Etnicarchia

Botta e risposta


Quanti sono gli articoli della Costituzione che la riforma intende modificare?La riforma modifica 50 articoli della seconda parte della costituzione. Non viene invece toccata la Prima parte della Costituzione riguardante i diritti fondamentali.Cos'é la Devoluzione?La devoluzione è il trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni, per avvicinare chi decide a noi cittadini. Le regioni acquistano sempre maggiori funzioni, in particolare per l'istruzione, la sanità e la polizia locale. Finalemente noi cittadini possiamo guardare in faccia chi ci governa, vedere e controllare come vengono utilizzati i nostri soldi.Perché conviene a TUTTI la devoluzione?Con la devoluzione le decisioni in materia di Sanità, scuola e polizia locale verranno assunte a livello regionale socondo le specifiche esigenze del territorio e le richieste dei cittadini. La vicinanza tra chi decide e il cittadino consente una migliore organizzazione e un controllo dei servizi e porta a una maggior responsabilizzazione di chi governa riducendo i costi e gli sprechi.Con la devoluzione più efficienza dell'amministrazionePolizia Locale:Le regioni potranno gestire la polizia locale e garantire più sicurezza per i cittadini. E' dimostrato che una polizia presente sul territorio vuole dire meno scippi, meno furti, meno spaccio di droga, meno prostituzione. Insomma paesi e città più sicuri e cittadini più tranquilli.Sanità:Lo Stato Garantirà che vi sia in tutto il paese un livello qualitativo garantito nella prestazione dei servizi ospedalieri. Ma in più ogni regione sarà libera di organizarsi come meglio credemper erogare i servizi nel modo più razionale ed efficace.Istruzione:Anche in questo caso, come per la sanità, è previsto che sia garantito un livello dei programmi ugiale per tutto il paese. Oltre a ciò le regioni potranno organizzare le scuole ottimizzando le esigenze di ciascuna realtà, che è diversa.Quindi la riforma non favorisce alcune aree del paese a danno di altre?La riforma federale intende migliorare le prestazioni delle amministrazioni pubbliche in tutte le regioni, avvicinando le istituzioni ai cittadini, aumentando i controlli e i poteri di quest’ultimi e riducendo conseguentemente i costi e gli sprechi: saranno messe dunque a disposizione maggiori risorse. Anche nelle materie oggetto di devoluzione spetterà comunque allo stato la competenza per l’ordine pubblico e la sicurezza e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire, in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale: non potranno quindi esserci Regioni di Serie A e regioni di serie B.Come sarà il nuovo parlamento e perché il senato diventerà federale?Il parlamento sarà più snello, più giovane e più efficiente. Ci saranno 177 parlamentari in meno: meno poltrone, meno costi, più efficienza. Non ci saranno più due camere che fanno la stessa cosa (bicameralismo perfetto): la Camera dei Deputati si occuperà delle questioni dello Stato e il Senato Federale si occuperà delle questioni regionali. Questo vuol dire più rapidità nel rispondere a noi cittadini, meno burocrazia e leggi più veloci.Che cosa vuol dire premierato?Premierato vuol dire che noi cittadini eleggeremo direttamente il Capo del Governo (primo ministro) e la sua maggioranza, che governerà per 5 anni. Nessun partito potrà cambiare le carte in tavola e tradire il nostro voto (ribaltoni). Solo la stessa identica maggioranza potrà indicare un nuovo premier. In caso contrario, tutti a casa, la decisione torna a noi elettori.La riforma garantisce i diritti e le libertà costituzionali?ASSOLUTAMENTE SI’, in quanto i diritti e le libertà sono disciplinati nella parte prima della costituzione, dunque in un ambito che NON VIENE IN ALCUN MODO TOCCATO DAL PROGETTO DI RIFORMA. Ne deriva che tali preoccupazioni sono prive di fondamento. Inoltre la riforma stessa non solo lascia allo Stato la competenza a segnare i livelli essenziali delle prestazioni sui diritti civili e sociali, ma trasferisce altresì ad esso la competenza sulle norme generali sulla tutela della salute, la sicurezza del lavoro e la sicurezza alimentare, che svolgono un ruolo particolarmente rilevante in tema di universalità dei diritti. La riforma infine rafforza il ruolo di controllo e di garanzia del presidente della repubblica.Perché il federalismo riduce i costi?Gli stati federali costano meno degli stati centralizzati. La storia ci insegna che tutti gli stati federali – sia quelli “nati” federali sia quelli divenuti tali per decentralizzazione – costano meno rispetto agli stati centralizzati. Tutte le trasformazioni in atto si muovono in questa direzione: basti considerare che anche lo Stato accentrato per eccellenza, la Francia, ha avviato una decisa opera di decentramento. La storia e gli studi mostrano che il migliore e più efficace controllo dei cittadini sul governo della cosa pubblica, derivante dal federalismo, fa aumentare l’efficienza del sistema e diminuire i costi.Che cos’è il federalismo fiscale?Oggi la maggior parte delle entrate fiscali va allo stato (Roma) che ne trasferisce solo una parte agli enti locali e alle regioni. Con il federalismo fiscale, invece,  la maggior parte delle entrate fiscali andrà direttamente agli enti locali e alle regioni in modo da poter garantire migliori servizi ai cittadini. La riforma prevede la realizzazione completa del federalismo discale entro 3 anni garantendo che la pressione fiscale venga diminuita secondo il principio “meno tasse per tutti”Una riforma così importante dovrebbe essere approvata con il ricorso ad un’assemblea costituente come sostiene la sinistra?ASSOLUTAMENTE NO. La riforma può – e forse deve – essere approvata dal Parlamento, con il procedimento ordinario di revisione costituzionale, senza che si debba ricorrere ad un’assemblea costituente. Storicamente, l’assemblea costituente viene appositamente convocata solamente se necessario elaborare una costituzione completamente nuova, in occasione di eventi tragici /come la guerra) o di radicali mutamenti dell’ordinamento. In Italia, l’assemblea costituente venne convocata per elaborare e approvare la nuova Costituzione repubblicana all’indomani della guerra.