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di Vittorio Casula

 
 

 

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LaVerità

Post n°2708 pubblicato il 28 Febbraio 2017 da deosoe

La Verità 

 
 
 

Libero

Post n°2707 pubblicato il 28 Febbraio 2017 da deosoe

Libero

 
 
 

Il Fatto

Post n°2706 pubblicato il 28 Febbraio 2017 da deosoe

Il Fatto Quotidiano

 
 
 

A

Post n°2704 pubblicato il 08 Febbraio 2017 da deosoe

 

 

Permessi nel CCNL Metalmeccanici Industria per eventi e cause particolari

 0DI  IN7 FEBBRAIO 2017ABC LAVOROABC Lavoro, speciale CCNLABC Lavoro, speciale CCNL

 

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I permessi nel Ccnl metalmeccanici industria per eventi e cause particolari regolati dall'art. 10, sezione IV, Titolo VI, del contratto collettivo

In tema di assenze, tutele e permessi il CCNL Metalmeccanici Industria prevede disposizioni specifiche per eventi e cause particolari.

All'art. 10, sezione IV, Titolo VI, del contratto collettivo sono infatti previsti appositi permessi ai sensi del Decreto Ministeriale 278 del 2000 (Regolamento in attuazione dell'art. 4 della Legge 53 del 2000 su congedi per eventi e cause particolari).

Vediamo dunque di cosa si tratta, per un esame più completo e approfondito si rimanda al testo integrale del CCNL.

Permessi nel CCNL Metalmeccanici Industria per eventi e cause particolari

Il CCNL Metalmeccanici Industria prevede che la lavoratrice e il lavoratore hanno diritto a 3 giorni complessivi all'anno di permesso retribuito in caso di decesso o documentata grave infermità per:

  • il coniuge, anche legalmente separato;
  • un parente entro il 2° grado, anche non convivente;
  • un soggetto componente la famiglia anagrafica;

Questi permessi vanno richiesti avvertendo il datore di lavoro dell'evento e in quali giorni verrà utilizzato. Nel calcolo di questi 3 giorni complessivi non verranno considerati i festivi e i giorni non lavorativi.

In caso di richiesta di permesso per grave infermità dei soggetti sopraindicati, entro 5 giorni dalla ripresa dell'attività lavorativa, andrà presentata idonea certificazione medica. In caso invece di permesso legato ad un decesso è possibile, dove consentito, presentare una certificazione sostituiva che documenti l'evento.

I giorni di permesso vanno utilizzati entro 7 giorni dal decesso o dall'accertamento dell'insorgenza della grave infermità o per eventuali necessità terapeutiche conseguenti.

Accordo di riduzione oraria

Per i casi di grave infermità è inoltre possibile concordare con il datore di lavoro una riduzione dell'orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di permesso che vengono sostituiti.

L'accordo, stipulato in forma scritta, deve indicare i giorni di permesso che sono sostituiti dalle diverse modalità concordate e le tempistiche di presentazione dei documenti che certificano la permanenza della grave infermità. La riduzione dell'orario di lavoro deve poi iniziare entro 7 giorni dall'accertamento dell'insorgenza della grave infermità o delle relative necessità terapeutiche.

In caso venga meno la grave infermità per cui è stato richiesto questo accordo l'attività lavorativa deve riprendere con le modalità ordinarie. Eventuali periodi di permesso restanti possono essere utilizzati per altri eventi rifacendosi comunque a quanto disposto dall'art. 10, sezione IV, Titolo VI, del CCNL Metalmeccanici Industria.

Cumulabilità con i permessi Legge 104 del 1992

I permessi per eventi e cause particolari di cui sopra sono cumulabili con quelli stabiliti dall'art. 33 della Legge 104 del 1992 e sue successive modificazioni.

Tra le integrazioni previste dal recente rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria viene inoltre precisato che, per consentire una migliore programmazione dell'attività aziendale, il lavoratore o la lavoratrice devono presentare, tranne in caso di necessità o urgenza, un piano mensile dei permessi richiesti con un anticipo di 10 giorni rispetto al mese di utilizzo.

Leggi anche: Assenze e permessi nel contratto Metalmeccanici Industria

 

 

 
 
 

San Biagio

Post n°2701 pubblicato il 03 Febbraio 2017 da deosoe


 
San Biagio

Nome: 
 San Biagio

Titolo: 
 Vescovo e martire

Ricorrenza: 
 03 febbraio

S. Biagio nacque a Sebaste nell’Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l’esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali.

