Sì, solo chi è ottuso non cambia. Cambiare non significa ripudiare se stessi,ma evolvere qualcosa di sè per migliorarsi e per "non restare ai margini della vita come osservatori passivi" (giuste parole scrittemi da un'amica). Perchè è più difficile accettare i riflessi di noi stessi che cogliamo negli altri?Certo è che, quando li(ci) vediamo negli altri (nei quali noi riflettiamo), significa che siamo simili. Non uguali ma simili. Quindi noi riflettiamo in coloro con cui siamo simili,idem per loro in noi.Quando non c'è riflessione non c'è similitudine, e quindi c'è diversità. Ma quando manteniamo attive le nostre percezioni, ci accorgiamo di riflettere noi stessi in qualcuno (e viceversa) ed ecco che questi "specchi" (che anche noi a nostra volta siamo) risultano "scrigni preziosi" di esperienza coi quali ci sommiamo (apportando le nostre) nel lungo percorso della ricerca e "guarigione" . Spesso ci chiediamo quanto ci costa cambiare, ma il pensiero ci può solo rallentare, non fermare. Riprendere il percorso è per noi inevitabile, a volte a fatica, a volte aiutati, per poi a nostra volta aiutare in uno scambio reciproco...e le forze si incontrano; quando simili si fondono, quando diverse si respingono...ma nulla si crea e nulla si distrugge perchè tutto si trasforma anche quando creiamo i nostri pensieri,percorsi,esperienze ecc. ecc. prendiamo qualcosa e lo trasformiamo...e la trasformazione diventa creazione!Capitan TrapperChe centra la capretta?..è mia e ci faccio ciò che voglio: vivrà fino alla vecchiaia (e poi mi tiene pulito il bosco!)
...Come si cambia..
Sì, solo chi è ottuso non cambia. Cambiare non significa ripudiare se stessi,ma evolvere qualcosa di sè per migliorarsi e per "non restare ai margini della vita come osservatori passivi" (giuste parole scrittemi da un'amica). Perchè è più difficile accettare i riflessi di noi stessi che cogliamo negli altri?Certo è che, quando li(ci) vediamo negli altri (nei quali noi riflettiamo), significa che siamo simili. Non uguali ma simili. Quindi noi riflettiamo in coloro con cui siamo simili,idem per loro in noi.Quando non c'è riflessione non c'è similitudine, e quindi c'è diversità. Ma quando manteniamo attive le nostre percezioni, ci accorgiamo di riflettere noi stessi in qualcuno (e viceversa) ed ecco che questi "specchi" (che anche noi a nostra volta siamo) risultano "scrigni preziosi" di esperienza coi quali ci sommiamo (apportando le nostre) nel lungo percorso della ricerca e "guarigione" . Spesso ci chiediamo quanto ci costa cambiare, ma il pensiero ci può solo rallentare, non fermare. Riprendere il percorso è per noi inevitabile, a volte a fatica, a volte aiutati, per poi a nostra volta aiutare in uno scambio reciproco...e le forze si incontrano; quando simili si fondono, quando diverse si respingono...ma nulla si crea e nulla si distrugge perchè tutto si trasforma anche quando creiamo i nostri pensieri,percorsi,esperienze ecc. ecc. prendiamo qualcosa e lo trasformiamo...e la trasformazione diventa creazione!Capitan TrapperChe centra la capretta?..è mia e ci faccio ciò che voglio: vivrà fino alla vecchiaia (e poi mi tiene pulito il bosco!)