Ne eravamo a conoscenza da tempo, ma solo ora abbiamo ricevuto (a seguito di formale richiesta) copia del fax spedito dagli uffici del comune di Ono San Pietro (che a quanto pare è diventato una succursale del nostro Comune) dal Sindaco di Sellero Bressanelli Giampiero il 22 marzo scorso alla Corte d’appello di Brescia, nel quale si legge: “A seguito della nomina del Sig. Bressanelli Mirco a presidente di seggio (per le elezioni Regionali ndr) della sezione di Sellero si comunica che il presidente designato è attualmente capo gruppo di minoranza dello stesso comune. Si chiede per opportunità istituzionali la revoca e la nomina di un nuovo presidente.”Immediata quanto scontata e lapidaria la risposta della Presidenza della Corte d’Appello: “si respinge la richiesta non ravvisandosi i motivi per la revoca del presidente di seggio.” Ci chiediamo quale siano queste fantomatiche “opportunità istituzionali” e a quale titolo il Sindaco abbia messo in atto questo tentativo di ingerenza sulla libera scelta della Corte D’Appello, chiedendo che questa procedesse ad una nomina “intuitu personae” di persona a lui gradita ad un ufficio, quale quello di presidente di seggio per le elezioni Regionali, che nulla ha a che vedere con l’attività politico-amministrativa del Sindaco e del Comune. Sarebbe stato molto più semplice, nonché corretto, parlarne e chiedere direttamente all’interessato che avrebbe rinunciato molto volentieri all’incarico a favore di un disoccupato/a o di un cassaintegrato/a.Atteggiamenti come questi sono tipici di quella classe politica autoreferenziale che ha come riferimento fondamentale se stessa e di quei politici che, in preda ad un inarrestabile delirio di onnipotenza, considerano “la cosa pubblica” come “cosa propria” e hanno come obiettivo quello di occupare il massimo spazio possibile all’interno del sistema anche a scapito dei fondamentali principi di democrazia e convivenza civileLasciamo ai cittadini il compito di esprimere un giudizio etico e morale su ciò che è successo e li invitiamo a ragionare su questi avvenimenti che investono direttamente le regole della democrazia nel nostro paese.Ci chiediamo però se un Sindaco che utilizzasse la sua posizione di ufficiale di governo per contrastare gli avversari politici, anche al di fuori dell’ambito politico-amministrativo, potrebbe ancora definirsi Sindaco di tutti.
Il delirio di onnipotenza del Sindaco di Sellero.
Ne eravamo a conoscenza da tempo, ma solo ora abbiamo ricevuto (a seguito di formale richiesta) copia del fax spedito dagli uffici del comune di Ono San Pietro (che a quanto pare è diventato una succursale del nostro Comune) dal Sindaco di Sellero Bressanelli Giampiero il 22 marzo scorso alla Corte d’appello di Brescia, nel quale si legge: “A seguito della nomina del Sig. Bressanelli Mirco a presidente di seggio (per le elezioni Regionali ndr) della sezione di Sellero si comunica che il presidente designato è attualmente capo gruppo di minoranza dello stesso comune. Si chiede per opportunità istituzionali la revoca e la nomina di un nuovo presidente.”Immediata quanto scontata e lapidaria la risposta della Presidenza della Corte d’Appello: “si respinge la richiesta non ravvisandosi i motivi per la revoca del presidente di seggio.” Ci chiediamo quale siano queste fantomatiche “opportunità istituzionali” e a quale titolo il Sindaco abbia messo in atto questo tentativo di ingerenza sulla libera scelta della Corte D’Appello, chiedendo che questa procedesse ad una nomina “intuitu personae” di persona a lui gradita ad un ufficio, quale quello di presidente di seggio per le elezioni Regionali, che nulla ha a che vedere con l’attività politico-amministrativa del Sindaco e del Comune. Sarebbe stato molto più semplice, nonché corretto, parlarne e chiedere direttamente all’interessato che avrebbe rinunciato molto volentieri all’incarico a favore di un disoccupato/a o di un cassaintegrato/a.Atteggiamenti come questi sono tipici di quella classe politica autoreferenziale che ha come riferimento fondamentale se stessa e di quei politici che, in preda ad un inarrestabile delirio di onnipotenza, considerano “la cosa pubblica” come “cosa propria” e hanno come obiettivo quello di occupare il massimo spazio possibile all’interno del sistema anche a scapito dei fondamentali principi di democrazia e convivenza civileLasciamo ai cittadini il compito di esprimere un giudizio etico e morale su ciò che è successo e li invitiamo a ragionare su questi avvenimenti che investono direttamente le regole della democrazia nel nostro paese.Ci chiediamo però se un Sindaco che utilizzasse la sua posizione di ufficiale di governo per contrastare gli avversari politici, anche al di fuori dell’ambito politico-amministrativo, potrebbe ancora definirsi Sindaco di tutti.