Tornato di attualità (ma quando mai non lo è stato??) il tema dell'imigirazione, trattato nel mio precedente post "Italie, c'est plus facile", mi sembra opportuno riproporre un mio articolo pubblicato sul numero di dicembre della rivista "Freedom" (scaricabile gratuitamente dal sito
www.giovanicamuni.com) e che rappresenta, a grandi linee, il sunto di quanto da me scritto sul blog negli ultimi mesi.Etnie in Via di Estinzione
Il governo di sinistra-centro continua con il suo folle progetto atto a cancellare i popoli da secoli presenti nella penisola italica, ed in particolar modo il popolo padano.In un intervista a "L'Unità", il ministro Ferrero ha affermato: "Uno straniero, per restare in Italia in cerca di lavoro «avrà bisogno di uno sponsor, una sorta di garanzia fornita da un’associazione imprenditoriale o di un volontario che si prenderà cura dell’immigrato, e di una «dote», garanzia per il suo mantenimento, che probabilmente si aggirerà intorno ai 2-3mila euro," .Facciamo due conti: il decreto flussi varato dal precedente governo prevedeva, per il 2006, una quota di ingresso pari a 170.000 lavoratori stranieri, l'attuale governo ha innalzato questa quota di altre 350.000 unità portandola a 520.000. Ma, mentre la Bossi - Fini prevede che l 'immigrato abbia, come requisito per poter entrare nel paese, un contratto di lavoro in mano, la riforma prevista dal sinistra-centro intende concedere la possibilità di entrare in Italia per cercare lavoro fissando un limite temporale entro cui trovarlo, nel frattempo concederebbe all’immigrato una cospicua "dote" di circa 2-3 mila euro a testa che, moltiplicati per 520.000 immigrati, diventano 1.040.000.000-1.560.000.000 euro, una cifra compresa tra il miliardo ed il miliardo e mezzo di euro per un anno e destinata a restare, secondo una visione ottimistica, quantomeno costante negli anni a venire. Un costo vivo sulle spalle dei contribuenti, dato che i beneficiari di questa dote non lavoreranno e quindi non pagheranno tasse, usufruiranno però dei servizi offerti dallo stato (servizio sanitario, ad esempio) e buona parte di essi, probabilmente, alla fine del periodo (un anno? sei mesi?) loro concesso per trovare un lavoro, sarà già entrata in clandestinità, lasciando spazio a nuovi immigrati, che entreranno nel paese e usufruiranno della "dote" generosamente offerta loro dal sinistro Ferrero usando i soldi degli italiani, ma soprattutto dei Padani.Queste modifiche, unite alla proposta di agevolare l'ottenimento della cittadinanza dopo 5 anni di permanenza nel paese o a quella di introdurre lo "ius soli" (chi nasce in Italia è italiano) in sostituzione dello "ius sanguinis" (chi nasce da genitori italiani è italiano), avranno il devastante effetto di annullare le nostre culture, e di cancellare i popoli che attualmente abitano la penisola italica. Razzismo?No, un semplice calcolo matematico. Attualmente in Italia ci sono "più o meno" 3.000.000 di immigrati (molti di più secondo i dati Caritas e CGIL), il 30% di essi (900.000) è nel paese da più di cinque anni, gli altri raggiungerebbero questo requisito in pochi anni, tre milioni di "nuovi" italiani ai quali si aggiungerebbero quelli che entreranno in Italia grazie al "decreto flussi". Se infatti le quote di immigrazione fissate dal decreto dovessero rimanere costanti negli anni (ma verranno sicuramente innalzate), tra 5 anni i 520.000 stranieri entrati in Italia nel 2006 potranno chiedere la cittadinanza, via così negli anni a seguire, nel giro di 15 anni avremmo dunque 5.720.000 potenziali "nuovi italiani", i cui figli saranno "italiani", se dovesse poi essere introdotto lo "ius soli" la situazione peggiorerebbe ancora, dato che gli italiani fanno meno figli degli extracomunitari, nel giro di 20 anni (una generazione), il paese sarebbe "passato di mano".. I "nuovi italiani" e i loro figli costituirebbero la prevalenza della popolazione e tutto ciò porterebbe alla più o meno lenta cancellazione della nostra identità, della nostra cultura, della nostra storia. Cosa spinge quindi il sinistra-centro a compiere questi atti sciagurati? Semplice, il tentativo di garantirsi una sopravvivenza politica". Come esplicitamente dichiarato dagli esponenti del governo, obiettivo principale è infatti crearsi una "base elettorale" tutta nuova, che vada a colmare il gap di voti esistente tra il sinistra-centro e centro-destra soprattutto al nord, dove l'attuale governo è debole e malvisto, e soprattutto colpendo la Lega Nord (dove Lega è forte, il sinistra centro è debole), diluendo la base elettorale con l'aggiunta di "nuovi italiani" e cercando di espropriare i padani e gli italiani della loro terra. L'utopia del sinistra-centro è quella di creare un bacino elettorale fatto di "nuovi italiani" che, secondo loro, dovrebbero essere grati a chi gli ha concesso la possibilità di diventarlo. Questa è una follia. I "nuovi italiani" non appoggeranno sicuramente gli attuali partiti, ma ne costituiranno di nuovi e autonomi. Questo non volersi integrare è palese, ad esempio, nel caso dell’immigrazione dalla Cina, i cinesi, infatti, entrano in Italia, acquistano interi quartieri dove abitano solo cinesi, aprono negozi dove vendono merce cinese, dove lavorano solo cinesi e dove si parla solo cinese. E’ forse logico pensare che, una volta ottenuta la cittadinanza, questi voteranno per i partiti tradizionali? NO! Costituiranno un partito formato da cinesi, verranno votati dai cinesi e spingeranno per l’approvazione di leggi a favore dei cinesi, lo stesso discorso si può fare per gli islamici; l'Islam è una religione che trova pressoché inscindibile la vita politica da quella religiosa, la legge coranica, infatti, ha anche funzione di legge civile.Come possiamo pensare quindi che i musulmani possano votare, non dico per la Lega Nord o per il centro destra, ma per una coalizione ove sono presenti partiti (Margherita, UDEUR) che fanno chiaro riferimento all'area cattolica, e partiti (Rosa nel pugno, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione, DS) che propugnano uno stato laico e non tollerano l'ingerenza della religione nella vita civile? L'islam ha delle regole ben precise che contrastano fortemente con le leggi civili (basti pensare al concetto di "donna") e limitano fortemente le libertà individuali, come potrebbero gli islamici votare per i partiti tradizionali presenti in Italia? Sempre più plausibile diventa quindi l'ipotesi di "partiti islamici", peraltro già presenti in Italia e appartenenti alla famigerata Consulta voluta dallo sciagurato ex-ministro Pisanu, come ad esempio l'Unione delle Comunità ed organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII) molto vicina all’islam radicale ed integralista, o comunque partiti etnici, che raccoglierebbero numerosissimi consensi tra i "nuovi italiani" e che, naturalmente, una volta raggiunto il potere, legifererebbero in favore di chi li ha votati e applicherebbero le loro leggi... leggi coraniche.. Ecco come si cancellano i popoli."Freedom” n.2 Dicembre 2006, pag. 4