Da bambino avevo un gatto. Un trovatello, per la precisione. Un bel gattazzo tigrato, con una macchia bianca su un occhio. Era uno di quei gatti che vanno e vengono…non uno di quelli che stanno sempre in casa. Ogni tanto tornava, che aveva fatto a botte con gli altri gatti e gli mancava un pezzetto di orecchio, per dire…che i gatti se le danno di santa ragione. Ricordo che quando era piccolo, mia zia Vittoria disse: “ma che bello che è…ha un bel musetto simpatico…”…poi ci pensò un attimo e aggiunse: “perché non lo chiami Musetto?” Musetto?? Non se ne parlava nemmeno. Musetto è un nome da gatto pappamolla…se lo chiamavo Musetto, gli altri gatti lo avrebbero preso per il culo a vita. Per cui andava trovato un nome da gatto che si facesse rispettare. Un nome che quando gli altri gatti lo sentivano, dovevano pensare: “azz…attenzione, sta arrivando…facciamo finta di niente”. Per cui ci pensai per un paio di giorni. Alla fine decisi: si sarebbe chiamato Tapuàcia. Con l’accento sulla seconda “a”. Tapuàcia era un bel nome, secondo me. Un nome da gatto con le palle, insomma. Tutti, quando sentivano il nome, restavano un po’ perplessi, devo dire…qualcuno non lo sapeva neanche chiamare..tipo mio nonno Oreste..lui lo chiamava Cecco. Mia nonna invece lo chiamava Micio e mia mamma e mio babbo lo chiamavano Fuffi, in ricordo di un loro gatto che avevano avuto, prima che nascessi io. In pratica sto gatto aveva duemila nomi…infatti quando lo si chiamava, non ci cagava proprio…giustamente direi..che con tutti sti nomi, non ci capiva una sega neppure lui, povera bestia. Comunque, il nome ufficiale era Tapuàcia. Che quando ero piccolo, non me lo sono mai chiesto, a differenza di ora…ma che cazzo di nome è, Tapuàcia?
La strana storia del gatto dai tanti nomi.
Da bambino avevo un gatto. Un trovatello, per la precisione. Un bel gattazzo tigrato, con una macchia bianca su un occhio. Era uno di quei gatti che vanno e vengono…non uno di quelli che stanno sempre in casa. Ogni tanto tornava, che aveva fatto a botte con gli altri gatti e gli mancava un pezzetto di orecchio, per dire…che i gatti se le danno di santa ragione. Ricordo che quando era piccolo, mia zia Vittoria disse: “ma che bello che è…ha un bel musetto simpatico…”…poi ci pensò un attimo e aggiunse: “perché non lo chiami Musetto?” Musetto?? Non se ne parlava nemmeno. Musetto è un nome da gatto pappamolla…se lo chiamavo Musetto, gli altri gatti lo avrebbero preso per il culo a vita. Per cui andava trovato un nome da gatto che si facesse rispettare. Un nome che quando gli altri gatti lo sentivano, dovevano pensare: “azz…attenzione, sta arrivando…facciamo finta di niente”. Per cui ci pensai per un paio di giorni. Alla fine decisi: si sarebbe chiamato Tapuàcia. Con l’accento sulla seconda “a”. Tapuàcia era un bel nome, secondo me. Un nome da gatto con le palle, insomma. Tutti, quando sentivano il nome, restavano un po’ perplessi, devo dire…qualcuno non lo sapeva neanche chiamare..tipo mio nonno Oreste..lui lo chiamava Cecco. Mia nonna invece lo chiamava Micio e mia mamma e mio babbo lo chiamavano Fuffi, in ricordo di un loro gatto che avevano avuto, prima che nascessi io. In pratica sto gatto aveva duemila nomi…infatti quando lo si chiamava, non ci cagava proprio…giustamente direi..che con tutti sti nomi, non ci capiva una sega neppure lui, povera bestia. Comunque, il nome ufficiale era Tapuàcia. Che quando ero piccolo, non me lo sono mai chiesto, a differenza di ora…ma che cazzo di nome è, Tapuàcia?