Etnicarchia

Formare i lavoratori stranieri


Sul sito di Repubblica leggo:"Creare liste di stranieri che chiedono un visto d'ingresso in Italia per venirvi a lavorare. Ed eventualmente pensare a corsi di formazione sul posto, ma che siano adeguati alle esigenze proprie del mercato del lavoro italiano. E' l'idea a cui sta lavorando il ministro dell'Interno Giuliano Amato per far fronte al fenomeno dell'immigrazione, quella clandestina in primo luogo. Per ora e' solo un'ipotesi, come lo stesso titolare del Viminale ha detto in un'intervista a un quotidiano romano, ma e' in via di attenta analisi. Sarebbe questa una sorta di "doppio binario d'ingresso", inserito in una legge piu' avanzata rispeto all'attuale, la Bossi-Fini, e in grado cosi' di porre un freno alla "commistione fra immigrati legali e irregolari". E penso.. "ma qualcosa del genere non è già previsto nella Bossi-Fini?" allora cerco su internet il testo integrale delle "Bossi-Fini", me lo leggo e trovo scritto:"1. L’articolo 23 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e’ sostituito dal seguente : "Art. 23. - (Titoli di prelazione) - 1. Nell’ambito di programmi approvati, anche su proposta delle regioni e delle province autonome, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e realizzati anche in collaborazione con le regioni, le province autonome e altri enti locali, organizzazioni nazionali degli imprenditori e datori di lavoro e dei lavoratori, nonche’ organismi internazionali finalizzati al trasferimento dei lavoratori stranieri in Italia ed al loro inserimento nei settori produttivi del Paese, enti ed associazioni operanti nel settore dell’immigrazione da almeno tre anni, possono essere previste attivita’ di istruzione e di formazione professionale nei Paesi di origine. 2. L’attivita’ di cui al comma 1 e’ finalizzata : a) all’inserimento lavorativo mirato nei settori produttivi italiani che operano all’interno dello Stato ; b) all’inserimento lavorativo mirato nei settori produttivi italiani che operano all’interno dei Paesi di origine ; c) allo sviluppo delle attivita’ produttive o imprenditoriali autonome nei Paesi di origine. 3. Gli stranieri che abbiano partecipato alle attivita’ di cui al comma 1 sono preferiti nei settori di impiego ai quali le attivita’ si riferiscono ai fini della chiamata al lavoro di cui all’articolo 22, commi 3, 4 e 5, secondo le modalita’ previste nel regolamento di attuazione del presente testo unico. 4. Il regolamento di attuazione del presente testo unico prevede agevolazioni di impiego per i lavoratori autonomi stranieri che abbiano seguito i corsi di cui al comma 1". Io non sono un giurista ma il concetto mi sembra abbastanza palese, o il ministro Amato non si è preso la briga di leggere la "famigerata" legge che vuole con tanta veemenza abolire o "rivedere" (se la legga prima), oppure ci sta prendendo per i fondelli...Faccio notare come il testo della "Bossi-Fini" sia ben più completo e lungimirante rispetto alla proposta di Amato, l'attuale legge infatti prevede corsi di formazione per lavoratori destinati al mercato del lavoro italiano ma anche per lavoratori destinati al mercato locale, facendo così in modo che il "know-How" acquisito resti in loco e contribuisca allo sviluppo del paese di origine del lavoratore, in modo da non costringerlo più ad emigrare verso altri lidi in cerca di fortuna. Il concetto espresso dal ministro Amato invece, considera l'istituzione di corsi di formazione come mezzo per favorire un'ulteriore incremento dell'immigrazione verso il nostro paese...