voto DECISIVO PER il PARLAMENTOJames Bond contro il “mister” per l’indipendenza della Scozia FRANCESCA MORANDI-------------------------------------------------------------------------------- James Bond lotta per l’indipendenza della Scozia contro il capo dei “Diavoli Rossi”. Non si tratta di un’inedita puntata della nota serie dello 007 britannico ma piuttosto di un importante appuntamento politico che si terrà il prossimo 4 maggio quando gli scozzesi andranno alle urne per rinnovare il parlamento locale in un voto che potrebbe conferire alla Scozia una libertà che perdette 300 anni fa con l’unificazione al Regno Unito.Per l’evento sono scesi in campo come avversari una star del cinema e un asso dello sport: Sean Connery, scozzese e convinto indipendentista, si confronterà infatti con un altro scozzese, ma di fede laburista e anti-secessionista, ovvero Alex Ferguson, allenatore dei “Diavoli Rossi”, soprannome dei giocatori della squadra di calcio Manchester United.In questi giorni il famosissimo interprete dell’agente segreto al servizio di Sua Maestà appare in uno spot elettorale, trasmesso in tutte le reti tv locali, in cui sostiene lo Scottish Nationalist Party (Snp), il partito nazionalista scozzese, che, se dovesse vincere le elezioni di maggio - come preannunciano i sondaggi - ha già fatto sapere che indirà un referendum per l'indipendenza.Il 76enne attore, che da tempo è finanziatore del Snp, non ha mai tenuto nascoste le sue convinzioni politiche, tanto che lo scorso aprile, in un’intervista al Sunday Times, dichiarò: «Sto aspettando l’indipendenza da sempre. Come molti altri scozzesi che vivono all'estero voglio tornare a casa in una Scozia indipendente. Il mio cuore è rimasto lì».Connery si trasferì a Londra verso la fine degli anni Cinquanta e nei primi anni Settanta, traslocò in Spagna. Attualmente vive alle Bahamas. Ma ora giura, che se la Scozia diventerà indipendente, tornerà a vivere nella sua terra dopo 50 anni di assenza.Sul fronte opposto mostra i muscoli l’allenatore dei Manchester United, Alex Ferguson, “assunto” da Londra per promuovere le posizioni del governo laburista che teme di perdere le briglie sulla Scozia. Il più preoccupato è il premier Tony Blair che, 5 anni fa, firmò una riforma della devoluzione che conferì alla Scozia un’ampia autonomia e un parlamento locale. Proprio a Blair sarebbe attribuita la responsabilità di un’eventuale secessione.Oggi la Scozia gode di un sistema giuridico autonomo, un separato sistema scolastico e un parlamento locale con diverse competenze legislative nelle materie di interesse nazionale scozzese. Ma dietro l’angolo potrebbe esserci una svolta indipendentista ancora più marcata. Ora la parola va agli scozzesi.[LA PADANIA: 01/05/2007]