Lo scorso anno, nella Finanziaria 2006, il governo, nella persona del ministro Maroni,varava il cosidetto "bonus bebé" di 1.000 euro per i nuovi nati che, questo prevedeva la legge, dovevano essere cittadini italiani o comunitari, mentre il reddito familiare non poteva superare i 70.000 euro. Per ritirare il bonus bastava compilare un'autocertificazione e presentarsi presso l'ufficio postale.Scopo di questo "bonus" era aiutare concretamente le famiglie "italiane" e di riflesso incentivarne la crescita, essendo il nostro paese (ed in particolare il nord) una delle zone al mondo con il tasso di natalità più basso, tutto questo escludendo, giustamnte gli extracomunitari che, essendo ospiti in casa nostra e non avendo problemi di natalità non avevano diritto a questo contributo.Peccato che l'italia (volutamente minuscolo) sia il paese dei balocchi e dei contrari, infatti migliaia di extracomunitari si sono presentati presso gli uffici postali per riscuotere il contributo, consapevoli della violazione che stavano commettendo e con la chiara intenzione di "frodare" lo stato italiano, il paese di cui sono ospiti.L'allora governo Berlusconi mise in campo la Guardia di Finanza con l'intento di arginare e smascherare questa frode, peccato che pochi mesi dopo, l'appena insediato governo Prodirichiamò la GDF, fermando le indagini consentendo quindi agli extracomunitari che avevano frodato lo Stato di restare impuniti. Ma non finisce qui!! Oltre a non prevedere per il 2007 nessun "bonus bebè" (ma dove sono finiti quei 2.500 ero all'anno per i bambini fino a 3 anni che Prodi sbandierava in campagna eelettorale???) in L'articolo 18 comma 770 del disegno di legge Finanziaria approvata dalla Camera recita: “Le somme di cui all'articolo 1, comma 333, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, erogate in favore di soggetti sprovvisti del requisito di cittadinanza italiana, ovvero comunitaria, non sono ripetibili." Ergo, finisce tutto a tarallucci e vino, l'extracomunitario che si è indebitamente intascato i soldi non li deve restituire e le famiglie italiane, ancora una volta, si vedono penalizzate a favore di chi italiano non è!