro Coeur di Parigi. Qui si trovano anche informazioni e pannelli didascalici informativi (rigorosamente non in italiano), che possano aiutare gli interessati ad intraprendere la salita per raggiungere la grotta.Si tenga presente che i percorsi effettuabili sono due, della durata sostanziale di 45 minuti ognuno(a scelta):uno, detto 'Chemine de Canapé',che si addentra per la fitta foresta, l'altro detto 'Chemin des Roys' (cammino dei Re '), più agevole.Cosa abbiamo fatto? Semplice:all'andata abbiamo intrapreso il primo, vivendo l'avventura/pellegrinaggio di stare dentro una foresta demaniale, 'sacra', come la definisce la tradizione popolare; al ritorno abbiamo intrapreso il cammino dei re,potendo così avere la stima di entrambi i percorsi e ammirare ciò che incontravamo in essi. Si trova la chiesa di San Giacomo, XI sec.La tradizione narra che Maria Maddalena, sbarcata in Provenza,si sia ritirata qui in eremitaggio negli ultimi trent'anni della propria esistenza, dopo aver evangelizzato molte genti.Ogni giorno, dice la leggenda, veniva trasportata sette volte dagli angeli fin sulla cima della montagna, al Santo Pilone. Da non confondersi con un altro Santo Pilone, che si trova sul tratto di strada che da Saint Maximin porta alla Sainte Baume. Energia,buona lena,curiosità verso la salita ignota:tutti ingredienti che ci hanno accompagnato verso la meta.Non ci ponevamo il problema di 'quando saremmo arrivati' ma cosa avremmo trovato.Sul cammino,in mezzo al bosco demaniale,in cui raramente entra la luce del sole,si sentiva la buona frescura della vegetazione e, trattandosi di una giornata calda, era l'ideale.Si deve un po' possedere uno spirito 'spartano', del 'piccolo scalatore' in erba! Il fiatone dopo un po' di tragitto è normale;ci ha consolato vedere molte altre persone
con gli stessi nostri 'problemi', fermarsi e riprendere una buona boccata d'aria per proseguire più vigorosamente.La salita si fa sempre più irta; ogni tanto il diradarsi degli alberi permette di sbirciare lassù in alto e vedere soltanto roccia, nient'altro che roccia bianca, interrotta e macchiata da chiazze più scure:acqua. L'attuale è un convento gestito dai Domenicani,che tornarono qui il 22 luglio 2002. La storia infatti è abbastanza complessa.Il sito pare fosse 'abitato' da tempi remoti da anacoreti (asceti o eremiti), che contemplavano in solitudine una vita spirituale.Nel 415 arriva Jean Cassien, dall'Asia Minore (che aveva fondato l'abbazia di San Victor a Marsiglia) e fonda un Priorato della Sainte Baume, ai piedi del Pic des Beguines, in cui
accoglie sia gli anacoreti che i cenobiti (monaci che vivevano in comunità).SI ipotizza che lui,a quel tempo,dovesse già conoscere le vicende legate alla Maddalena,se ne voleva esaltare il culto.In seguito alle invasioni arabe dell'VIII secolo, tutta la regione viene messa a ferro e fuoco; si riprende (o si comincia?) a parlare del culto di Maria Maddalena nel 1056, pensando di rimpiazzare il priorato distrutto, e costruendo una chiesa dove portare le reliquie di Maddalena e dei suoi compagni. Secondo una tradizione non documentata, infatti, i sarcofagi contenenti le reliquie di Maria Maddalena e i suoi compagni, sarebbero stati nascosti sottoterra nel 716, per proteggerli da eventuali profanazioni. Il luogo del nascondiglio sarebbe quello dove oggi c'è la cripta con i sarcofagi stessi e il cranio della Santa (cripta della basilica di Saint Maximin, a una venitna di chilometri da qui). Ma la storia della Sainte Baume non può disgiungersi da quelle venerate reliquie, infatti abbiamo dedicato una sezione
apposita alla basilica di Sainte Maximin.Bisogna ricordare che il culto di Maria
