E' tempo di dormire. Sono rientrato dal cinema. Ormai sta diventando una tradizione il mercoledì al Warner Village (stavo per scrivere: "un cult"). Poi per fortuna mi sono fermato in tempo. Cosa volete? La compagnia è buona, il cinema è uno dei miei passatempi preferiti e il mercoledì è situato proprio a metà della settimana. E' un traguardo importante perché da domani comincia la discesa. Espedienti. Ne è piena la nostra esistenza. A giudicare dal numero di persone che ho incrociato questa sera (la biglietteria era davvero affolatissima) credo siano in molti a escogitare stratagemmi simili al mio, pur di rendere la vita e il lavoro di tutti i giorni un po' meno gravosi. Ma forse si tratta solo di una mia impressione. ...possibile? Nel frattempo il tempo passa, senza quasi che ce ne rendiamo conto. La mia mente ha il vizio di proiettarsi in avanti, di agevolare il trascorrere del tempo. Quasi di assecondarlo, di rendere il suo incedere ancora più veloce. E mentre siamo impegnati ad occuparci d'altro, le prime rughe affiorano subdolamente dalla pelle secca, i capelli perdono il loro originale vigore, un inquietante strato di adipe comincia pian piano ad avvolgere i fianchi. L'agilità dei diciotto anni sembra essersi dissolta. Amarezza, ecco ciò che sento. Eppure sono convinto che non è tutto perduto. Scrivere significa sperare.
giovedì, 1.18
E' tempo di dormire. Sono rientrato dal cinema. Ormai sta diventando una tradizione il mercoledì al Warner Village (stavo per scrivere: "un cult"). Poi per fortuna mi sono fermato in tempo. Cosa volete? La compagnia è buona, il cinema è uno dei miei passatempi preferiti e il mercoledì è situato proprio a metà della settimana. E' un traguardo importante perché da domani comincia la discesa. Espedienti. Ne è piena la nostra esistenza. A giudicare dal numero di persone che ho incrociato questa sera (la biglietteria era davvero affolatissima) credo siano in molti a escogitare stratagemmi simili al mio, pur di rendere la vita e il lavoro di tutti i giorni un po' meno gravosi. Ma forse si tratta solo di una mia impressione. ...possibile? Nel frattempo il tempo passa, senza quasi che ce ne rendiamo conto. La mia mente ha il vizio di proiettarsi in avanti, di agevolare il trascorrere del tempo. Quasi di assecondarlo, di rendere il suo incedere ancora più veloce. E mentre siamo impegnati ad occuparci d'altro, le prime rughe affiorano subdolamente dalla pelle secca, i capelli perdono il loro originale vigore, un inquietante strato di adipe comincia pian piano ad avvolgere i fianchi. L'agilità dei diciotto anni sembra essersi dissolta. Amarezza, ecco ciò che sento. Eppure sono convinto che non è tutto perduto. Scrivere significa sperare.