Geloso della sua purezza ed amantissimo della vita religiosa, pensava di entrare in un monastero, quando, morto il vescovo di Sebaste, venne eletto a succedergli. Da quell’istante la sua vita fu tutta spesa pel bene dei suoi fedeli.

In quel tempo la persecuzione scatenata da Diocleziano e continuata da Licinio infuriava nell’Armenia per opera dei presidi Lisia ed Agricola°. Quest’ultimo, appena prese possesso della sua sede, Sebaste, si pose con febbrile attività in cerca di Biagio, il vescovo di cui sentiva continuamente magnificare lo zelo. Ma il sagace pastore, per non lasciare i fedeli senza guida. ai primordi della procella, si era eclissato in una caverna del monte Argeo.

Per moltissimo tempo rimase celato in quella solitudine, vivendo in continua preghiera e continuando sempre il governo della Chiesa con messaggi segreti. Un giorno però un drappello di soldati mandati alla caccia delle belve per i giochi dell’anfiteatro, seguendo le orme delle fiere, giunsero alla sua grotta. Saputo che egli era precisamente il vescovo Biagio, lo arrestarono subito e lo condussero al preside.

Il tragitto dal monte alla città fu un vero trionfo, perchè il popolo, nonostante il pericolo che correva, venne in folla a salutare colui che aveva in somma venerazione. Fra tanta gente corse anche una povera donna che, tenendo il suo povero bambino moribondo sulle sue braccia, scongiurava con molte lacrime il Santo a chiedere a Dio la guarigione del figlio. Una spina di pesce gli si era fermata in gola e pareva lo volesse soffocare da un momento all’altro. Biagio, mosso a compassione di quel bambino, sollevò gli occhi al cielo e fece sul sofferente il segno della croce.

— Mamma, sono guarito, 
— gridò tosto il bambino 
— sono guarito!…

Giunto a Sebaste, il prigioniero venne condotto dal giudice Agricola°, che voleva convincerlo a sacrificare agli idoli; ma il Santo con gran calma gli dimostrò che quello era un atto indegno di una creatura ragionevole, perché la ragione dice all’uomo che vi è un Dio solo, eterno, e creatore di ogni cosa, e non molti &i. Per tutta risposta il giudice lo fece battere con verghe e poi gettare in carcere.

Dopo qualche tempo lo volle di nuovo al tribunale, per interrogarlo nuovamente, ma trovò sempre in lui la più grande fermezza. Gli furono allora lacerate le carni con pettini di ferro e così lacero com’era fu sospeso ad un tronco d’albero. Sperimentati ancora contro l’invitto martire tutti i supplizi più inumani, fu condannato ad essere sommerso in un lago. I carnefici condottolo sulla sponda lo lanciarono nell’acqua, e mentre tutti si aspettavano di vederlo annegare. Biagio tranquillamente si pose a camminare sull’acqua finché raggiunse la sponda opposta. Il giudice. fuori di sè, vedendo di non poter spegnere altrimenti quella vita prodigiosa, lo fece decapitare.

PRATICA. S. Biagio è invocato per il male di gola: un bellissimo ossequio in suo onore sarebbe il non contaminare mai la nostra bocca con bestemmie o con parole disoneste.

PREGHIERA. Dio, che ci allieti con l’annua solennità del tuo beato martire e vescovo Biagio, concedi propizio, che come ne celebriamo la festa, così ci rallegriamo ancora della sua protezione.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Sebàste, in Arménia, la passione di san Biàgio, Vescovo e Martire, il quale, operatore di molti miracoli, sotto il Preside Agricolào, dopo essere stato lungamente battuto e sospeso ad un legno, ove con pettini di ferro gli furono lacerate le carni, dopo aver sofferto un’orrida prigione ed essere stato sommerso in un lago, dal quale uscì salvo, finalmente, per ordine del medesimo giudice, insieme con due fanciulli, fu decapitato. Prima di lui sette donne, le quali raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso Martire, mentre era tormentato, furono arrestate come Cristiane, e tutte dopo atroci tormenti percosse con la spada.

