Riporto di seguito l'interessante articolo apparso sul Bresciaoggi di domenica 14/02.Si sta concretizzando l'inciucione regionale che avevo "profetizzato" qualche mese fa (il 10 novembre scorso) sempre sul mio blog...http://blog.libero.it/theriddle/7971224.htmlSono convinto però che i camuni non siano così stupidi da farsi abbindolare da certi "poltronisti-professionisti". BresciaOggi - 14/02/2010 Le manovre. Il sostegno a Formigoni ma la preferenza al proprio candidatoCentrosinistra e Pdl trattano per il voto disgiunto in RegioneSul piatto un’importante presidenza per l’ex presidente della Comunità montana Alessandro Bonomelli. Ma il progetto non avrà vita facile (pag. 21) Fondata o meno l'indiscrezione è destinata comunque a far molto rumore. E se tra meno di due mesi, a seggi chiusi, trovasse riscontro nei risultati elettorali, contribuirebbe sicuramente ad avvallare (e ad incancrenire ulteriormente i rapporti già tesi) le dichiarazioni fatte lo scorso autunno da Mario Maisetti, esponente valligiano di spicco della Lega nord nonchè assessore provinciale, allorchè si costituirono gli organi di governo di Comunità montana e Consorzio Bim. Al momento di scegliere i leader degli enti, Maisetti rispedì sdegnosamente al mittente l'invito a sedere nella stanza dei bottoni per dar vita «al governo dei sindaci» e bollò l'accordo come un inciucio tra Pd, Pdl e liste civiche. A DISTANZA di qualche mese, in vista delle elezioni di marzo, l'inciucio in salsa camuna potrebbe addirittura assumere connotazioni regionali. Da qualche settimana, infatti, circola insistente la voce che in cambio di una poltrona importante da assegnare all'ex presidente dell'ente Alessandro Bonomelli, alcuni membri del gruppo di sindaci del centrosinistra, che contribuirono con l'accordo trasversale a portare sullo scranno più alto del palazzo di Piazza Tassara a Breno l'attuale presidente Corrado Tomasi e al Bim Francesco Gelfi, sarebbero disposti a «turarsi il naso» e a votare (e invitare a fare altrettanto i loro simpatizzanti) per l'avversario politico Roberto Formigoni. O meglio votare disgiuntamente: una croce sul candidato del partito di appartenenza e l'altra sulla lista del «nemico». Si dice che il fine giustifica i mezzi. Ma come giustificare ai propri elettori un'operazione decisamente sporca? Come convincerli a votare per l'avversa parte politica? E per che cosa? Semplice: chiamando in gioco il bene comune. In questo caso la montagna. O meglio: quanto di buono hanno fatto negli ultimi anni presidente e giunta regionale stanziando decine di milioni di euro per contribuire alla realizzazione del «grande sogno» l'ampliamento del demanio sciabile dell'alta Valle e le altre infrastrutture annesse. Poi ci sarebbe il «sogno numero due» riguardante lo sviluppo della media e bassa valle, infine, il numero tre riconducibile al rilancio della Valsaviore, uno dei territori più poveri e marginali dal punto di vista socio-economico della valle dell'Oglio. E così via, perchè sul tavolo ci sarebbero altri progetti ( e incarichi) minori. GRANDI E PICCOLI sogni che chiaramente non potranno concretizzarsi senza i necessari contributi regionali. Per cui meglio farsi amici gli avversari. Così i pezzi da novanta del gruppo di sindaci avrebbero preventivamente sondato il terreno con un assessore regionale amico. Poi le trattative sarebbero proseguite sottotraccia. Da settimane si succederebbero incontri riservati e cene in luoghi fuori mano. Primi cittadini e responsabili politici locali si sarebbero recati più volte a Milano per perorare la causa Bonomelli. Bocciata la richiesta iniziale (un posto nel listino di Formigoni) l'accordo sarebbe infine stato raggiunto per una poltrona ben retribuita in un consiglio di amministrazione di una delle molte società partecipate dalla Regione Lombardia. Voci, dicevamo. Voci che però hanno già messo sul piede di guerra diversi sindaci camuni che non condividono il patto. I quali nelle opportune sedi avrebbero manifestato l'intenzione di stracciare le tessere del Pd se l'operazione dovesse andare in porto. Lino Febbrari
Valcamonica: Inciuci, inciuci, sempre inciuci...
