...E nella “fase 2” delle liberalizzazioni finiscono dentro anche i benzinai. I sindacati della categoria si sono detti già pronti alla serrata degli impianti se verranno concesse misure di favore alla Grande Distribuzione Organizzata nella vendita dei carburanti.Lo annunciano Faib-Aisa, Fegica, Figisc-Anisa che hanno dichiarato lo stato di mobilitazione della Categoria preannunciando, «ove non dovessero giungere i chiarimenti indispensabili dal Governo e dal Ministero, il prossimo ricorso a tutte le forme di iniziativa sindacale, non esclusa la chiusura degli impianti su tutto il territorio nazionale».Le organizzazioni di categoria dei gestori esprimono «stupore e grandissima contrarietà in merito a quanto apparso su alcuni organi di informazione circa le supposte intenzioni del Governo di concedere misure di favore per la Grande Distribuzione Organizzata nel mercato della distribuzione carburanti». Inoltre chiedono «immediatamente» un incontro urgente al Presidente del Consiglio, Prodi, al Sottosegretario alla Presidenza, Letta, ed al Ministro Bersani, «finalizzato alla verifica della reale portata delle intenzioni dell’Esecutivo».L’intenzione del Governo è di aumentare il numero di impianti per favorire un solo, potente, operatore, la GDO.Va detto che la vendita diretta della benzina da parte della grande distribuzione organizzata, in Italia è praticamente al palo: su oltre 22 mila punti vendita censiti dall’Unione Petrolifera, i centri commerciali autorizzati a erogare carburanti con il loro marchio sono meno di una decina, quasi tutti marchi francesi Carrefour (5), Auchan (2) e Leclerc in accordo con Conad (1); Oltralpe, invece, il 55,8% delle vendite è attribuibile alla grande distribuzione organizzata.Il tema di una maggiore apertura alla grande distribuzione come possibile soluzione per far scendere i prezzi dei carburanti è antico, ma è tornato di attualità dopo le indiscrezioni su possibili interventi del governo in questa direzione.Secondo i tecnici, una maggiore apertura alla grande distribuzione accrescerebbe la concorrenza e potrebbe contribuire ad abbassare i prezzi che stentano a ridursi anche a causa di una rete di servizio troppo “affollata”. Secondo l’ultimo dato disponibile dell’Unione petrolifera, in Italia ci sono 22.400 distributori contro i 15 mila di Francia e Germania e gli 11 mila del Regno Unito, gli 8.500 della Spagna e i 4mila della Svezia. Troppi, rilevano i tecnici, per poter avere un volume di vendite tale da consentire di praticare prezzi competitivi.la soluzione allora quale sarebbe? Far chiudere molti degli attuali distributori e girare gli incassi alla grande distribuzione?Intanto i self service, uno dei possibili sistemi per risparmiare sul pieno, sono poco più di 4 mila, il 18% del totale -meno di 2 distributori su 10- contro il 100% di Svezia e Norvegia, il 95% della Germania e l’83% della Francia.Sim. Gi. [La Padania 12/01/2007]
Ancora liberalizzazioni??
...E nella “fase 2” delle liberalizzazioni finiscono dentro anche i benzinai. I sindacati della categoria si sono detti già pronti alla serrata degli impianti se verranno concesse misure di favore alla Grande Distribuzione Organizzata nella vendita dei carburanti.Lo annunciano Faib-Aisa, Fegica, Figisc-Anisa che hanno dichiarato lo stato di mobilitazione della Categoria preannunciando, «ove non dovessero giungere i chiarimenti indispensabili dal Governo e dal Ministero, il prossimo ricorso a tutte le forme di iniziativa sindacale, non esclusa la chiusura degli impianti su tutto il territorio nazionale».Le organizzazioni di categoria dei gestori esprimono «stupore e grandissima contrarietà in merito a quanto apparso su alcuni organi di informazione circa le supposte intenzioni del Governo di concedere misure di favore per la Grande Distribuzione Organizzata nel mercato della distribuzione carburanti». Inoltre chiedono «immediatamente» un incontro urgente al Presidente del Consiglio, Prodi, al Sottosegretario alla Presidenza, Letta, ed al Ministro Bersani, «finalizzato alla verifica della reale portata delle intenzioni dell’Esecutivo».L’intenzione del Governo è di aumentare il numero di impianti per favorire un solo, potente, operatore, la GDO.Va detto che la vendita diretta della benzina da parte della grande distribuzione organizzata, in Italia è praticamente al palo: su oltre 22 mila punti vendita censiti dall’Unione Petrolifera, i centri commerciali autorizzati a erogare carburanti con il loro marchio sono meno di una decina, quasi tutti marchi francesi Carrefour (5), Auchan (2) e Leclerc in accordo con Conad (1); Oltralpe, invece, il 55,8% delle vendite è attribuibile alla grande distribuzione organizzata.Il tema di una maggiore apertura alla grande distribuzione come possibile soluzione per far scendere i prezzi dei carburanti è antico, ma è tornato di attualità dopo le indiscrezioni su possibili interventi del governo in questa direzione.Secondo i tecnici, una maggiore apertura alla grande distribuzione accrescerebbe la concorrenza e potrebbe contribuire ad abbassare i prezzi che stentano a ridursi anche a causa di una rete di servizio troppo “affollata”. Secondo l’ultimo dato disponibile dell’Unione petrolifera, in Italia ci sono 22.400 distributori contro i 15 mila di Francia e Germania e gli 11 mila del Regno Unito, gli 8.500 della Spagna e i 4mila della Svezia. Troppi, rilevano i tecnici, per poter avere un volume di vendite tale da consentire di praticare prezzi competitivi.la soluzione allora quale sarebbe? Far chiudere molti degli attuali distributori e girare gli incassi alla grande distribuzione?Intanto i self service, uno dei possibili sistemi per risparmiare sul pieno, sono poco più di 4 mila, il 18% del totale -meno di 2 distributori su 10- contro il 100% di Svezia e Norvegia, il 95% della Germania e l’83% della Francia.Sim. Gi. [La Padania 12/01/2007]