Maddalena,così come ci è pervenuto, risale a non prima del XII -XIII secolo, intorno al periodo delle Crociate:da lì parte tutto! In Occidente cominciano ad 'affluire' reliquie di ogni tipo, che vanno ad aumentare il prestigio di re, imperatori e prelati, nonchè la devozione popolare, cosa di cui la Chiesa Cattolica di Roma aveva sempre più bisogno, trovandosi a quel tempo in una posizione di ridotto prestigio, per le accuse di corruzione, smodate ricchezze, e lontananza dal messaggio evangelico;in questo stesso periodo nascono tantissimi Ordini,che cercano di rifarsi alla Regola benedettina.Oppure Ordini Monastico-Cavallereschi, che vedono in questo ambito un Ideale perfetto di vita religiosa.Non sapremo mai come andarono
esattamente le cose, ma nel 1254 San Luigi torna dalla Terra Santa;nel 1279 suo nipote, Carlo II d'Angiò, conte di Provenza, trova le reliquie di Maria Maddalena, nascoste nel frattempo come abbiamo detto, e nello stesso luogo fa erigere una sontuosa basilica per darle giusta venerazione.Cosa c'entra Sainte Baume? Il culto di Maddalena sembra ricevere un'impennata e anche la Santa Grotta viene riscoperta e riportata agli onori.Nel 1298 vi si installano i Frati Domenicani e iniziano a susseguirsi visite e pellegrinaggi di tanti fedeli ma anche personaggi illustri:si apre allora il 'cammino dei Re' per raggiungere la meta.Come una perfetta coincidenza, dopo pochi anni dalla ri-scoperta delle reliquie di Maria Maddalena, il papato si trasferisce in Francia, nella vicina Avignone e nel 1309 papa Clemente V (lo stesso del processo ai Templari) fa visita alla Sainte Baume.Nel 1362 anche papa Urbano V fece un pellegrinaggio qui.Tra i molti personaggi illustri,anche il poeta Francesco Petrarca, e diversi re di Francia. Il Santuario è gestito dai Domenicani;durante la Rivoluzione Francese la grotta e gli edifici furono profanati e il culto fu
interdetto. Nel 1793 la Sainte Baume fu battezzata "les Thermopyles".Durante i 'cento giorni' di Napoleone subì altri saccheggi e vennero incendiati gli edifici della Sainte Baume.Il culto fu ristabilito nel 1822 dal prefetto di Tolone, Chevalier. Nel 1859 un
frate, Lacordaire, molto lodato in Francia, s'installò a Saint Maximin, riscattò il convento, fece costruire l'Hotellerie sulla piana, aiutato dall'arcivescovo di Frejus-Toulon, Monsignor Jordany.Vennero reinsediati i monaci Domenicani, fino al 1998.Non abbiamo ancora detto che nel 1998 l'accesso alla grotta fu interdetto al pubblico, per ragioni di sicurezza, fino al 22 luglio 2002, quando venne riaperto.In tal periodo venne rifatto il 'cammino dei Re', fu ricostruita la scalinata, restaurati gli edifici della grotta e venne messa
in sicurezza la falesia..Una scena di Crocifissione accoglie i visitatori, in una sorta di Calvario di cui questo è il punto cruciale.Infatti sul percorso si trovano diverse croci infisse nella roccia,a indicare probabilmente le 'stazioni' della Via Crucis. Perchè la storia o la leggenda di Maria di Magdala inizia a prendere forma, per la tradizione provenzale, ai piedi della Croce. Come si vede, le donne sono tre e si tratterebbe delle Tre Marie che sbarcarono in seguito sulla costa francese meridionale (Maria Maddalena, Maria Salomè, Maria di Giacomo;di queste ultime parleremo trattando della basilica delle
Saintes Maries de la Mer). Lei-Maddalena- e non le altre Marie si aggrappano al sacro Legno, come una calamita(in francese si dice aimant,e aimant è anche la calamita dei saggi in Alchimia),
lei vedrà per prima il Sepolcro vuoto e Gesù Risorto, lei andrà ad evangelizzare le genti di Provenza.Una grande privilegiata, una figura dotata di grande Conoscenza. Simbolicamente, lei rappresenta l'elemento acquoso, mercuriale, femminile della Materia.E' possibile che questa grotta fosse oggetto di venerazione ancestrale di una divinità femminile 'pagana'? La visione dell'entrata alla grotta ci getta in una sorta di scompiglio emotivo:non immaginavamo che fosse così,pensavamo ad un antro buio,nelle viscere delle montagna,e invece ci ritroviamo davanti ad una facciata alla 'occidentale',con sei finestre (tre per lato) e un bel portale centrale,con una lunetta invetriata.Queste vetrate,come
