«Riduzione per l’anno 2007 delle aliquote di accisa sul metano per combustione per usi civili per i consumi nei territori diversi da quelli di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978 n.218», così si intitola il decreto del 23 febbraio del ministero dell’Economia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo, decreto che, al contrario di quanto si potrebbe intuire dal titolo, nasconde in se una nuova stangata per i cittadini residenti nelle aree del centro-nordLe famiglie che vivono a Nord o al centro d’Italia si troveranno infatti una bolletta del gas più cara del 12%. Il governo ha deciso infatti un aumento dell’accisa (l’imposta erariale) sul metano per riscaldamento, nelle regioni del Centro-Nord, e - UDITE UDITE - con effetto retroattivo dal primo gennaio 2007. Ogni anno il ministero dell’Economia deve emanre un decreto atto ad "armonizzare" le tariffe e ridurre gli squilibri esistenti tra le varie zone del Paese. Mentre, nel 2006, il govendo della CDL aveva abbassato l'accisa 41,40 euro per mille metri cubi,il governo "unionista" l’ha riportata a 46,30 euro, escluse le regioni del Mezzogiorno, dove l’aliquota per la stessa tariffa è attualmente di 38,65 euro per mille metri cubi.Ma non eravamo tutti "italiani"? Perché chi consuma di più deve pagare di più un servizio indispensabile come il riscldamento o il gas per cucinare??Ma non finisce qui...Un'indagine Help Consumatori sul prezzo del pane
(vedi qui) evidenzia come "A Reggio Emilia la rosetta più cara d'Italia: costa il 65% in più che a Benevento"e continua
"Questa volta è la rosetta a dividere l'Italia a metà. Se al Nord, infatti, i consumatori pagano in media quasi 25 cent di € per una rosetta, al Sud il prezzo scende del 30%, a 15 cent di €. La distanza tra Nord e Sud non si riduce neppure se prendiamo in considerazione i prezzi di 1 Kg di pane casereccio: nelle regioni settentrionali costa oltre il 40% (3 €/Kg) in più rispetto a quelle meridionali (1,75 €/kg).Secondo l'indagine di HC, che ha messo a confronto i prezzi di due tipi di pane comune in 28 capoluoghi di provincia della penisola, in Italia una rosetta (85g) costa in media 20 cent, mentre 1 Kg di pane casereccio circa 2,33 €: al Nord la media è 25 cent di € per la rosetta e 3 € per il pane casereccio, al Centro rispettivamente 17 centesimi e 1,87 €, mentre al Sud 15 centesimi e 1,75 €."Ma non eravamo tutti italiani?? tutti UGUALI????Perché non ripensare (e qui gli italici e sinistri sindacati rabbrividiranno...) ad una contrattazione differenziata a seconda delle diverse zone del paese, magari su base regionale?Perché non reintrodurre le gabbie salariali che la triplice si compiace di avere eliminato?«A fine anni ‘60 i sindacati sollevano, in sede contrattuale, il problema delle gabbie salariali in una vertenza condotta unitariamente - si legge nel sito della Cgil - Le differenze tra zona e zona sono consistenti, anche se ridotte da due accordi nel 1953 e nel 1961. L'obiettivo di eliminare del tutto le sperequazioni geografiche viene raggiunto in base ad un accordo concluso tra Fiom e Industriali».Peccato che, a distanza di oltre quarant'anni questa "conquista", di cui la triplice continua a vantarsi, non si sia rivelata tale, sicuramente non per i lavoratori, tanto meno per quelli del Nord. Una bella conquista solamente per i sindacati che si trovano tra le mani la centralizzazione di ogni contratto a livello italiano, in barba alle "sperequazioni geografiche" che, col passare degli anni, si sono ulteriormente accentuate....E' forse una conquista quella di avere i lavoratori del Nord, con prezzi (vedi esempio del pane o del gas) e affitti a volte doppi rispetto al Sud ma con lo stesso identico stipendio percepito?E c'è ancora qualcuno che vuol farci credere che l'italia sia una sola..... o una sòla????