Riporto di seguito l'interessante articolo apparso sul Bresciaoggi di domenica 14/02.Si sta concretizzando l'inciucione regionale che avevo "profetizzato" qualche mese fa (il 10 novembre scorso) sempre sul mio blog...http://blog.libero.it/theriddle/7971224.htmlSono convinto però che i camuni non siano così stupidi da farsi abbindolare da certi "poltronisti-professionisti". BresciaOggi - 14/02/2010 Le manovre. Il sostegno a Formigoni ma la preferenza al proprio candidatoCentrosinistra e Pdl trattano per il voto disgiunto in RegioneSul piatto un’importante presidenza per l’ex presidente della Comunità montana Alessandro Bonomelli. Ma il progetto non avrà vita facile (pag. 21) Fondata o meno l'indiscrezione è destinata comunque a far molto rumore. E se tra meno di due mesi, a seggi chiusi, trovasse riscontro nei risultati elettorali, contribuirebbe sicuramente ad avvallare (e ad incancrenire ulteriormente i rapporti già tesi) le dichiarazioni fatte lo scorso autunno da Mario Maisetti, esponente valligiano di spicco della Lega nord nonchè assessore provinciale, allorchè si costituirono gli organi di governo di Comunità montana e Consorzio Bim. Al momento di scegliere i leader degli enti, Maisetti rispedì sdegnosamente al mittente l'invito a sedere nella stanza dei bottoni per dar vita «al governo dei sindaci» e bollò l'accordo come un inciucio tra Pd, Pdl e liste civiche. A DISTANZA di qualche mese, in vista delle elezioni di marzo, l'inciucio in salsa camuna potrebbe addirittura assumere connotazioni regionali. Da qualche settimana, infatti, circola insistente la voce che in cambio di una poltrona importante da assegnare all'ex presidente dell'ente Alessandro Bonomelli, alcuni membri del gruppo di sindaci del centrosinistra, che contribuirono con l'accordo trasversale a portare sullo scranno più alto del palazzo di Piazza Tassara a Breno l'attuale presidente Corrado Tomasi e al Bim Francesco Gelfi, sarebbero disposti a «turarsi il naso» e a votare (e invitare a fare altrettanto i loro simpatizzanti) per l'avversario politico Roberto Formigoni. O meglio votare disgiuntamente: una croce sul candidato del partito di appartenenza e l'altra sulla lista del «nemico». Si dice che il fine giustifica i mezzi. Ma come giustificare ai propri elettori un'operazione decisamente sporca? Come convincerli a votare per l'avversa parte politica? E per che cosa? Semplice: chiamando in gioco il bene comune. In questo caso la montagna. O meglio: quanto di buono hanno fatto negli ultimi anni presidente e giunta regionale stanziando decine di milioni di euro per contribuire alla realizzazione del «grande sogno» l'ampliamento del demanio sciabile dell'alta Valle e le altre infrastrutture annesse. Poi ci sarebbe il «sogno numero due» riguardante lo sviluppo della media e bassa valle, infine, il numero tre riconducibile al rilancio della Valsaviore, uno dei territori più poveri e marginali dal punto di vista socio-economico della valle dell'Oglio. E così via, perchè sul tavolo ci sarebbero altri progetti ( e incarichi) minori. GRANDI E PICCOLI sogni che chiaramente non potranno concretizzarsi senza i necessari contributi regionali. Per cui meglio farsi amici gli avversari. Così i pezzi da novanta del gruppo di sindaci avrebbero preventivamente sondato il terreno con un assessore regionale amico. Poi le trattative sarebbero proseguite sottotraccia. Da settimane si succederebbero incontri riservati e cene in luoghi fuori mano. Primi cittadini e responsabili politici locali si sarebbero recati più volte a Milano per perorare la causa Bonomelli. Bocciata la richiesta iniziale (un posto nel listino di Formigoni) l'accordo sarebbe infine stato raggiunto per una poltrona ben retribuita in un consiglio di amministrazione di una delle molte società partecipate dalla Regione Lombardia. Voci, dicevamo. Voci che però hanno già messo sul piede di guerra diversi sindaci camuni che non condividono il patto. I quali nelle opportune sedi avrebbero manifestato l'intenzione di stracciare le tessere del Pd se l'operazione dovesse andare in porto. Lino Febbrari