Sotto certi aspetti, trovo il libro Cuore quanto di più diseducativo sia mai stato scritto. Tralasciando questo blog, ovviamente. Il solo motivo che ancora non me lo ha fatto volare fuori dalla finestra, è che me lo ha regalato mia nonna. E mi ha lasciato una dedica nella pagina bianca, dopo la copertina. “A Gianni con tutto il mio amore, la nonna. 6 agosto 1972”. Una decina di parole poco più, compresi due numeri. Che uno potrebbe dire: embeh? Mica sarai il solo ad avere un libro con una dedica. E’ vero…solo che mia nonna non sapeva scrivere. Né leggere, ovviamente. Era nata in un tempo in cui la scuola era un lusso…e lei non se li poteva permettere certi lussi. C’era da andare nei campi, da seguire gli animali, da svegliarsi alle quattro del mattino. C’era da crescere alla svelta, insomma. La sua scuola, come quella di tanti altri, è stata la vita. Fin da subito. E la ricordo tutta orgogliosa dirmi: “…la dedica l’ho scritta io. Ma proprio io, sai?”…e le brillavano gli occhi. Ci mise quasi un mese, mi raccontò anni dopo mia mamma, ad imparare a scrivere quelle poche parole. Tutte le sere dopo cena, si metteva al tavolo e provava…fino a quando decise che poteva andare. Ogni tanto la riguardo, quella calligrafia incerta e tremolante…e penso che quelle sono le uniche parole che lei abbia mai scritto in tutta la sua vita. E lo ha fatto per me.Questo basta per farmi sopportare anche “…e tutti si voltarono a guardare Franti. E l’infame sorrise”.
Cuore.
Sotto certi aspetti, trovo il libro Cuore quanto di più diseducativo sia mai stato scritto. Tralasciando questo blog, ovviamente. Il solo motivo che ancora non me lo ha fatto volare fuori dalla finestra, è che me lo ha regalato mia nonna. E mi ha lasciato una dedica nella pagina bianca, dopo la copertina. “A Gianni con tutto il mio amore, la nonna. 6 agosto 1972”. Una decina di parole poco più, compresi due numeri. Che uno potrebbe dire: embeh? Mica sarai il solo ad avere un libro con una dedica. E’ vero…solo che mia nonna non sapeva scrivere. Né leggere, ovviamente. Era nata in un tempo in cui la scuola era un lusso…e lei non se li poteva permettere certi lussi. C’era da andare nei campi, da seguire gli animali, da svegliarsi alle quattro del mattino. C’era da crescere alla svelta, insomma. La sua scuola, come quella di tanti altri, è stata la vita. Fin da subito. E la ricordo tutta orgogliosa dirmi: “…la dedica l’ho scritta io. Ma proprio io, sai?”…e le brillavano gli occhi. Ci mise quasi un mese, mi raccontò anni dopo mia mamma, ad imparare a scrivere quelle poche parole. Tutte le sere dopo cena, si metteva al tavolo e provava…fino a quando decise che poteva andare. Ogni tanto la riguardo, quella calligrafia incerta e tremolante…e penso che quelle sono le uniche parole che lei abbia mai scritto in tutta la sua vita. E lo ha fatto per me.Questo basta per farmi sopportare anche “…e tutti si voltarono a guardare Franti. E l’infame sorrise”.