Domenica ore 20.00, finale mondiale, Francia-Italia.Cheffarè? Mentre il cuore sportivo mi dice di tifare per la squadra di calcio chiamata italia come giustamente l'ha definita Paragone (anche se nella Francia giocano Zizou e Trezeguet..), i giornali e i telegiornali mi spingono a tifare contro la nazionale italiana, che dovrebbe rappresentare lo stato italia (volutamente minuscolo) che viene usata per nascondere i mali e i problemi di questo paese (panem et circenses- vedi post precedente) e come "anestetico" da chi ce lo vuol mettere in quel posto.. Dal signor Prodi che, pur non avendo mai visto una partita di calcio, per motivi politico-propagandistici si reca a Dortmund e, sapendo che l'italia è una repubblica fondata sul pallone, si sdogana al pubblico della pedata andando persino a cantare "O sole mio" negli spogliatoi con i calciatori (ma perché proprio "o sole mio" e non "O mia bela madunina?"). Utilizzata da coloro che ora sventolano quel tricolore che nel 68 bruciavano nelle piazze, come panacea per rinsaldare quella presunta unità nazionale che storicamente non è mai esistita e politicamente non esiste ancora oggi (vedi le elezioni politiche, amministrative e il referendum), dimenticando (volutamente?) che la nazionale per circa un decennio non è andata a giocare nella rossa Firenze perché veniva accolta da bordate di fischi. Per "merito" della nazionale italiana in finale ai mondiali stanno passando in secondo piano le manovre e manovrine di questo governo, lo sciopero (sostanzialmente giusto) dei tassisti, quello promesso dagli avvocati, l'arresto di un alto funzionario del sismi, le notizie secondo cui questa profonda crisi tanto sventagliata dal sinistra-centro pare non sia proprio così profonda (ultimi dati alla mano).L'italia è un paese dove si lasciano liberi i terroristi o addirittura si portano in parlamento e invece si arrestano i poliziotti, dove si colpiscono tassisti e farmacisti ma si mantengono le lobbies dei baroni universitari e dei dipendenti della pubblica amministrazione, l'italia è un paese dove si aumentano i ministeri e i sottosegretari, dove si vota contro all'ammodernamento del paese e alla diminuzione dei parlamentari, dove si ha paura dello "strapotere del premier" quando però un governo per far passare le leggi in parlamento deve continuare a ricattarlo chiedendo la fiducia alla sua maggioranza.Un paese dove, se vince la nazionale, si rischia di insabbiare "calciopoli".. Un paese dove non si può più urale "forza Italia" perché "non è politcamente corretto", un paese dove non puoi non tifare per la nazionale, perché sennò sei un eversivo, un paese dove però puoi spaccare vetrine e sentirti protetto da parecchi parlamentari.Un paese dove la passione sportiva diventa fanatismo e dove, i furbi, sfruttano, ancora una volta, il fanatismo popolare per infilarci tante nuove suppostine nel popò...Io amo il calcio, ma a me questo paese non piace.Non so se tiferò italia, francia o nessuna delle due. Sicuramente tiferò per Alex del Piero, uno dei pochi veri "Campioni" in campo e fuori.
Dubbi mondiali
Domenica ore 20.00, finale mondiale, Francia-Italia.Cheffarè? Mentre il cuore sportivo mi dice di tifare per la squadra di calcio chiamata italia come giustamente l'ha definita Paragone (anche se nella Francia giocano Zizou e Trezeguet..), i giornali e i telegiornali mi spingono a tifare contro la nazionale italiana, che dovrebbe rappresentare lo stato italia (volutamente minuscolo) che viene usata per nascondere i mali e i problemi di questo paese (panem et circenses- vedi post precedente) e come "anestetico" da chi ce lo vuol mettere in quel posto.. Dal signor Prodi che, pur non avendo mai visto una partita di calcio, per motivi politico-propagandistici si reca a Dortmund e, sapendo che l'italia è una repubblica fondata sul pallone, si sdogana al pubblico della pedata andando persino a cantare "O sole mio" negli spogliatoi con i calciatori (ma perché proprio "o sole mio" e non "O mia bela madunina?"). Utilizzata da coloro che ora sventolano quel tricolore che nel 68 bruciavano nelle piazze, come panacea per rinsaldare quella presunta unità nazionale che storicamente non è mai esistita e politicamente non esiste ancora oggi (vedi le elezioni politiche, amministrative e il referendum), dimenticando (volutamente?) che la nazionale per circa un decennio non è andata a giocare nella rossa Firenze perché veniva accolta da bordate di fischi. Per "merito" della nazionale italiana in finale ai mondiali stanno passando in secondo piano le manovre e manovrine di questo governo, lo sciopero (sostanzialmente giusto) dei tassisti, quello promesso dagli avvocati, l'arresto di un alto funzionario del sismi, le notizie secondo cui questa profonda crisi tanto sventagliata dal sinistra-centro pare non sia proprio così profonda (ultimi dati alla mano).L'italia è un paese dove si lasciano liberi i terroristi o addirittura si portano in parlamento e invece si arrestano i poliziotti, dove si colpiscono tassisti e farmacisti ma si mantengono le lobbies dei baroni universitari e dei dipendenti della pubblica amministrazione, l'italia è un paese dove si aumentano i ministeri e i sottosegretari, dove si vota contro all'ammodernamento del paese e alla diminuzione dei parlamentari, dove si ha paura dello "strapotere del premier" quando però un governo per far passare le leggi in parlamento deve continuare a ricattarlo chiedendo la fiducia alla sua maggioranza.Un paese dove, se vince la nazionale, si rischia di insabbiare "calciopoli".. Un paese dove non si può più urale "forza Italia" perché "non è politcamente corretto", un paese dove non puoi non tifare per la nazionale, perché sennò sei un eversivo, un paese dove però puoi spaccare vetrine e sentirti protetto da parecchi parlamentari.Un paese dove la passione sportiva diventa fanatismo e dove, i furbi, sfruttano, ancora una volta, il fanatismo popolare per infilarci tante nuove suppostine nel popò...Io amo il calcio, ma a me questo paese non piace.Non so se tiferò italia, francia o nessuna delle due. Sicuramente tiferò per Alex del Piero, uno dei pochi veri "Campioni" in campo e fuori.