Parole messe lì...

Il tacco 12 è la prova vivente che siamo nati per soffrire.


Che poi, nel bel mezzo di un discorso fra donne, io ho detto: “vabbè…e che sarà mai…”. Evidentemente non lo dovevo dire..che è partita tutta una filippica sulla questione di essere uomo e che essere uomo è più facile e che le donne sono più sensibili e che io non capivo un cazzo. Ma mica mi sono offeso, ci mancherebbe altro. Solo che ho provato a dire: “ho capito…ma mica è colpa mia se son nato uomo (anzi: maschio. “Uomo” è una parola da usare con cautela). Solo che non ce l’ho fatta a finire la frase, perché come ho detto: “ho capito…” mi è stato ripetuto che non capivo un cazzo…nel caso la prima volta mi fosse sfuggito. Ed è stato aggiunto: “ti vorrei vedere, se tu fossi una donna.” Ecco. Questo mi ha fatto pensare. Allora ho pensato a come sarebbe la mia vita se fossi una donna. E dopo una decina di minuti che ci pensavo, sono arrivato alla conclusione che, se si esclude il dover camminare col tacco 12, me la sarei comunque cavata benissimo. Solo che non gliel’ho detto, che mica mi andava di dovermi sorbire di nuovo tutta la pappardella. Allora ho detto: “volete un caffè?”…giusto per stemperare un po’. E la collega coscialunga ha detto: “ma vaffanculo te e il caffè.” Ecco. Appunto. Allora ci sono andato da solo alla macchinetta. Però ho preso una cioccolata e mentre la stavo bevendo ho pensato: “..che poi, mica è indispensabile il tacco 12..metterei le ballerine e vaffanculo…”