“Prodi non può avere un reincarico perché il reincarico lo ha già ricevuto dal presidente Napolitano quando gli fu richiesto di passare nella Camera dove la maggioranza era stata sconfitta, ovvero il Senato, per dimostrare di avere una maggioranza di governo sulla politica estera. Questa maggioranza non c’è stata e quindi un rinvio politico, da parte di Napolitano, di Prodi alla Camere non avrebbe alcun senso rispetto alla prassi consolidata che non prevede terzi rinvii". Così Roberto Calderoli, vice-presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord fa il punto della situazione a poche ore dal clamoroso voto di Palazzo Madama e mentre al Quirinale stanno iniziando le prime consultazioni aperte dal Capo dello Stato. "Alternative al Governo Prodi - spiega l'esponente del Carroccio - non ne esistono perché la legge elettorale attuale, che io prima di andare al voto definì una porcata, per come era stata modificata al seguito delle richieste provenienti dalla presidenza della Repubblica e dall’Udc, ha prodotto un testo che determina non solo l’ingovernabilità del Paese ma che ha in cauda venenum. Il presidente della Repubblica o si tiene Prodi, perché eventualmente in un breve termine riesce a produrre una nuova legge elettorale, il cui modello credo non possa che essere la mia prima versione oppure si va al voto, perché l'attuale composizione del Parlamento è legata al fatto che alcuni deputati e senatori, ovvero quelli che corrispondono al premio di maggioranza, siano tali in funzione di un preciso collegamento al candidato premier risultato vincitore, cioè Prodi". "E dunque se Prodi venisse meno - continua Calderoli - verrebbe meno anche la loro qualifica di deputati e senatori, con un rimaneggiamento improponibile delle due Camere, perché quelle due Camere così formate, proprio sulla base di quel premio di maggioranza, hanno eletto anche il presidente della Repubblica, che oggi deve assumere una delicatissima posizione. Se non si vuole veramente gettare il Paese nel baratro facciamo subito una legge elettorale e poi andiamo immediatamente al voto, perché diversamente dovremmo andare da dopodomani al voto e tra l’altro in assenza di un presidente della Repubblica in quanto eletto da un collegio elettorale non legittimo”.
Calderoli: Napolitano non può incaricare Prodi. Vi spiego perché...
“Prodi non può avere un reincarico perché il reincarico lo ha già ricevuto dal presidente Napolitano quando gli fu richiesto di passare nella Camera dove la maggioranza era stata sconfitta, ovvero il Senato, per dimostrare di avere una maggioranza di governo sulla politica estera. Questa maggioranza non c’è stata e quindi un rinvio politico, da parte di Napolitano, di Prodi alla Camere non avrebbe alcun senso rispetto alla prassi consolidata che non prevede terzi rinvii". Così Roberto Calderoli, vice-presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord fa il punto della situazione a poche ore dal clamoroso voto di Palazzo Madama e mentre al Quirinale stanno iniziando le prime consultazioni aperte dal Capo dello Stato. "Alternative al Governo Prodi - spiega l'esponente del Carroccio - non ne esistono perché la legge elettorale attuale, che io prima di andare al voto definì una porcata, per come era stata modificata al seguito delle richieste provenienti dalla presidenza della Repubblica e dall’Udc, ha prodotto un testo che determina non solo l’ingovernabilità del Paese ma che ha in cauda venenum. Il presidente della Repubblica o si tiene Prodi, perché eventualmente in un breve termine riesce a produrre una nuova legge elettorale, il cui modello credo non possa che essere la mia prima versione oppure si va al voto, perché l'attuale composizione del Parlamento è legata al fatto che alcuni deputati e senatori, ovvero quelli che corrispondono al premio di maggioranza, siano tali in funzione di un preciso collegamento al candidato premier risultato vincitore, cioè Prodi". "E dunque se Prodi venisse meno - continua Calderoli - verrebbe meno anche la loro qualifica di deputati e senatori, con un rimaneggiamento improponibile delle due Camere, perché quelle due Camere così formate, proprio sulla base di quel premio di maggioranza, hanno eletto anche il presidente della Repubblica, che oggi deve assumere una delicatissima posizione. Se non si vuole veramente gettare il Paese nel baratro facciamo subito una legge elettorale e poi andiamo immediatamente al voto, perché diversamente dovremmo andare da dopodomani al voto e tra l’altro in assenza di un presidente della Repubblica in quanto eletto da un collegio elettorale non legittimo”.