Stamani, al lavoro, Massimino ha posto la seguente domanda: è meglio esser matti, o è meglio essere imbecilli? Devo dire che sta cosa mi ha fatto riflettere. Soprattutto mi ha fatto pensare che non è affatto detto che non si possa essere entrambe le cose. Mi sono chiesto perché Massimino avesse posto questa domanda. Cosa cerca? Il senso della vita? E’ felice chi è puro e ingenuo. La vita spesso insegna che il mondo è una merda e non ti viene data nessuna possibilità, se non quella di andare sempre avanti. Alla fine qualcuno (non molti), dopo un’esistenza miserrima (ti piace il termine “miserrima”? Fa molto web duepuntozero, direi) di stenti, privazioni e torti subiti, riesce a riconquistare l’innocenza perduta. Immediatamente dopo però, muore. Felice. Comunque non mi voglio addentrare in psicanalisi da due lire, che non ne sono capace. Direi che da un matto, può anche uscire qualcosa di buono…ne sono un classico esempio, scrittori e musicisti…se sei imbecille, prima o poi ti sgamano. Il matto è a suo modo libero. L’imbecille però spesso è quadro aziendale o ai vertici della politica. Quando ero piccolo, mio nonno mi diceva sempre che il Signore aiuta i bambini e gli stupidi. Per cui ritengo sia conveniente appartenere ad una di queste due categorie..se per motivi oggettivi non si può essere né stupidi, né bambini, allora essere matti mi sembra un ottimo compromesso. Ma non si sceglie di essere matti..lo si è/diventa e basta…a meno che non ci sia bisogno di invocare l’infermità mentale in un tribunale per evitare la galera. Se uno cerca un alibi, deve per forza di cose, ricorrere alla follia. Anche se spesso, è più semplice ribaltare il concetto: non sei tu matto (o imbecille)..sono loro che sono comunisti. Tutto chiaro? Bene. Vado a cena fuori.
Questo post è merito (o colpa) di Massimino. Che lo si sappia.
Stamani, al lavoro, Massimino ha posto la seguente domanda: è meglio esser matti, o è meglio essere imbecilli? Devo dire che sta cosa mi ha fatto riflettere. Soprattutto mi ha fatto pensare che non è affatto detto che non si possa essere entrambe le cose. Mi sono chiesto perché Massimino avesse posto questa domanda. Cosa cerca? Il senso della vita? E’ felice chi è puro e ingenuo. La vita spesso insegna che il mondo è una merda e non ti viene data nessuna possibilità, se non quella di andare sempre avanti. Alla fine qualcuno (non molti), dopo un’esistenza miserrima (ti piace il termine “miserrima”? Fa molto web duepuntozero, direi) di stenti, privazioni e torti subiti, riesce a riconquistare l’innocenza perduta. Immediatamente dopo però, muore. Felice. Comunque non mi voglio addentrare in psicanalisi da due lire, che non ne sono capace. Direi che da un matto, può anche uscire qualcosa di buono…ne sono un classico esempio, scrittori e musicisti…se sei imbecille, prima o poi ti sgamano. Il matto è a suo modo libero. L’imbecille però spesso è quadro aziendale o ai vertici della politica. Quando ero piccolo, mio nonno mi diceva sempre che il Signore aiuta i bambini e gli stupidi. Per cui ritengo sia conveniente appartenere ad una di queste due categorie..se per motivi oggettivi non si può essere né stupidi, né bambini, allora essere matti mi sembra un ottimo compromesso. Ma non si sceglie di essere matti..lo si è/diventa e basta…a meno che non ci sia bisogno di invocare l’infermità mentale in un tribunale per evitare la galera. Se uno cerca un alibi, deve per forza di cose, ricorrere alla follia. Anche se spesso, è più semplice ribaltare il concetto: non sei tu matto (o imbecille)..sono loro che sono comunisti. Tutto chiaro? Bene. Vado a cena fuori.