Parole messe lì...

Tic.


Ti descrivo la situazione: sono a letto, ho la schiena poggiata alla spalliera e il portatile sulle gambe. La luce sul comodino diffonde una luce tendente al blu e la tele è sintonizzata su canale5. Ho tolto l’audio, però. Perché quando scrivo o leggo ho bisogno del silenzio più assoluto…i pensieri devono fluire liberi, non possono essere mischiati ai rumori che provengono dall’esterno della mia testa. E poi mi piace il “tic” dei tasti premuti..è un “tic” soffice, quasi vellutato…ogni “tic” è un pezzetto di pensiero che si va a stampare su questo foglio virtuale. Ogni “tic” è un modo più semplice di dire le cose..è un modo per evitare  di sentirsi in imbarazzo di fronte a due occhi che ti guardano, per distogliere lo sguardo da chi ti scruta con curiosità. Ogni “tic” sono le cose che mai direi, se tu mi fossi di fronte. Erano giorni che ci pensavo e che mi dicevo: devo prendere un portatile..devo scrivere un post dal letto. Ecco, ora l’ho fatto. Ed ora che l’ho fatto, non capisco come mai io mi senta così stronzo.Buonanotte.