Allora: senti un po’ cosa ti racconto ora: ieri sera mi hanno portato in enoteca. Che io mica ci ero mai stato in enoteca. Portare me in enoteca è come portare un eunuco in un bordello, diciamolo. Però era carino là dentro…era come un pub..ci si siede, si beve e si parla. Bello. Notavo che quelli che frequentano l’enoteca son tutti esperti di vini. Persino un tale tutto metallaro con la felpa degli Iron Maiden. Persino lui parlava di vino “asciutto”, “aspro”, “debole”, “allampante”, “passante”, “robusto”, “fruttato”, “erbaceo”. Che non ho mica capito se sto metallaro fosse un fine conoscitore, o soltanto un maledetto ubriacone. Che poi, non è detto che una cosa escluda l’altra. Comunque. Ci siamo seduti ad un tavolo ed abbiamo ordinato. Io ho ordinato una Coca Cola del 2007…che è un’ottima annata…”vellutata" e “decisa”, “austera” quanto basta, ma nello stesso tempo “intensa” e “pastosa”. Bene. Nel tavolo vicino c’erano quattro ragazze, che parlavano e tracannavano..il tutto con una certa classe, devo dire…che l’ubriacone da enoteca si differenzia da quello da osteria…ha tutta una classe che l’ubriacone da osteria non ha, diciamolo. Io, visto che farmi i cazzi altrui è una delle cose che preferisco in quanto non impegna troppo, ascoltavo quello che dicevano stando attento, beninteso, a non farmi scoprire. Ad un certo punto hanno iniziato a parlare di amore. E si sono lanciate in discorsi arditi, forse anche influenzate dai fumi dell’alcool, visto che sulla tavola avevano un paio di bottiglie già spremute ed una a metà. Ad un certo punto, una delle quattro, mischiando vino e foglietti dei baci perugina ha detto: “amare vuol dire rinunciare”. Io ho pensato che “amare” vuol dire anche “senza zucchero”. E sono uscito a fumare una sigaretta.
Quello che le donne dicono. Soprattutto dopo due bottiglie.
Allora: senti un po’ cosa ti racconto ora: ieri sera mi hanno portato in enoteca. Che io mica ci ero mai stato in enoteca. Portare me in enoteca è come portare un eunuco in un bordello, diciamolo. Però era carino là dentro…era come un pub..ci si siede, si beve e si parla. Bello. Notavo che quelli che frequentano l’enoteca son tutti esperti di vini. Persino un tale tutto metallaro con la felpa degli Iron Maiden. Persino lui parlava di vino “asciutto”, “aspro”, “debole”, “allampante”, “passante”, “robusto”, “fruttato”, “erbaceo”. Che non ho mica capito se sto metallaro fosse un fine conoscitore, o soltanto un maledetto ubriacone. Che poi, non è detto che una cosa escluda l’altra. Comunque. Ci siamo seduti ad un tavolo ed abbiamo ordinato. Io ho ordinato una Coca Cola del 2007…che è un’ottima annata…”vellutata" e “decisa”, “austera” quanto basta, ma nello stesso tempo “intensa” e “pastosa”. Bene. Nel tavolo vicino c’erano quattro ragazze, che parlavano e tracannavano..il tutto con una certa classe, devo dire…che l’ubriacone da enoteca si differenzia da quello da osteria…ha tutta una classe che l’ubriacone da osteria non ha, diciamolo. Io, visto che farmi i cazzi altrui è una delle cose che preferisco in quanto non impegna troppo, ascoltavo quello che dicevano stando attento, beninteso, a non farmi scoprire. Ad un certo punto hanno iniziato a parlare di amore. E si sono lanciate in discorsi arditi, forse anche influenzate dai fumi dell’alcool, visto che sulla tavola avevano un paio di bottiglie già spremute ed una a metà. Ad un certo punto, una delle quattro, mischiando vino e foglietti dei baci perugina ha detto: “amare vuol dire rinunciare”. Io ho pensato che “amare” vuol dire anche “senza zucchero”. E sono uscito a fumare una sigaretta.