Etnicarchia

E' INIZIATA LA MARCIA SU ROMA


Più competenze alle Regioni: Lombardia e Veneto presentano “il conto” al Governo  Lorenzo Fontana-------------------------------------------------------------------------------- Il federalismo è una necessità ormai vitale per le regioni del Nord ed in particolare per il Veneto. Dopo tanti anni di battaglie da parte della Lega Nord sembra che se ne stiano accorgendo anche gli esponenti degli altri partiti. In particolare, il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan, sembra intenzionato a operare concretamente affinché la riforma federale diventi una realtà per una regione che ormai da troppi anni subisce esclusivamente vessazioni dallo stato centrale.Riguardo a questo tema si terrà infatti oggi, un convegno dal titolo: “Regione del Veneto e federalismo fiscale: problemi, iniziative, proposte”, in programma a Palazzo Cavalli Franchetti a Venezia. Porteranno i loro fondamentali contributi insigni Professori dell’Università di Padova e di Roma, Assessori, Rappresentanti di partito, Sindaci e Consiglieri regionali.Paolo Bassi-------------------------------------------------------------------------------- Fra pochi giorni al Pirellone si giocherà una delle partite più importanti dell’intera legislatura regionale. Il 27 marzo arriverà in Aula la risoluzione per l’attribuzione alla Lombardia di ulteriori forme di autonomia ai sensi dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione. In altre parole quella completa applicazione del Titolo V riformato nel 2001 richiesta dalla Lega per poter iniziare una concreta trasformazione dello Stato in senso federale. L’ultima bozza del documento (che martedì prossimo dovrebbe ricevere il via libera definitivo da parte della commissione Affari Istituzionali) è ancora più avanzata rispetto alle stesure precedenti. In un primo momento le materie che Milano chiedeva a Roma di poter gestire in via esclusiva erano solo la gestione dei beni culturali, dei giudici di Pace e la tutela l’ambiente, mentre nell’ultima versione, sono stati via via aggiunti anche: la tutela della salute, la previdenza complementare integrativa regionale, l’informazione locale, la protezione civile, le infrastrutture viarie e... ...gli aeroporti nazionali (in co-amministrazione Regione-Stato), la ricerca scientifica e tecnologica e il sostegno per l’innovazione nei settori produttivi.L’approvazione di questo documento da parte del Consiglio permetterà al presidente della Giunta, Roberto Formigoni, di attivare - secondo quanto prevede la Costituzione - le consultazioni con gli Enti Locali, sentendo l’Anci lombardo, l’Upl, le Comunità montane. Un passaggio che potrebbe essere esaurito in tempi ragionevolmente brevi, cui poi seguirà la concertazione con il governo per poter arrivare alla legge che renderà possibile il trasferimento effettivo dei poteri esclusivi.Nell’ampliamento del ventaglio di poteri che la Lombardia vuole avere in forma esclusiva, la Lega Nord ha giocato un ruolo da protagonista. Portano la firma dei rappresentanti del movimento di Umberto Bossi le principali integrazioni al testo base. Il capogruppo Stefano Galli ha lavorato per l’inserimento della tutela della salute, la presidente della commissione Bilancio Rosi Mauro è riuscita a introdurre la possibilità per la Lombardia di “aprire fondi aperti propri” in maniera che i soldi dei lavoratori lombardi rimangano nella loro regione, il presidente Ettore A. Albertoni, si è impegnato perché nel testo da portare a Palazzo Chigi si parlasse anche di comunicazione locale, con il fine di arrivare compiutamente ad una vera regionalizzazione di uno dei canali del servizio pubblico televisivo nazionale. Degne di nota sono sicuramente anche le “aggiunte” che riguardano la protezione civile, che potrebbe aprire la strada alla regionalizzazione del corpo forestale (altra battaglia leghista) e la promozione della ricerca scientifica e tecnologica abbinata al sostegno per l’innovazione ai settori produttivi, che da un lato aiuterebbe a mettere un freno al deprecabile fenomeno della “fuga di cervelli” all’estero e dall’altro darebbe una mano concreta alle nostre aziende per riuscire a fare fronte alla sempre più agguerrita concorrenza dei Paesi emergenti.Stefano Galli-------------------------------------------------------------------------------- Quella che con ogni probabilità verrà licenziata martedì prossimo dalla seconda commissione di palazzo Pirelli è una proposta istituzionale di altissimo profilo, assai più avanzata di quelle che sono allo studio in altre realtà regionali. Le richieste che porteremo a Roma non sono campate in aria, ma affondano le radici in un lavoro serio e scrupoloso che farà arrivare sul tavolo nazionale proposte concrete e attuabili. Ovviamente bisognerà vedere quale sarà l’atteggiamento di Roma. Se vorrà o meno sostenere davvero la trasformazione di questo Paese in senso federalista. Ma le premesse per un buon esito della trattativa, almeno da parte nostra, ci sono tutte. E grazie all’impegno del mio gruppo, il Presidente Formigoni avrà più frecce al suo arco al momento della concertazione con le istituzioni centrali. È infatti merito soprattutto della Lega se la risoluzione della Regione Lombardia prevede molte più competenze di quelle di cui si è... ...discusso nella prima fase del dibattito sull’applicazione del Titolo V. Come sempre siamo stati avanguardia del cambiamento, riuscendo persino a “contaminare” ambienti decisamente più restii alle trasformazioni autonomiste. Tanto che oggi gli altri partiti della maggioranza hanno deciso di seguirci su questa strada, collaborando e avanzando dei loro progetti. Speriamo che un atteggiamento analogo possa fare breccia anche nel centrosinistra che fino ad ora ha preferito rimanere arroccato sulle sue posizioni. Il redde rationem del resto è vicino. A partire dal 27 marzo, quando la nostra risoluzione arriverà al vaglio dell’Aula, vedremo chi ha davvero a cuore l’interesse dei lombardi e chi preferisce rimanere ancorato a logiche di partito. Vedremo chi vorrà dare una concreta risposta alla domanda di federalismo che viene dalla nostra gente, come dimostrato anche dal voto largamente maggioritario in tutto il lombardo-veneto a sostegno del referendum confermativo sulla riforma della Costituzione del 2006 e chi invece preferirà continuare a piegare la testa e dire signorsì a Roma.[La Padania: 15/03/2007]