GIORNALE DI BRESCIA - LETTERE AL DIRETTORE giovedì, 27 agosto 2009Da molti giorni ormai, non si fa che criticare l'onorevole Umberto Bossi perché, si scrive e si dice in televisione, vuole sostituire l'inno di Mameli con il Va pensiero. Altre critiche le ho lette sul Giornale di Brescia, dove "fratel don Chiappa", nonostante i molti problemi come la ormai continua disaffezione dei fedeli alla vita delle parrocchie, si preoccupa di ciò che Bossi avrebbe detto alla festa della Lega Nord di Ponte di Legno.Io credo che ogni persona in buona fede, non dovrebbe cadere nella trappola della critica ad ogni costo senza prima essersi informata della veridicità di quanto va a criticare, altrimenti rischia di essere considerata in malafede.Io ero presente quella sera al palasport di Ponte di Legno, stracolmo di gente e l'unica cosa che Bossi ha detto è che "in Padania il Va pensiero lo conoscono tutti, l'inno di Mameli no".Da qui, a creare il polverone mediatico che tutti abbiamo visto, ce ne corre. Forse molti temono talmente la Lega Nord per la vicinanza dei suoi massimi rappresentanti alla gente o per le verità che dice, differenziandosi in questo dai vecchi politicanti, al punto che, ogni starnuto di Bossi diventa una bomba atomica.Anche lei "fratel don Chiappa", si accoda ai politicanti? Anche lei "fratel don Chiappa" si unisce al codazzo di chi non avendo nulla di meglio da dire offende i Padani indicandoli come gente che pensa solo a tener "la mano ben custodita all'interno del doppiopetto della giacca"? Anche lei "fratel don Chiappa" parla di un'inesistente Padania ma, dei "padani" e fra questi inevitabilmente molti "odiati" leghisti che contribuiscono, con il loro duro lavoro, al benessere di tutti, anche con il loro reale volontariato indirizzato all'aiuto dei bisognosi nel mondo, vedi la Copam, non potete e volete farne a meno.In quanto a quello che Bossi ha detto, la conferma gliela dà lei con le strofe scritte nella sua lettera, si informi e veda quanti le conoscono e si chieda pure se quel parlamentare, di cui ha taciuto il nome, che vuole rendere la conoscenza dell'inno obbligatoria ai "Bossi e Bossini" (che democrazia!!) se lui l'inno lo conosce in tutte le sue molte strofe e non solo le solite due che tutti cantano. Concludo, dedicando un pensiero a tutti quei cittadini senza lavoro o sottopagati ed ai cristiani sparsi in quelle zone del mondo dove ancora oggi vengono massacrati per la loro fede e nel silenzio quasi totale che, a differenza di chi problemi e preoccupazioni non ha, vorrebbero che le loro preoccupazioni si limitassero all'inno ed a cose del genere.Meditate gente, meditate.Rachele PennaBrescia
Disinformazione alla base del polverone
GIORNALE DI BRESCIA - LETTERE AL DIRETTORE giovedì, 27 agosto 2009Da molti giorni ormai, non si fa che criticare l'onorevole Umberto Bossi perché, si scrive e si dice in televisione, vuole sostituire l'inno di Mameli con il Va pensiero. Altre critiche le ho lette sul Giornale di Brescia, dove "fratel don Chiappa", nonostante i molti problemi come la ormai continua disaffezione dei fedeli alla vita delle parrocchie, si preoccupa di ciò che Bossi avrebbe detto alla festa della Lega Nord di Ponte di Legno.Io credo che ogni persona in buona fede, non dovrebbe cadere nella trappola della critica ad ogni costo senza prima essersi informata della veridicità di quanto va a criticare, altrimenti rischia di essere considerata in malafede.Io ero presente quella sera al palasport di Ponte di Legno, stracolmo di gente e l'unica cosa che Bossi ha detto è che "in Padania il Va pensiero lo conoscono tutti, l'inno di Mameli no".Da qui, a creare il polverone mediatico che tutti abbiamo visto, ce ne corre. Forse molti temono talmente la Lega Nord per la vicinanza dei suoi massimi rappresentanti alla gente o per le verità che dice, differenziandosi in questo dai vecchi politicanti, al punto che, ogni starnuto di Bossi diventa una bomba atomica.Anche lei "fratel don Chiappa", si accoda ai politicanti? Anche lei "fratel don Chiappa" si unisce al codazzo di chi non avendo nulla di meglio da dire offende i Padani indicandoli come gente che pensa solo a tener "la mano ben custodita all'interno del doppiopetto della giacca"? Anche lei "fratel don Chiappa" parla di un'inesistente Padania ma, dei "padani" e fra questi inevitabilmente molti "odiati" leghisti che contribuiscono, con il loro duro lavoro, al benessere di tutti, anche con il loro reale volontariato indirizzato all'aiuto dei bisognosi nel mondo, vedi la Copam, non potete e volete farne a meno.In quanto a quello che Bossi ha detto, la conferma gliela dà lei con le strofe scritte nella sua lettera, si informi e veda quanti le conoscono e si chieda pure se quel parlamentare, di cui ha taciuto il nome, che vuole rendere la conoscenza dell'inno obbligatoria ai "Bossi e Bossini" (che democrazia!!) se lui l'inno lo conosce in tutte le sue molte strofe e non solo le solite due che tutti cantano. Concludo, dedicando un pensiero a tutti quei cittadini senza lavoro o sottopagati ed ai cristiani sparsi in quelle zone del mondo dove ancora oggi vengono massacrati per la loro fede e nel silenzio quasi totale che, a differenza di chi problemi e preoccupazioni non ha, vorrebbero che le loro preoccupazioni si limitassero all'inno ed a cose del genere.Meditate gente, meditate.Rachele PennaBrescia