Etnicarchia

I soliti contaballe di sinistra


I dossier illeciti sono tutte balle. Bossi querela Sasinini"Una bufala colossale". Cosi' si e' espresso Umberto Bossi dopo aver appreso la notizia per cui, nell' inchiesta sui dossier illeciti, sarebbe emersa traccia di un accordo tra il leader della Lega e Silvio Berlusconi per il versamento da parte di quest'ultimo di una somma di 70 miliardi, allo scopo di garantire assoluta fedelta' del Carroccio a Forza Italia. "La fedelta' esiste a fatica tra moglie e marito, figurarsi in politica", ha aggiunto Bossi con una battuta. Bossi inoltre - informa una nota del quotidiano La Padania - ha dato mandato ai suoi legali di "querelare l' ex giornalista Guglielmo Sasinini, al quale i dossier sono riconducibili".(23/03/2007) Probabilmente bisognava inventarsi un nuovo scandalo per fare il pari con il caso Sircana e per distogliere l'attenzione dalle figuracce del governo in politica estera oltre che per minare il terreno in occasione delle prossime, imminenti, amministrative.DOSSIER ILLECITIAmministrative, arriva la polpetta avvelenata  LEONARDO BORIANI --------------------------------------------------------------------------------Sopra parliamo, e titoliamo, di pane che il governo toglie (anche fisicamente, come accaduto a Villa Bartolomea, in provincia di Verona) alla Padania. Qui parliamo di polpette (avvelenate) con le quali qualcuno pensa di apparecchiare il tavolo delle amministrative. Polpette per avvelenare Bossi e Berlusconi o per intossicare il loro rapporto. Purtroppo per l’avvelenatore i due leader hanno immediatamente trovato l’accordo proprio sulla notizia: Berlusconi ha parlato di «pura fantasia», Bossi di «bufala colossale». E i rispettivi avvocati sono pronti ad agire nelle sedi opportune.Il Segretario della Lega è stato più sapido: «Trovino la quadra: da una parte mi accusano di andare verso la sinistra, dall’altra mi accusano di aver preso soldi dalla destra. La fedeltà non esiste quasi tra moglie e marito, figuriamoci in politica».Una chiosa che suona a campana martello per le affermazioni esplose fragorosamente attorno alle 18 di ieri quando le agenzie hanno battuto la notizia di un passaggio di 70 miliardi di lire da Berlusconi a Bossi “in cambio della totale fedeltà”.La notizia-polpetta sarebbe stata trovata in una delle agende degli indagati nell’inchiesta sui dossier illeciti, quel Guglielmo Sasinini, ex giornalista, ex responsabile di una sorta di ufficio analisi della Security Telecom, ex esperto di questioni medio-orientali... Insomma, un ex in tutti i sensi, attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere. Uno, tanto per intenderci, del quale Giuliano Tavaroli, principale imputato della vischiosa vicenda Telecom&affini, rideva alla grande, come si legge in un articolo del Corriere della Sera datato 10 ottobre 2006. Basta andare a rileggere quelle frasi, quei virgolettati di Tavaroli che parlava di Sasinini (ridendo...), dei loro primi incontri, del loro rapporto di lavoro che più casareccio non si può, degli improbabili compensi che percepiva, delle loro mosse per capire che siamo davanti a un pistola con la P maiuscola. Un pistola, però, che faceva sapere di essere al corrente di «tangenti versate ai politici» e di vantarsi di «aver fatto lui questi giri documentandoli». Bravo, e accorto, quindi, apparentemente, ma in realtà un disordinato che lasciava in giro agende con scritti confusi, a casaccio. Come si evince dalla notizia di cui sopra: l’epoca del passaggio di soldi sarebbe stata quella “del pre-governo Berlusconi”; la casa di Bossi in quel periodo “sarebbe stata pignorata per debiti”, con passaggi riguardanti Tremonti e Minniti. Tutto talmente generico e frammentato da far nascere immediatamente dubbi, perplessità e anche sorrisi di compatimento. Però la polpetta è stata messa sul tavolo e immaginiamo che da oggi comincerà la solita, lunga litania di notizie e contronotizie. Sgombriamo subito il campo: a noi pare una autentica puttanata. Detto questo, restiamo in attesa degli eventi. Soprattutto di come si schiereranno i soliti “indignati speciali” in servizio permanente, tanto solerti nell’offrire il loro incondizionato appoggio ad un politico molto chiacchierato negli ultimi tempi.[La Padania: 23/03/2007]