Il governo ha approvato il DL con cui vieta la pubblicazione e la diffusione delle intercettazioni ottenute con metodi illeciti. Provvedimento che ha trovato ampio consenso anche nella minoranza.Non c'é alcun dubbio sulla necessità di un simile provvedimento atto a tutelare la privacy dei cittadini, il cui limite però, a parer mio, sta nel fatto che nel divieto vengano comprese solo le intercettazioni "illegali" mentre restino escluse quelle disposte dalla magistratura e che, troppo spesso, sono finite in prima pagina contribuendo a creare mostri più o meno reali. Mi chiedo perché solo ora si sia sentita la necessita di questo provvedimento quando sono parecchi mesi che le intercettazioni tengono banco in Italia, e qusto è solo l'ultimo episiodio del genere in ordine di tempo (ricodiamo la questione Banca popolare di Lodi, calciopoli, lo scandalo Savoia, ecc.). Facile ricordare come l'attuale maggioranza si sia dichiarata contraria ad un provvedimento simile quando a proporlo fu l'allora governo della CDL. A pensar male si fa peccato ma a volte ci si indovina, ma caso vuole che questo nuovo scandalo sulle "intercettazioni" sia venuto alla luce proprio in concomitanza dell'"affaire Telecom" e dal quale sta distogliendo l'attenzione. Che anche questo sia uno dei soliti italici "scandali ad orologeria"? Tenuti in caldo nel cassetto e tirati fuori al momento buono, quando serve, al fine di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal vero "scandalo".