Etnicarchia

Eutanasia della satira Arci senza...


  Stefania Piazzo --------------------------------------------------------------------------------
Alla cultura di sinistra è concesso tutto, guai pensare che la satira possa diventare diffamazione, oltraggio, offesa, violenza verbale. Se lo pensi finisci tu querelato: sei razzista, sfascista, squadrista. Perché a sinistra, ti sia chiaro, tutto è solo libertà d’opinione. Tanto più se il sarcasmo politico sbianchetta la vita degli altri e quegli “altri” si chiama Umberto Bossi.L’ultima immunità, anzi, l’ultima guarentigia extraparlamentare di insindacabilità sulla libera espressione del pensiero arriva questa volta dal circolo Arci di Arcore, l’Arciblob.Il manifesto sul tesseramento 2007 - di cui ha dato notizia ieri Il Giornale di Vimercate - appeso sui muri dei comuni brianzoli dedicato al Senatur è un capolavoro di intolleranza al coraggio di vivere, di censura al diritto di fare politica, di essere - per fortuna - diversi, rispetto alla sinistra antagonista, no global, che esalta la società multietnica, che solidarizza con i compagni che sbagliano, che ha nostalgia degli anni ’70. Morale: chi è diverso da te può anche crepare. Meglio se lo aiuti. Ma solo così, per ridere. Anzi, l’eutanasia risolve tutto, anche la scomoda presenza sulla scena politica di un Umberto Bossi provato dalla malattia.“Basta soffrire. Eutanasia ora! Sostieni il progresso”. Ovviamente è una metafora di sinistra, quindi è intelligente.Compagni complimenti. Pensavamo che l’Arci, erede delle storiche Case del Popolo, avesse ben chiaro cosa fosse fare cultura, promuovere il confronto politico, nel rispetto della vita. Ma i tempi cambiano. Anche le scritte con il marchio Br che minacciano un vescovo solo perché non la pensa come loro in fatto di famiglia e visione della società, esprimono, persino per il ministero dell’Interno, solo un sentimento anticlericale. Morta lì. Tanto che Bagnasco dice messa con la scorta armata.Compagni complimenti. Colpevolizzare, ridicolizzare il sentimento del dolore, l’aver subito una importante sofferenza, l’aver lottato tra la vita e la morte e averla spuntata, è satira? Capitasse ad un tesserato dell’Arci di Arcore, ci sarebbe da ridere?Compagni complimenti. L’intellighentia di sinistra che si esprime ai suoi massimi livelli ci riprova sempre. Ricordate Merlo quando scrisse “Non sorprende che Bossi, gran maestro pataccaro anche da impedito voglia credere di aver optato per Strasburgo” o la teologa Zarri, “È stato curato da un medico. Serviva invece un veterinario”. Ricordate, infine, Enzo Carra a Montecitorio: “Ecco cosa succede a chi vuole dividere il Paese”. Ecco cosa succede ad avere cattivi maestri, santi patroni nei tribunali, e disprezzo per il diverso. Altro che razzismo... [La Padania 18/04/2007]