Etnicarchia

Ci chiamano barbari, ma siamo fieri di esserlo


Chi viola le nostre piazze, viola la sacralità del domicilio dei popoliCi chiamano barbari, ma siamo fieri di esserloSiamo dei barbari. Ce lo stanno dicendo in tutte le salse.Siamo dei barbari perché abbiamo chiesto il rispetto delle leggi, l'espulsione dei clandestini, il controllo dei visti turistici e dell'uso che certi stranieri ne fanno, non per visitare il Duomo di Milano o il Castello Sforzesco, ma per spacciare e delinquere o dilettare Marrazzo.Siamo dei barbari perché ci bastano i nostri ladri e criminali, e non vogliamo anche quelli degli altri.Siamo dei barbari perché vogliamo distinguere tra lo straniero che ha voglia di lavorare e quello che vuole solo far soldi il più velocemente possibile e in qualunque modo, anche distruggendo i nostri giovani.Siamo dei barbari perché chiediamo controlli, casa per casa, se necessario, perché non vogliamo che uno arrivato qui in qualche maniera e che tira a campare nel peggiore dei modi riceva quello che è (ancora) il nostro passaporto in cambio di un paio di scontrini del caffè, giusto per dire che ha pagato le tasse anche lui.Siamo dei barbari perché non vogliamo moschee, minareti e muezzin, perché ne abbiamo pieni i coglioni di venditori abusivi sulle piazzole del metro, sui marciapiedi delle nostre strade, davanti ai supermercati, davantial garage di casa nostra.Siamo dei barbari perché stiamo dalla parte del carabiniere insultato dallo spacciatore senegalese che se ne frega, perché se apre bocca è un razzista. Lo siamo perché non vogliamo che nessuno muoia accoltellato per le strade, perché vogliamo che alla sera le nostre figlie possano attraversare tranquille il piazzale della stazione tornando a casa dopo una giornata di lavoro o di studio.Siamo dei barbari perché non piacciamo ai finissimi intellettuali cattocomunisti o comunisti e basta, tirati su a mondialismo e internazionalismo, liberi e giocondi perché tanto paga papà, con la benedizione della Caritas ambrosiana.Siamo dei barbari perché non piacciamo neanche alla nuova destra raffinata e salottiera, che lavora per fare il nostro futuro.Sì, siamo dei barbari, perché, come scriveva Friedrich Nietzsche, «solo i barbari sanno difendersi ». L'Occide nte muore perché non sa più che cosa significa difendersi, anzi, non sa nemmeno più che c'è qualcosa da difendere. Il Sessantotto, che domina ancora le nostre scuole, apertamente, e il Bilderberg, al governo in Europa, occultamente, hanno martellato le nostre teste per renderci "aperti ", senza anima e senza identità, dunque senza nulla da difendere. E sono profondamente infastiditi perché la loro losca operazione non ha funzionato del tutto.C'è qualcosa di tremendamente vicino tra il giovincello spiantato e griffato che spintona la vecchietta in metropolitana o tagliuzza i sedili del treno viaggiando con il suo branco e questi intellettuali spocchiosi, che spintonano le nostre anime, o quel che ne resta, e tagliuzzano secoli di storia e di identità, trattandoli come giocattoli vecchi. Difendersi è il gesto barbarico per eccellenza, il più vitale e il meno rassegnato. Come un antico guerriero che va incontro a chi viola il suo domicilio con l'ascia in mano, così occorre ricordare che le nostre città, le nostre strade, le nostre piazze non sono di tutti, sono appunto le "nostre " e chi le viola, viola la sacralità del domicilio dei popoli. «Solo i barbari sanno difendersi». Giuseppe Reguzzoni - La Padania 18 febbraio 2010