tra poco vedremo,si riveleranno particolarmente interessanti.Sette gli scalini che formano quasi una figura piramidale;sul sagrato aiuole, vasi di fiori,un parapetto da cui godere un panorama affascinante sul Plan du Aups, dove scorgiamo pure l'Hotellerie! A destra e a sinistra della grotta vi sono degli edifici conventuali che si protendono come le ali di un'aquila impagliata sull'altura rocciosa, quasi mimetizzandosi con essa. La temperatura è bruscamente scesa e i respiri emettono le classiche nuvolette come si fosse piombati repentinamente in pieno inverno;fa freddo e l'interno è permeato di una oscurità abbastanza fitta (che le digitali riescono a 'mitigare' ugualmente in fase di rielaborazione). L'intimità che incute il luogo è palpabile. Un'intimità e un rispetto verso Madre Natura,questo ci viene spontaneo pensare. L'ambiente è una grotta, ce ne rendiamo conto. Adibita a santuario. Vi sono panche per i fedeli;inginocchiatoi,diverse statue e un Tempietto quasi centralmente alla sala:al centro c'è una scena di Crocifissione,con la Maddalena inginocchiata ai piedi del Sacro legno che guarda verso l'alto;Il tempietto è sormontato da una croce e sta dietro ad un altare con dodici colonnine come base, e in questa zona il pavimento è di piastrelle bianche e nere. Sulla parete della controfacciata, sono disseminate innumerevoli lastre murate ed ex voto di devoti che si sono rivolti a Santa Maria Maddalena, e che le si rivolgono con parole di riconoscenza.Questi fedeli 'moderni' sono la continuazione di un culto ininterrotto che procede dalla scoperta delle reliquie fino ai nostri giorni. Nel Liber miracolorum beatae Mariae Magdalenae (1315) si contano 84 miracoli che si sarebbero verificati per sua intercessione. 
L' Altare  Dietro l'altare, una scaletta a ponte permette di visualizzare la zona retrostante,dove si trova il 'Masso della Penitenza'con una statua di Maddalena del XVII secolo. San Michele che uccide il drago, con sembianze umane. In fondo scorgiamo qualcosa che luccica sulla superficie di calpestio: è l'acqua che copiosamente si infiltra nelle rocce e cade sul pavimento a grosse gocce. L'effetto,nella grotta inferiore, è ancora più accentuato e bisogna prestare attenzione a camminare se non si vuole scivolare. Sopra di noi il 'soffitto' di nuda roccia, mentre il pavimento è stato levigato per agevolare la deambulazione dei pellegrini.Il buio è rischiarato da lampade artificiali collocate qui e là e dai lumini sempre accesi.La grotta è
suddivisa in due piani:per scendere in quello inferiore è stata creata una scala di accesso moderna. Il 'ponticello' porta all'angolo più remoto della grotta superiore, dove c'è la statua di Maddalena trasportata dagli angeli verso il Sainte Pilon. Si può scendere, in quella che abbiamo battezzato 'grotta inferiore', e che come vedremo più avanti riveste una particolare rilevanza da un punto di vista 'iniziatico'. Il buio si fa più fitto e sembra avvolgere completamente, in una sensazione di irripetibile sconcerto.Siamo poco avvezzi a muoverci senza le comodità della vita moderna,eppure davvero gli eremiti vivevano in grotte come questa.La presenza di Maddalena costante nelle statue ci ricorda che qui non visse un anacoreta 'qualunque', ma
l'Apostola degli Apostoli. Leggenda sarà ma in questo momento le pietre sprigionano tutta la loro forza, come volessero sussurrarci che sono state protagoniste di eventi magici che resteranno per sempre sconosciuti. L'acqua ha bagnato tutto il pavimento e ha creato strani riflessi per la debole luce posizionata sotto la balaustra. Osserviamo dalla zona
