LINGUE OSCUREM'interesso alla conoscenza. Al prezzo da pagare, per esempio, se si amputa prematuramente il pensiero di poche utopie. Se si cerca di spiegare più di un paesaggio per volta o l'importanza dei baci sparsi sui continenti col susseguirsi dei secoli. Se la coscienza replica, tra i frammenti composta a mano, se insiste proporzionale al grande ruggito dell'io.
M'interesso alla conoscenza perché vi sono strutture invisibili nelle nostre ossa che ci fanno uscire dall'infanzia e dalle manovre familiari. L'infanzia non basta quando si vive in mezzo ai pianeti e alla menzogna. Certo, il cane dell'anima, appollaiato sulla sua anatomia, grande interprete delle lingue oscure, vigila per non compromettere le nostre possibilità di salvezza in mezzo agli esseri parlanti, dispensa sempre un po' di speranza a forza di somigliare a qualcuno. Suppongo che il ricorso collettivo all'io faciliti l'intensità in mezzo ai pianeti e alla menzogna. Da Langues obscures, Éditions de l'Hexagone, Montréal, 1992