Etnicarchia

LA SVIZZERA CHIUDE ALL’ASILO POLITICO, NOI LO REGALIAMO


Referendum sull’immigrazione: il 70% vota sì al giro di vite. Cota: «Loro blindano le frontiere, un esempio da seguire» Fabrizio Carcano-------------------------------------------------------------------------------- La Svizzera ha chiuso le sue frontiere all’immigrazione clandestina proveniente dai Paesi extracomunitari.Mentre in Italia la sinistra al Governo spalanca le porte all’immigrazione, senza porre nessun paletto, la vicina Confederazione Elvetica ha deciso di seguire un percorso diametralmente opposto, approvando un pacchetto di leggi, varato prima dal Parlamento di Berna, su input del Governo di centrodestra, e poi ratificato dai cittadini attraverso lo strumento referendario, con una maggioranza nettissima, con quasi il 70% dei votanti che hanno detto sì ad una serie di misure legislative che introdurranno un netto giro di vite sull’immigrazione clandestina e sulle possibilità di ingresso in territorio elvetico. Ma non solo.Le nuove leggi svizzere, se da un lato tendono ad agevolare la situazione per gli immigrati già presenti sul territorio confederale, semplificando alcune procedure amministrative e burocratiche, in modo da favorire l’integrazione, dall’altro inaspriscono le sanzioni per i clandestini, per contrastare il lavoro nero e la delinquenza che da sempre ruota intorno al fenomeno dell’immigrazione clandestina, e soprattutto dettano regole più rigide per quanto riguarda la concessione dell’asilo politico.Proprio su quest’ultimo punto le nuove norme consentono alle autorità di respingere una richiesta d'asilo se il potenziale rifugiato non esibisce entro 48 ore un documento di identità e di procedere all'arresto del candidato all'asilo che, dopo il rifiuto delle autorità elvetiche ad accogliere la sua richiesta, si opponga al rimpatrio.Sarà poi possibile la detenzione dell’immigrato in via cautelativa in vista del rimpatrio per un periodo di due anni.I richiedenti asilo, inoltre, dovranno essere in grado di dimostrare che provengono da nazioni teatro di conflitti e guerre civili.La nuova legislazione confederale prevede, infine, che venga negata l'assistenza finanziaria a quegli immigrati la cui richiesta di asilo sia stata respinta.Presentando questo pacchetto normativo il ministro elvetico per la Giustizia e la Polizia, Christoph Blocher, ha spiegato che, grazie a queste nuove norme, la Svizzera sarebbe diventata un Paese con minor attrattiva per gli immigrati.«Un concetto che non si può non condividere. La Svizzera ha scelto di affrontare la questione dell’immigrazione nel modo migliore, dotandosi di strumenti legislativi efficaci, chiari e rigorosi, il tutto avendo il pieno consenso popolare», fa notare Roberto Cota, deputato della Lega Nord e capogruppo leghista in Commissione Affari Costituzionali a Montecitorio, che aggiunge: «In questo modo la Svizzera manda un segnale chiaro agli immigrati: non venite, perché se non avete tutti i requisiti in regola non esiteremo a respingervi e non entrerete. E questi messaggi funzionano. Da noi, invece, la sinistra lancia messaggi esattamente opposti, basti solo pensare ai continui proclami del ministro Ferrero, che non passa giorno senza auspicare lo smantellamento della Bossi-Fini, o alle misure adottate finora, come il triplicamento delle quote di ingresso sul nostro territorio per il 2006, che ha di fatto permesso l’ingresso di quasi mezzo milione di immigrati, cifra che va poi raddoppiata con i ricongiungimenti familiari. La Svizzera lancia messaggi che disincentivano l’immigrazione, soprattutto quella clandestina, mentre noi facciamo tutto il contrario, diciamo venite, tanto poi non vi espelliamo, e anzi vi regolarizziamo e in soli cinque anni vi regaliamo la cittadinanza e il diritto di voto».Effettivamente balza immediatamente all’occhio il contrasto tra il pacchetto legislativo approvato in Svizzera, in particolare sul diritto di asilo, e le norme sull’immigrazione, volute in Italia dalla maggioranza di centrosinistra, norme che sembrano stridere totalmente con quelle elvetiche.Appena cinque giorni fa, infatti, a Montecitorio è stata approvata una modifica alla Legge Comunitaria che facilita la possibilità di ottenere l’asilo politico in Italia, legandola di fatto ad una semplice richiesta dell’immigrato che, anche se non proveniente da Paesi a rischio dove non vengono rispettati i diritti umani e civili, o da zone di guerra, potrà restare nel nostro Paese semplicemente inoltrando la domanda, in attesa di sapere se verrà accolta, e potrà comunque rimanere, evitando l’espulsione, anche in caso di rigetto, per tutto il tempo necessario per avere l’esito del ricorso presentato.«Poche settimane fa la Spagna ha annunciato una dura lotta nei confronti dei clandestini. Ora la Svizzera, attraverso un referendum, sceglie di inasprire le proprie leggi in materia di immigrazione. Il Paese elvetico chiude le frontiere, mentre il Governo Prodi ha fatto approvare alla Camera nuove norme in materia di asilo politico per cui chiunque ne farà richiesta non potrà poi più essere espulso e avrà la possibilità di rimanere in Italia finchè l’iter non sarà concluso. Questo significa aprire le porte a tutti. La paura dei nostri vicini è giustificata», denuncia Davide Boni, Assessore regionale lombardo al Territorio.Secondo cui: «Quando l’Italia non riuscirà più a contenere i milioni di nuovi irregolari questi cercheranno di raggiungere anche la Svizzera, per questo il popolo elvetico sta cercando di erigere la propria diga, saggiamente, per arginare la sconsiderata politica del Governo italiano».Sulla stessa linea anche Cota che osserva: «Purtroppo, anche se siamo Paesi confinanti, noi andiamo nella direzione opposta a quella presa dalla Svizzera. Il fatto che il 70% degli svizzeri, che hanno partecipato al referendum, abbiano detto sì a norme più rigide e severe in tema di immigrazione dovrebbe far riflettere la nostra maggioranza».Oggi, in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, cominceranno il loro iter le varie proposte di legge sulla cittadinanza, quattro presentate dal centrosinistra, una delle quali direttamente dal Governo tramite il ministro degli Interni, Giuliano Amato, tutte proposte analoghe che mirano a dimezzare i tempi necessari per concedere la cittadinanza, portandoli da 10 a 5 anni, e una dalla Lega Nord, avente come primo firmatario Davide Caparini, un testo che prevede, oltre al mantenimento della soglia dei 10 anni minimi di permanenza sul territorio italiano, anche un esame, sulla nostra cultura, sulla nostra storia e sulle nostre istituzioni, per verificare il reale grado di conoscenza del nostro Paese, e quindi di intenzione di integrarsi, da parte dell’immigrato.«In commissione chiederemo che le varie proposte di legge siano accorpate e discusse - anticipa Cota - inoltre presenteremo una richiesta specifica al presidente della Commissione, Luciano Violante, chiedendogli di effettuare un’indagine conoscitiva sulle disposizioni legislative in tema di immigrazione degli altri Paesi Ue, prendendo come modello di riferimento il caso della Svizzera e delle norme approvate in questi giorni.Il presidente Violante ama molto fare comparazioni con le legislazioni degli altri Paesi e mi pare che questo sia proprio uno di quei casi. Perché la Svizzera - conclude Cota - in tema di immigrazione ci invita proprio a fare una comparazione...».[La Padania 26/09/2006]