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Messaggio N° 28 |
21-01-2005 |
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Cambio fornitura musicale, oggi. E dato che sono io la principale addetta alla sala operativa (chiamata volgarmente segreteria, ma è qui l'impianto stereo e me lo gestisco io) ho dato una spolverata ai miei cd preferiti. Da stamattina alle nove mi hanno già fatto togliere, nell'ordine: 1. Aguaplano di Paolo Conte (durato parecchio, sono arrivata fino a Ratafià; dopo, devono essersi tutti svegliati). 2.Alan Stivell (minima durata storica di ascolto, al secondo minuto del primo pezzo Adri è comparsa sulla porta e non è servito nemmeno che aprisse la bocca per capire che voleva! sigh!). 3. fuori come va, di Ligabue (è andata abbastanza bene, solo che arrivato a Libera uscita, il cd era stanco, e ha iniziato a latrare... peccato). Pensando di andare più sul popolare, ho messo de Andrè, il doppio con la Pfm. Scelta ok, è andata liscia fino all'ora di pranzo ( e intanto io canto, canticchio, stonicchio, sottovoce, ma non riesco a non cantare proprio). Il pomeriggio sta andando male, direi. Dopo avermi bocciato all'unanimità Chet, dopo aver storto il naso e democraticamente lanciato fuori dalla finestra il buon Tom Waits (ma come fa a non piacere la sua voce, come, come?????), hanno sorvolato, rassegnati, su Loreena Mc Kennitt (grazieeeeee) ed ora sto ascoltando, forse per intero, Rimmel...
Mi sono presa dell'antiquata, della demenziale, mi hanno suggerito alcun posti non squisitamente raffinati dove passare il mio tempo, ma-ma-ma... non sanno che gli aspetta domani!!!
Intanto, canto...
Pezzi di vetro
(F. De Gregori)
L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono che ha due anime e un sesso,
di ramo duro il cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle
mentre balla e balla, sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo, né acrobata
né mangiatore di fuoco
piuttosto un santo a piedi nudi
quando vedi che non si taglia già lo sai
ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni e nelle pieghe della
mano
una linea che gira, lui risponde serio " è mia",
sottintende la vita e la fine del discorso la conosci
già,
era acqua corrente un po' di tempo fa
e ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta e vince sui vetri
e spezza bottiglie e ride e sorride perché
ferirsi non è possibile, morire meno che mai e poi
mai.
E insieme visitate la notte
che dicono è due anime e un letto
e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo
lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso
tentativo di stupire quando dice
"è quattro giorni che ti amo,
ti prego non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai
hai lasciato in un minuto tutto quel che hai,
però stai bene dove stai.
Però stai bene dove stai.
Mi piace troppo, mi piace :) |
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Inviato da lapsus_lapsus @ 17:55
COMMENTI: 0 |
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Messaggio N° 27 |
20-01-2005 |
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Giornata tranquilla oggi. Nessuno ha scalpitato per un ritardo, nessun appuntamento saltato. Ho avuto anche il tempo di farmi una passeggiata nei blog. Poi però, come sempre, ho preferito, nei momenti di niente da fare, sedermi in sala d'attesa e fare due chiacchiere con le persone. Mi piace starle ad ascoltare. A volte può sembrare che sia una pettegola, ma non c'è gran pettegolezzo, fra i pazienti, non si conoscono, per lo più, tra di loro e non c'è quindi nessun bersaglio su cui sparlare. Quello che mi piace, e di cui ancora, dopo anni, mi stupisco, è cme le persone siano spesso in cerca anche solo di uno sguardo che dia loro il la per potersi raccontare. A volte, certo, ne escono confidenze assurde, talvolta quasi da macchietta. Più spesso però trovo davvero prsone sole, che hanno bisogno di un orecchio che le ascolti e di un sguardo che confermi loro un'esistenza oltre il normale quotidiano. Non so cosa ho scritto. Se mi rileggo, cancello di sicuro, quindi, chiudo tutto e vado a casa.
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Inviato da lapsus_lapsus @ 18:55
COMMENTI: 4 |
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Messaggio N° 26 |
18-01-2005 |
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Mi piace lo sfarfallare inesatto dei fiocchi di neve. Non si dirigono, come le gocce di pioggia, direttamente a terra, no. Corrono, rallentano, piccoli passi di danza, in una coreografia improvvisata e perfetta. Il lampione di fronte alla finestra del mio ufficio me la regala tutta, questa danza candida. La terra sotto le betulle del parco è già imbiancata. Mi sono distratta continuamente, questo pomeriggio, a gustarmi questo spettacolo che profuma di silenzio. E no, signori miei, non vale ricordarmi ora che la neve sull'asfalto mi fa un po' paura. E nemmeno che sono l'unica che non ha montato le gomme da neve! Ancora cinque minuti di emozioni infantili, di voglia di gioco, di stupore bianco. Poi, lo so, sbufferò anche io.
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Inviato da lapsus_lapsus @ 18:54
COMMENTI: 2 |
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