L’articolo 1 della Costituzione recita “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il popolo esercita questo “potere” eleggendo i suoi rappresentanti nei due rami del parlamento, questi rappresentanti, in nome e per conto del popolo, legiferano, eleggono un governo, e fanno tutte quelle cose che noi ben sappiamo.Dopo le ultime elezioni politiche si è verificato un caso, a parer mio, al quanto strano e sotto certi aspetti inquietante. Se alla camera (grazie al famigerato premio di governabilità) si ha una maggioranza ben definita, seppur non limpidamente legittimata dal voto popolare. Al senato ci si trova a combattere per un pugno di voti; il centro-sinistra ed il centro-destra sono infatti divisi solamente da un paio di voti, distacco variato dopo l’elezione di marini a presidente del Senato (il presidente infatti non vota) e che potrebbe ancora variare nell’eventualità che qualche senatore entri a far parte del Governo abbandonando così la sedia a palazzo madama.Facendo quattro conti si vede chiaramente che risultano determinanti i voti dei senatori eletti nelle circoscrizioni estere ed i voti dei senatori a vita. A parer mio ci troviamo in una situazione a dir poco paradossale se non addirittura grottesca, dov’è finita infatti la sovranità popolare prevista dall’articolo 1 della costituzione se, in concreto, quelli che si trovano a fare da ago della bilancia non risultano eletti dal popolo italiano ma da persone che vivono, pagano le tasse e votano già nel loro paese di appartenenza? I famosi “italiani all’estero” non sono infatti gli italiani che si trovano in un paese straniero per lavoro, ma bensì i figli dei figli degli emigranti “italiani” di terza generazione che con l’Italia hanno solamente rapporti ancestrali, magari perché i loro genitori, per tradizione, quando sono nati oltre a registrarli nel paese di appartenenza li hanno denunciati anche al consolato Italiano. Questi signori si trovano quindi ad avere una doppia cittadinanza e ad esercitare il diritto di voto in entrambi i paesi, quello dove vivono, pagano le tasse e di cui condividono lingua e costumi, e quello in cui magari non sono mai stati, dove non pagano le tasse e di cui magari non conoscono nemmeno la lingua.C’è poi la questione dei senatori a vita, persone venerande e venerabili che però NON SONO STATE ELETTE DAL POPOLO!!! Sono state infatti piazzate li dai vari presidenti della repubblica per motivi diversi ed ora si trovano a prendere decisioni determinanti per l’indirizzo del paese.Che fine ha fatto la sovranità popolare? Solo in Italia succedono certe cose da repubblica delle banane.
La Repubblica delle Banane
L’articolo 1 della Costituzione recita “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il popolo esercita questo “potere” eleggendo i suoi rappresentanti nei due rami del parlamento, questi rappresentanti, in nome e per conto del popolo, legiferano, eleggono un governo, e fanno tutte quelle cose che noi ben sappiamo.Dopo le ultime elezioni politiche si è verificato un caso, a parer mio, al quanto strano e sotto certi aspetti inquietante. Se alla camera (grazie al famigerato premio di governabilità) si ha una maggioranza ben definita, seppur non limpidamente legittimata dal voto popolare. Al senato ci si trova a combattere per un pugno di voti; il centro-sinistra ed il centro-destra sono infatti divisi solamente da un paio di voti, distacco variato dopo l’elezione di marini a presidente del Senato (il presidente infatti non vota) e che potrebbe ancora variare nell’eventualità che qualche senatore entri a far parte del Governo abbandonando così la sedia a palazzo madama.Facendo quattro conti si vede chiaramente che risultano determinanti i voti dei senatori eletti nelle circoscrizioni estere ed i voti dei senatori a vita. A parer mio ci troviamo in una situazione a dir poco paradossale se non addirittura grottesca, dov’è finita infatti la sovranità popolare prevista dall’articolo 1 della costituzione se, in concreto, quelli che si trovano a fare da ago della bilancia non risultano eletti dal popolo italiano ma da persone che vivono, pagano le tasse e votano già nel loro paese di appartenenza? I famosi “italiani all’estero” non sono infatti gli italiani che si trovano in un paese straniero per lavoro, ma bensì i figli dei figli degli emigranti “italiani” di terza generazione che con l’Italia hanno solamente rapporti ancestrali, magari perché i loro genitori, per tradizione, quando sono nati oltre a registrarli nel paese di appartenenza li hanno denunciati anche al consolato Italiano. Questi signori si trovano quindi ad avere una doppia cittadinanza e ad esercitare il diritto di voto in entrambi i paesi, quello dove vivono, pagano le tasse e di cui condividono lingua e costumi, e quello in cui magari non sono mai stati, dove non pagano le tasse e di cui magari non conoscono nemmeno la lingua.C’è poi la questione dei senatori a vita, persone venerande e venerabili che però NON SONO STATE ELETTE DAL POPOLO!!! Sono state infatti piazzate li dai vari presidenti della repubblica per motivi diversi ed ora si trovano a prendere decisioni determinanti per l’indirizzo del paese.Che fine ha fatto la sovranità popolare? Solo in Italia succedono certe cose da repubblica delle banane.