Erano due mesi che avevo pronto un post da pubblicare oggi. Lo avevo scritto due mesi fa su word e lo tenevo lì, aspettando il primo aprile. Era un post nel quale mi ero inventato tutta una storia intricata, uno di quegli amori impossibili con una donna sposata che mai avrebbe lasciato il marito per fuggire con me. Era un post lunghissimo, in cui avevo fatto in modo di far combaciare date, avvenimenti, situazioni. Era il post nel quale davo il mio addio a tutti e sparivo per sempre, fra atroci spasimi d’amore. Era il mio canto del cigno. Era lungo come una quaresima e lo avevo corretto e ritoccato mille volte, per farlo essere sempre più avvincente, per farti restare inchiodato a leggere. Era il mio pesce d’aprile virtuale. Uno scherzo, insomma…l’ennesima cazzata. Solo che poi, mentre lo stavo rileggendo un’ultima volta prima di pubblicarlo, ho pensato una cosa..ho pensato che magari qualcuno poteva lasciare un commento tipo “finalmente..era ora che lo chiudessi sto cesso di blog, che non se ne poteva più di tutte le stronzate che scrivi. Vedi di andartene affanculo una volta per tutte e che non ti venga in mente di tornare, quando la stronza ti manderà a cagare”…..allora l’ho cancellato. Peccato, perché era bello. Era un modo un po’ idiota, per farmi sentire un genio del male. Che io mi accontento con poco, sai….
Il post è come il pesce, dopo tre giorni puzza.
Erano due mesi che avevo pronto un post da pubblicare oggi. Lo avevo scritto due mesi fa su word e lo tenevo lì, aspettando il primo aprile. Era un post nel quale mi ero inventato tutta una storia intricata, uno di quegli amori impossibili con una donna sposata che mai avrebbe lasciato il marito per fuggire con me. Era un post lunghissimo, in cui avevo fatto in modo di far combaciare date, avvenimenti, situazioni. Era il post nel quale davo il mio addio a tutti e sparivo per sempre, fra atroci spasimi d’amore. Era il mio canto del cigno. Era lungo come una quaresima e lo avevo corretto e ritoccato mille volte, per farlo essere sempre più avvincente, per farti restare inchiodato a leggere. Era il mio pesce d’aprile virtuale. Uno scherzo, insomma…l’ennesima cazzata. Solo che poi, mentre lo stavo rileggendo un’ultima volta prima di pubblicarlo, ho pensato una cosa..ho pensato che magari qualcuno poteva lasciare un commento tipo “finalmente..era ora che lo chiudessi sto cesso di blog, che non se ne poteva più di tutte le stronzate che scrivi. Vedi di andartene affanculo una volta per tutte e che non ti venga in mente di tornare, quando la stronza ti manderà a cagare”…..allora l’ho cancellato. Peccato, perché era bello. Era un modo un po’ idiota, per farmi sentire un genio del male. Che io mi accontento con poco, sai….