Sull'argomento se ne sono dette molte in questi giorni, pertanto nemmeno io posso esimermi dall' esprimere la mia opinione in merito alla candidatura di Renzo Bossi alle prossime elezioni Regionali.I soliti quattro perbenisti sciatti e ipocriti si sono sollevati contro il giovane Renzo, reo, a detta loro, di essere l'incarnazione del nepotismo e dell'anti-eticità. Fiumi di inchiostro versati, qualche sparuto gruppo su Facebook creato dagli avversari politici, illustri opinionisti che discutono sull'inopportunità della candidatura di un ragazzo che ha come sola "colpa" quella di essere il giovane figlio dell'uomo che, negli ultimi venticinque anni, ha saputo cambiare il modo di far politica di questo paese.Renzo è letteralmente nato in una sede della Lega, ha vissuto ogni istante della vita del movimento, i momenti belli come quelli brutti, le pressioni, gli attacchi di magistrati, avversari politici e media. Vi chiedo: che vi aspettavate facesse il figlio di un politico (e che politico!) che invece della consueta gita fuori porta con la famiglia partecipava alle kermesse leghiste di Pontida o Venezia?Nessuno trova strano che i figli del notaio, dell'avvocato, del medico, del farmacista, del calzolaio, del commercialista, del cantante, dell'imprenditore o del calciatore intraprendano la stessa carriera dei genitori. Ma se il figlio di un politico della levatura di Umberto Bossi decide di seguire le orme del padre e confrontarsi con il giudizio dell'elettorato allora si grida allo scandalo. Probabilmente Renzo paga proprio il fatto di essere figlio di un fuoriclasse della politica, così come sicuramente lo pagherebbe il figlio di un grande campione di calcio chiamato a confrontarsi ogni giorno con l'ombra dell'importante genitore. Ma se non gli diamo la possibilità di dimostrare "sul campo" il suo valore, come potremo mai sapere se il figlio vale o meno il padre?Porto l'esempio di quello che (sebbene io sia Juventino non posso non ammetterlo) è indiscutibilmente uno dei più grandi campioni che il calcio italiano abbia mai avuto, Paolo Maldini, a sua volta figlio di un importante genitore, Cesare. I più "vecchi" ricorderanno sicuramente quando, nella solita, brutta Italia dei pettegolezzi (allora Paolo aveva poco più di sedici anni), fu montata la storia del "raccomandato", del "figlio d'arte". "Paolo gioca perché è il figlio di Cesare" si diceva. Paolino però ha dimostrato sul campo il suo valore, tant'è che quando il figlio di Paolo, Cristian, ha esordito nelle giovanili del Milan, nessuno ha più parlato di "raccomandazioni" ma bensì di "Eredità" e "dinastia".Sono sicuro che Renzo, così come papà Umberto, dimostrerà coi fatti che saprà arrivare lontano, non per caso o per altro, ma per i meriti personali dovuti all'impegno nel lavoro. E la sua giovane età non credo possa essere considerata un fattore limitante, semmai un valore aggiunto che gli permetterà portare nelle stanze dei bottoni i sogni e le istanze di noi giovani ormai frustrati da quella classe politica vecchia e stantia; una casta che demagogicamente propone uno svecchiamento della classe politica che mai attua per poi scandalizzarsi ipocritamente per la candidatura di un ragazzo di ventidue anni.A chi si straccia le vesti per la candidatura del Varesino Renzo a Brescia poi, vorrei solo far notare come Renzo sia Camuno e bresciano d'adozione avendo frequentato fin dalla tenera età la nostra bella provincia dove, oltre ad avere numerosi amici, ha anche numerosi interessi, anche professionali. La sua candidatura nella nostra circoscrizione è una naturale conseguenza delle cose. Sicuramente non ha nulla a che fare con quella di alcuni noti esponenti della politica camuna, sia del centrodestra che del centrosinistra, che alle recenti provinciali hanno preferito farsi "paracadutare" in collegi sicuri in zona Brescia città, dove l'appartenenza politica vale più della conoscenza personale, consapevoli del fatto che, a casa loro, in Camunia, non ci sarebbe stata "trippa per gatti" in quanto non avrebbero raccolto sufficienti consensi per farsi eleggere.La mia stima ed il mio rispetto e, ovviamente, la mia preferenza, vanno quindi a Renzo Bossi, che ha il coraggio di mettersi in gioco a viso aperto, confrontandosi con gli elettori, con la sua gente e con il territorio, in controtendenza rispetto a quanto sta succedendo proprio in questi giorni in Valle Camonica, dove "politici" del sinistra-centro-destra stanno, ancora una volta, "inciuciando"in spregio alla volontà dei loro elettori nascondendosi dietro il paravento del "facciamo gli interessi della montagna". Mi piacerebbe riuscire a scalare questa fantomatica montagna, sono sicuro che in vetta ci troverei una bella seggiolina.In bocca al lupo Renzo.Severino DamioliniConsigliere Comunale Lega Nord - Sellero (Bs)