dell'altare.Immaginiamo come potesse essere la visuale di chi stava all'interno della grotta,quando non era stata eretta la moderna 'facciata':probabilmente c'era uno strapiombo,e si vedeva tutto il paesaggio circostante.Le finestre invetriate dai colori cangianti, fendono le tenebre interne.Un sole abbagliante, di fuori, contrasta nettamente con l'ambiente cavernoso, eppure un tempo doveva arrivare fin qui, e inondare tutto ciò che poteva. Doveva essere bello. Da una fonte consultata successivamente,abbiamo appreso che nel Santuario dovrebbe trovarsi un frammento di tibia di Maria Maddalena, ma
onestamente nessuna indicazione ci è parsa valida per rintracciare l'eventuale urna-reliquiario.La
possibilità che essa sia però nella cripta inferiore esiste:lì,infatti,su un altare appoggiato alla parete,si trova un' urna;nel vano inferiore c'è una statua giacente su un fianco,in posizione quasi scomposta,forse il corpo di Maddalena raffigurato morto.Il luogo, ripetiamo per la profonda oscurità in cui è immerso, non permette di mettere a fuoco i dettagli, purtroppo.Una fotografia originale che ci è stata gentilmente fornita, permette comunque di vedere questa nostra descrizione (inserita più avanti). Torniamo al piano superiore e diamo uno sguardo alle belle vetrate.Viste da vicino, proviamo a 'leggere' le storie che le scenografiche vetrate raccontano.Vi è in esse una struttura geometrica molto rigida, schematica, quasi si volessero rispettare delle proporzioni 'armoniche' precostituite; con un po' di
attenzione, emergono figure non appariscenti ad una visione superficiale (triangoli, piramidi, cerchi, ellissi, quadrati, rettangoli, falci o semilune).Apparentemente narrano storie evangeliche o facilmente desumibili. Colori piuttosto 'freddi' (blu,viola,azzurri) predominano.Rossa è una sopraveste della Maddalena, così come l'aureola di Gesù.Sullo sfondo un Tabernacolo con l'ostensorio per l'Eucaristia, che Gesù avrebbe istituito nell'Ultima Cena (ma elemento già presente in culti precedenti).Una strana Ultima Cena, in cui il tavolo è rotondo e piccolo,ed è preparato per due commensali. Maddalena sembra in atto di ungere i piedi di Gesù con il Vaso per gli unguenti, ed è prostrata a terra, dando la schiena a chi guarda la scena. Nella seguente, i colori freddi si tingono di tonalità più calde, e la scena varia,seppure non nel contesto. Maddalena è alla tavola del Signore, a terra; deve avere già unto i suoi piedi con l'unguento perchè il Vaso è posto alla sua destra, bene in vista.Non assomiglia per niente a quello della vetrata
precedente.Notiamo che c'è una scritta poco più sopra, che dice 'Vezelay-Saint Maximin'. Ora, perchè mai le due località si trovano riportate insieme, se è abbastanza risaputo esservi una sorta di 'contesa' tra le due, per la detenzione delle Reliquie di Santa Maria Maddalena. Inoltre, alla tavola-rotonda e piccola- non c'è nessun altro, solo una donna nimbata porta le vivande. Sullo sfondo, una torre che pare un'athanor! L'aureola della Maddalena è gialla e sono cambiati anche i colori di quella che contorna il Cristo. Procedendo, si incontra una terza vetrata, in cui predominano colori cald i(gialli,arancioni,rossi), forse per indicare il sentimento forte di afflizione che costerna la Maddalena, per la morte del fratello Lazzaro (lo si vede con le bende a sinistra).Gesù,di spalle, si appresta
a resuscitarlo,come dice il Vangelo.Da Lui sprigionano raggi di luce per la Potenza emanata.Da notare che il Vaso (seppur cambi forma e foggia)è sempre presente accanto alla Maddalena, sebbene il contesto non lo richieda. Si è di nuovo al cospetto di una scena conviviale,potrebbe essere ancora l'Ultima Cena:il solito tavolo rotondo e
piccolo,i colori ripartiti tra caldi e freddi.In primo piano due figure maschili,di cui gli attributi (il denaro per quello a destra e un coltello nella mano dell'uomo di sinistra)parrebbero far riferimento,rispettivamente,agli Apostoli Giuda e a Pietro.Una figura femminile(Maddalena?),quasi fuori scena ma la più vicina a Gesù, osserva.Al di sopra,sullo sfondo,la cima di un monte (piramidale)con una croce prefigura gli eventi che avverranno.(CONTINUA)