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Il tempo di... dormire


Tra le cose che "odio" indicate a suo tempo nel mio profilo figurano, tra l'altro, la domenica sera e il lunedì mattina.Ad oggi, non è cambiato niente: concordo in pieno con la mia valutazione originaria e ribadisco tutto il mio odio. A pensarci bene, nel momento in cui sto scrivendo (sono appena rientrato dal cinema, all'una e diciannove minuti) è sia domenica sera che lunedì mattina.Eppure non posso definire questi minuti come odiosi o sgradevoli.Ho vinto il sonno quasi del tutto e adesso mi trovo in un limbo dolcissimo, in una dimensione atemporale.So che tra poco spegnerò la luce e mi infilerò sotto le coperte; so anche che la sveglia (non ancora impostata) suonerà in un battibaleno, e in quel momento tutto il mondo mi crollerà addosso (...catastrofista? Può darsi!).Il pensiero di una persona cara mi rattrista.La sua voce di solito è motivo di gioia incondizionata, di felicità.Ho come la sensazione che il proposito di rimuovere ogni pensiero, affidandosi a una specie di relativismo cosmico, non sia stata la giusta soluzione; sento che una tale scelta, pur immunizzandomi (secondo un certo punto di vista) dalla sofferenza, ha offuscato ormai irrimediabilmente la lucidità dei miei ragionamenti.