Renzo Bossi e le italiche ipocrisie
Sull'argomento se ne sono dette molte in questi giorni, pertanto nemmeno io posso esimermi dall' esprimere la mia opinione in merito alla candidatura di Renzo Bossi alle prossime elezioni Regionali.I soliti quattro perbenisti sciatti e ipocriti si sono sollevati contro il giovane Renzo, reo, a detta loro, di essere l'incarnazione del nepotismo e dell'anti-eticità. Fiumi di inchiostro versati, qualche sparuto gruppo su Facebook creato dagli avversari politici, illustri opinionisti che discutono sull'inopportunità della candidatura di un ragazzo che ha come sola "colpa" quella di essere il giovane figlio dell'uomo che, negli ultimi venticinque anni, ha saputo cambiare il modo di far politica di questo paese.Renzo è letteralmente nato in una sede della Lega, ha vissuto ogni istante della vita del movimento, i momenti belli come quelli brutti, le pressioni, gli attacchi di magistrati, avversari politici e media. Vi chiedo: che vi aspettavate facesse il figlio di un politico (e che politico!) che invece della consueta gita fuori porta con la famiglia partecipava alle kermesse leghiste di Pontida o Venezia?Nessuno trova strano che i figli del notaio, dell'avvocato, del medico, del farmacista, del calzolaio, del commercialista, del cantante, dell'imprenditore o del calciatore intraprendano la stessa carriera dei genitori. Ma se il figlio di un politico della levatura di Umberto Bossi decide di seguire le orme del padre e confrontarsi con il giudizio dell'elettorato allora si grida allo scandalo. Probabilmente Renzo paga proprio il fatto di essere figlio di un fuoriclasse della politica, così come sicuramente lo pagherebbe il figlio di un grande campione di calcio chiamato a confrontarsi ogni giorno con l'ombra dell'importante genitore. Ma se non gli diamo la possibilità di dimostrare "sul campo" il suo valore, come potremo mai sapere se il figlio vale o meno il padre?Porto l'esempio di quello che (sebbene io sia Juventino non posso non ammetterlo) è indiscutibilmente uno dei più grandi campioni che il calcio italiano abbia mai avuto, Paolo Maldini, a sua volta figlio di un importante genitore, Cesare. I più "vecchi" ricorderanno sicuramente quando, nella solita, brutta Italia dei pettegolezzi (allora Paolo aveva poco più di sedici anni), fu montata la storia del "raccomandato", del "figlio d'arte". "Paolo gioca perché è il figlio di Cesare" si diceva. Paolino però ha dimostrato sul campo il suo valore, tant'è che quando il figlio di Paolo, Cristian, ha esordito nelle giovanili del Milan, nessuno ha più parlato di "raccomandazioni" ma bensì di "Eredità" e "dinastia".Sono sicuro che Renzo, così come papà Umberto, dimostrerà coi fatti che saprà arrivare lontano, non per caso o per altro, ma per i meriti personali dovuti all'impegno nel lavoro. E la sua giovane età non credo possa essere considerata un fattore limitante, semmai un valore aggiunto che gli permetterà portare nelle stanze dei bottoni i sogni e le istanze di noi giovani ormai frustrati da quella classe politica vecchia e stantia; una casta che demagogicamente propone uno svecchiamento della classe politica che mai attua per poi scandalizzarsi ipocritamente per la candidatura di un ragazzo di ventidue anni.A chi si straccia le vesti per la candidatura del Varesino Renzo a Brescia poi, vorrei solo far notare come Renzo sia Camuno e bresciano d'adozione avendo frequentato fin dalla tenera età la nostra bella provincia dove, oltre ad avere numerosi amici, ha anche numerosi interessi, anche professionali. La sua candidatura nella nostra circoscrizione è una naturale conseguenza delle cose. Sicuramente non ha nulla a che fare con quella di alcuni noti esponenti della politica camuna, sia del centrodestra che del centrosinistra, che alle recenti provinciali hanno preferito farsi "paracadutare" in collegi sicuri in zona Brescia città, dove l'appartenenza politica vale più della conoscenza personale, consapevoli del fatto che, a casa loro, in Camunia, non ci sarebbe stata "trippa per gatti" in quanto non avrebbero raccolto sufficienti consensi per farsi eleggere.La mia stima ed il mio rispetto e, ovviamente, la mia preferenza, vanno quindi a Renzo Bossi, che ha il coraggio di mettersi in gioco a viso aperto, confrontandosi con gli elettori, con la sua gente e con il territorio, in controtendenza rispetto a quanto sta succedendo proprio in questi giorni in Valle Camonica, dove "politici" del sinistra-centro-destra stanno, ancora una volta, "inciuciando"in spregio alla volontà dei loro elettori nascondendosi dietro il paravento del "facciamo gli interessi della montagna". Mi piacerebbe riuscire a scalare questa fantomatica montagna, sono sicuro che in vetta ci troverei una bella seggiolina.In bocca al lupo Renzo.Severino DamioliniConsigliere Comunale Lega Nord - Sellero (Bs)