Parole messe lì...

Lacrime.


Negli ultimi anni si è andata diffondendo una nuova categoria per quello che riguarda i partecipanti alle trasmissioni televisive: trattasi del piagnone professionista. Il piagnone professionista si aggira furtivo per i vari studi televisivi, pronto a fiondarsi ovunque ci sia la possibilità di versare fiumi di lacrime. Il piagnone professionista è un tipo subdolo…entra in studio con aria tranquilla, come se fosse un partecipante normale, si siede ed attende. Attende l’attimo propizio per iniziare a piangere. Di solito l’attimo propizio si verifica alla visione di un parente fino al dodicesimo grado. Tipo che il piagnone professionista è lì e d’improvviso da dietro una tenda, spunta il cognato di un tris cugino di suo padre che abita a Nuova Delhi…ebbene, alla visione di questo indiano sconosciuto, il piagnone professionista comincia a muovere impercettibilmente il labbro superiore, tenta disperatamente di resistere, ma non ce la fa…esplode in un dirotto pianto e corre ad abbracciare l’indiano, che smarrito si guarda intorno, chiedendo con lo sguardo, chi cazzo sia questo demente che piange. Poi ci sono i raduni dei piagnoni professionisti. Di solito questi raduni si tengono su isole deserte, o in case costruite apposta per l’occasione, o in fattorie…lì è il trionfo della lacrima. Basta un niente e fioccano pianti epocali. A volte si piange anche senza un reale motivo…tipo che il piagnone sta intrecciando un cestino di vimini e improvvisamente, senza alcun motivo apparente, inizia a frignare. Allora tutti gli altri piagnoni gli si fanno intorno e dopo aver cercato di consolarlo, iniziano a piangere pure loro. Per solidarietà, diciamo. Questo struggente concerto di lacrime ha termine solo per dare spazio alla pubblicità. Poi si ricomincia.