Parole messe lì...

I miei simili.


Pensandoci bene, credo di amare il genere umano. Credo. Questo insieme di corpi eterogenei, ma così (mi viene da dire) “fottutamente” simili. Queste esistenze a volte miserabili, con tutti i loro problemi, le loro domande, i loro sensi di vuoto e perché no, i loro piccoli e grandi fallimenti. La loro bontà e la loro cattiveria, la loro assoluta predisposizione a dipendenze di vario genere e le loro fobie. Le loro falsità, l’opportunismo genetico e il loro modo di fottere e di fottersi. Essere rettili. Schiavi di se stessi e degli altri, con la loro magistrale capacità di autodistruzione. Adoro gli esseri umani. Per il calore che riescono a provare e a trasmettere, per i sacrifici che fanno, per la loro parte da rettile mai latente. Per la loro capacità di contenere tanto, di contenere tutto. Per il loro coraggio ad annullarsi col confronto. Amo il genere umano perché ne faccio parte.