Etnicarchia

Post N° 54


DIECI MILIONI DI PERSONE HANNO VOTATO “SI”Boni scrive ai militanti della Lega Nord: “non tradiamo i nostri ideali”Cari militanti, anch’io, come tutti voi, sono rimasto deluso dal risultato del referendum costituzionale, che ha riconsegnato il Paese nelle mani di un centralismo troppo lontano dagli interessi legittimi della nostra gente, dalle nostre aspirazioni di maggior libertà e autogoverno. Il sud, le regioni rosse e quelle ad autonomia speciale hanno giudicato più conveniente il mantenimento dello status quo, che garantisce loro storici privilegi, piuttosto che avere il coraggio di cambiare, piuttosto che avere la possibilità di decidere maggiormente del loro destino. Troppo grande è la paura di essere liberi: dalla libertà derivano delle responsabilità che non tutti hanno il coraggio di assumersi, mentre è più facile, comodo e senza rischi continuare con un sistema assistenziale e clientelare che continua a mantenere mezza Italia. Con il No, ha vinto il Paese delle false pensioni di invalidità, dei lavori socialmente utili, di chi, in altre parole, prende lo stipendio senza lavorare. Ma il risultato del referendum non deve in alcun modo sconfortarci, anzi, credo che ci siano tutti i presupposti per guardare avanti con fiducia e ottimismo e sono gli stessi numeri del voto che devono incoraggiarci a proseguire per la nostra strada. Dieci milioni di italiani hanno votato a favore del federalismo, e la maggior parte di questi voti sono qui in Padania, nella parte più produttiva del Paese: sopra il Po hanno vinto i sì, ha vinto la voglia di cambiare, di spezzare le catene della nostra centenaria schiavitù. Con maggior vigore ripartiamo da qui, dal territorio dove è maggiore la voglia di federalismo, non diamoci per vinti. Arrendersi significherebbe tradire noi stessi, il nostro lavoro, tutte le persone che hanno creduto in una speranza di libertà. Prendiamo invece esempio da altri popoli, forse storicamente più tosti di noi, che non si sono fermati al primo tentativo, che hanno perseguito con costanza il loro sogno di indipendenza fino a realizzarlo. Bossi ci ha ricordato l’esempio di irlandesi, catalani e scozzesi che non hanno mai rinunciato nonostante parecchi tentativi falliti. In alto i cuori, amici, siamo ancora nel vivo della battaglia, non abbandoniamo la nostra bandiera in mani nemiche, non tradiamo i nostri ideali. Lombardia e Veneto hanno ribadito la propria necessità di autogoverno, la propria volontà di essere padroni del proprio futuro, senza più essere dissanguate dallo stato centrale. Ricordate Lamon? E’ un paesino adagiato sulle Alpi, che il 30 ottobre 2005 ha sancito, con il 93 per cento dei suffragi, la propria volontà di staccarsi dalla Regione Veneto e di annettersi al confinante Trentino. Il caso aveva messo in evidenza che i trasferimenti economici dallo Stato in Trentino sono quattro volte superiori a quelli del Veneto o di altre regioni del Nord a statuto ordinario, come la Lombardia. Sono iniquità che non hanno più nessun senso e che sono sanabili solamente con l’introduzione del federalismo fiscale, quantomeno per le regioni che hanno dimostrato, anche in questa ultima consultazione referendaria, la propria voglia di autonomia.