Etnicarchia

Post N° 35


IL 25 E IL 26 GIUGNO PASSA IL TRENO DELLA SALVEZZA: NON PERDIAMOLO O CI PERDEREMO PER SEMPRE!Dal fronte del NO si sentono ripetere banalità quali " La Costituzione non si tocca"e "Il Federalismo è la morte dell’Unità Nazionale e della sua economia". Questi signori hanno evidentemente memoria corta, scarsa elasticità mentale e mancanza di logica finanziaria.MEMORIA CORTA:Basta la cronaca a smentire l’inconsistenza della prima affermazione riportata perché la Costituzione è già stata modificata dal Governo D’Alema con la Riforma del Titolo V. Evidentemente solo la sinistra può mettere mano alla "Sacra Carta" e quando è la destra a proporlo diventa un gesto intollerabile. Tra l’altro la CdL ha dato al Popolo la facoltà di giudizio referendario eppure gli immorali, i tiranni antidemocratici siamo noi…evito commenti!Vorrei anche far notare che la Carta Costituzionale ha ormai 60 anni; da allora è mutato radicalmente tutto e se l’ambiente si modifica è bene virare il timone nella giusta direzione per perfezionare la rotta. Non si tratta di cambiare, ma di adattarsi al cambiamento e la cosa è ben diversa!SCARSA ELASTICITA’ MENTALE:Rifacendomi al concetto di Unità vorrei riportare testualmente quanto citato nella Riforma Federale: "Tutte le Leggi Regionali dovranno rispettare il criterio dell’interesse nazionale." Nessuna realtà locale potrà, quindi, prendere decisioni che apportino danni al Paese; questa a casa mia si chiama unità! ILLOGICITA’ FINANZIARIA:Sul fronte del NO decentramento del potere è sinonimo d’incapacità governativa! Ce l’ha dimostrato l’attuale Premier, col raddoppio dei posti centralisti: 73,8 milioni di euro tra ministri e segretari, senza contare la lievitazione dei costi d’indennità parlamentare, auto blu e spese collaterali aggiuntive. L’Unione è stata resa "degna" di tale nome a spese del Popolo, arraffando denaro per evitare il "fuggi, fuggi" degli alleati! Detto questo, una riforma che propone la riduzione del 20% dei parlamentari e l’arrivo dei giovani in politica non può che fare ribrezzo a chi amministra il Paese solo per il reddito fornito dalla propria poltrona! Finirebbero, inoltre, gli sprechi statali sui quali ama ingrassarsi il fronte del NO! Per qualche illogica ragione, infatti, i soldi prodotti dai comuni non sono trattenuti sul luogo per affrontare le spese locali; devono essere inviati "in toto" a Roma e da qui tornare in piccola misura ai comuni. Non avrebbe più senso ridurre tempi e costi prefissando la quota da bloccare a livello territoriale? Certo che sì, ma non ci sarebbe occasione di "magna, magna" all’interno della macchina statale, il cui funzionamento brucia il 72% delle imposte IRPEF, IRPEG e IVA…il 72%! Se poi a questi costi si sommano gli innumerevoli sprechi politici e antimeritocratici, c’è da mettersi le mani nei capelli! Qualche dato? La Lega Nord, per esempio, in provincia di Varese, solo eliminando le auto blu, riducendo gli stipendi amministrativi e minimizzando altri sprechi gestionali, recupera 2 milioni di euro l’anno da mettere al servizio della comunità! In provincia di Brescia ci sono 3 guardie forestali contro le 32.000 della Sicilia! La Padania conta 349 Lavori Socialmente Utili di fronte ai 53.549 del Meridione! Sono realtà che evidenziano i problemi economici contro cui si batte la Riforma Federale, eliminando privilegi politici, ruberie centraliste e sprechi di denaro per mancanza di meritocrazia territoriale! Poi ci vengono a dire quanto ci costerà riformare il Paese; mai nessuno che si chieda quanto ci sia costato non farlo prima!Tuttavia il Federalismo non è solo politica economica all’avanguardia; il Federalismo è anche rappresentanza culturale e sociale dei tempi correnti!Siamo nell’era della globalizzazione, processo necessario a sostenere la dinamicità del capitalismo e del benessere moderno. Ovviamente ogni pro ha il rispettivo contro, tra cui la standardizzazione culturale dei vari Popoli. Il Federalismo, proprio grazie alla sua componente meritocratica e al suo concetto di autonomia, fonda le basi per la cultura della territorialità e per la difesa delle identità locali. Preserva e rispetta le diversità, ritenendole una risorsa. Contrappone ai danni socio-culturali della globalizzazione i benefici identitari della glocalizzazione. Inoltre, in un’era nella quale l’invasione clandestina e la forzata diffusione islamica minano i valori sociali e morali, sui quali abbiamo costruito il mondo che ci circonda, è indispensabile rafforzare ciò che il nostro popolo rappresenta, ciò che la nostra gente ha da offrire, perché perdere il senso dell’appartenenza comunitaria significa smarrirsi!Se vuoi uno Stato che tuteli il Popolo e non se stesso, se vuoi meno sprechi e più fatti, se vuoi un Italia che utilizza il merito come incentivo alla produttività, se vuoi una maggiore attenzione ai problemi a te più vicini, se vuoi meno politica e più democrazia, se vuoi difendere ciò che sei e ciò che ti circonda non perdere l’occasione di ottenerlo!Il 25 e il 26 giugno si andrà alle urne per imporre il nostro Sì al cambiamento; sarà probabilmente l’unica occasione per iniziare un processo rivoluzionario che ridarà vita e dinamismo all’Italia e al suo Popolo.Se il fronte del NO avrà la meglio stagneremo nell’ingessatura centralista per altri decenni e nulla di tutto questo potrà essere realizzato. Non si tratta di politica, non è una questione tra destra e sinistra; si tratta del nostro futuro e perso questo treno rimarremmo in una stazione fantasma che non ci porterà più in alcun luogo.Olivari Lorenzo - Coordinatore Giovani Padani Quinsà