Sarà mercoledì il "giorno del giudizio" del governo Prodi quando il Senato verrà chiamato a votare la fiducia. La Lega rimane ferma sul fatto che la soluzione migliore a questa crisi sarebbe stata quella del voto anticipato. "Non c'è strada migliore", aveva detto in proposito il leader Umberto Bossi durante un'interviata a Telepadania. Il segretario federale ha spiegato che "Romano Prodi ormai è finito, del resto si è già dimesso e adesso si deve andare a votare tra qualche mese, poco importa la tempistica, ma con questa legge elettorale". Bossi ha poi mandato un messaggio a Silvio Berlusconi, possibilista nei confronti di un Governo di garanzia: "Ho sentito le parole di Berlusconi, ma vedo che non si capisce bene cosa vuole. Non c'è altra via che il voto, ogni altra via è un pasticcio e può essere anche pericolosa vista la situazione del terrorismo.Quando un Governo non c'è più bisogna che decida il popolo e che quindi si vada a nuove elezioni. Qualunque soluzione di Palazzo - conclude il leader del Carroccio - sarebbe anti-democratica perché non ci sono i numeri". E di numeri oggi ha parlato anche il capogruppo del Carroccio al Senato, Roberto Castelli: "Prodi otterrà la fiducia politica richiesta da Napolitano solo nel momento in cui otterrà 158 voti dei senatori eletti e a questo punto il voto dei senatori a vita diventa politicamente assolutamente ininfluente.Fino adesso - aggiunge il presidente della Lega Lombarda - il ruolo dei senatori a vita nel governo è stato fondamentale. Senza di loro - sottolinea - non sarebbe passata la fiducia sulla Finanziaria e Prodi sarebbe stato sfiduciato. Oggi finalmente il presidente della Repubblica ha messo un punto fermo su questo tema: il governo deve avere la maggioranza dei rappresentanti eletti dal popolo".
GOVERNO, MERCOLEDI' IL "GIORNO DEL GIUDIZIO". BOSSI: MEGLIO IL VOTO ANTICIPATO
Sarà mercoledì il "giorno del giudizio" del governo Prodi quando il Senato verrà chiamato a votare la fiducia. La Lega rimane ferma sul fatto che la soluzione migliore a questa crisi sarebbe stata quella del voto anticipato. "Non c'è strada migliore", aveva detto in proposito il leader Umberto Bossi durante un'interviata a Telepadania. Il segretario federale ha spiegato che "Romano Prodi ormai è finito, del resto si è già dimesso e adesso si deve andare a votare tra qualche mese, poco importa la tempistica, ma con questa legge elettorale". Bossi ha poi mandato un messaggio a Silvio Berlusconi, possibilista nei confronti di un Governo di garanzia: "Ho sentito le parole di Berlusconi, ma vedo che non si capisce bene cosa vuole. Non c'è altra via che il voto, ogni altra via è un pasticcio e può essere anche pericolosa vista la situazione del terrorismo.Quando un Governo non c'è più bisogna che decida il popolo e che quindi si vada a nuove elezioni. Qualunque soluzione di Palazzo - conclude il leader del Carroccio - sarebbe anti-democratica perché non ci sono i numeri". E di numeri oggi ha parlato anche il capogruppo del Carroccio al Senato, Roberto Castelli: "Prodi otterrà la fiducia politica richiesta da Napolitano solo nel momento in cui otterrà 158 voti dei senatori eletti e a questo punto il voto dei senatori a vita diventa politicamente assolutamente ininfluente.Fino adesso - aggiunge il presidente della Lega Lombarda - il ruolo dei senatori a vita nel governo è stato fondamentale. Senza di loro - sottolinea - non sarebbe passata la fiducia sulla Finanziaria e Prodi sarebbe stato sfiduciato. Oggi finalmente il presidente della Repubblica ha messo un punto fermo su questo tema: il governo deve avere la maggioranza dei rappresentanti eletti dal popolo".