 
 
 

Newsletter Lavoro

Post n°2700 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da deosoe








Coordinatore scientifico: Prof. Avv. Rocchina Staiano

 
 
 

Disoccupazione

Post n°2699 pubblicato il 29 Gennaio 2017 da deosoe

 

 

Stop a indennità di mobilità e di disoccupazione speciale edile nel 2017

 0DI  IN18 GENNAIO 2017INPSINPSINPS

 

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Indennità di mobilità 2017 e di disoccupazione speciale per l'edilizia, novità per lavoratori e aziende dopo l'abrogazione della Legge Fornero

Così come previsto dalla Legge 92/2012 (cosiddetta Legge Fornero) dal primo gennaio 2017 sono stati abrogati l'indennità di mobilità ordinaria e di disoccupazione speciale edile. Tutte le indennità di disoccupazione sono infatti confluite nella NASpI. La stessa legge ha abrogato quindi l'obbligo di versamento dei contributi di mobilità e di disoccupazione speciale nell'edilizia e gli incentivi per le assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

Con messaggio numero 99 del 11 gennaio 2017 l'INPS fornisce i primi chiarimenti in merito alle suddette novità e le istruzioni in merito al recupero delle somme versate a titolo di anticipazione del contributo d'ingresso alla mobilità per i casi in cui non sono dovuti.

Stop ai contributi di mobilità e di disoccupazione speciale edile

Con l'abrogazione dei trattamenti di indennità di mobilità ordinaria e di disoccupazione speciale edile dal 1° gennaio 2017, si ha di conseguenza la cessazione dell'obbligo per i datori di lavoro di versamento:

  • contributo ordinario di mobilità (0.30% della retribuzione imponibile);
  • contributo d'ingresso alla mobilità (art. 5, c. 4, legge n. 223/91);
  • contributo aggiuntivo per il trattamento speciale DS per l'edilizia (0.80% della retribuzione imponibile).
Recupero del contributo sulla indennità di mobilità

Per tutti i licenziamenti collettivi intervenuti fino al giorno 30 dicembre 2016 il contributo d'ingresso alla mobilità è ancora dovuto. Per i licenziamenti collettivi avvenuti in data 31 dicembre 2016 e date successive il suddetto contributo non è dovuto. Pertanto i datori di lavoro che hanno provveduto al pagamento di queste somme, ma non erano tenute a farlo, potranno recuperare le somme versate mediante il conguaglio con i contributi dovuti all'INPS. Al suo posto le aziende dovranno versare il cosiddetto ticket licenziamento (dovuto per la NASpI) introdotto dalla L. 92/2012.

Leggi anche: ticket licenziamento

Abrogazione degli incentivi per l'assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità

Gli incentivi per l'assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità potranno essere fruiti fino alla loro naturale scadenza per le assunzioni, trasformazioni o proroghe effettuate entro il 31 dicembre 2016, anche se il termine scade dopo il 31/12/2016.

Per le assunzioni, proroghe o trasformazioni effettuate dopo il 31/12/2016 non si potrà usufruire delle agevolazioni, neanche se il lavoratore è iscritto nelle liste di mobilità.

  Messaggio INPS numero 99 del 11-01-2017 (105,4 KiB, 49 download)

 

 

 
 
 

Bonus assunzioni

Post n°2698 pubblicato il 29 Gennaio 2017 da deosoe

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Bonus assunzioni 2017, guida agli sgravi per il lavoro

 0DI  IN13 GENNAIO 2017GUIDEBonus Assunzioni 2017Bonus Assunzioni 2017RICHIEDI UNA CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO

Guida ai bonus assunzioni 2017, elenco completo e aggiornato delle agevolazioni di cui potranno beneficiare i datori di lavoro

Con la Legge di Bilancio si sono avute diverse novità e alcune conferme in merito ai bonus assunzioni 2017. Con questa guida andiamo ad elencare i bonus per le assunzioni che potranno essere richiesti dalle aziende per l'anno in corso.

Il Governo ha puntato a misure che possano migliorare in particolare le assunzioni al sud e le assunzioni dei più giovani. Fra le novità troviamo infatti il bonus assunzioni al sud e un esonero contributivo triennale, fino a 3250 euro annui, per neo diplomati o apprendisti.

Fra le conferme troviamo il bonus per l'assunzione di donne disoccupate e disoccupati over 50 in aree svantaggiate, il bonus garanzia giovani, le agevolazioni per assunzioni di lavoratori in Naspi e gli sgravi per le assunzioni di lavoratori disabili.

Bonus Assunzioni 2017 al Sud

Il bonus Assunzioni 2017 al Sud, pari a 8060 euro per il primo anno di lavoro, è stato introdotto con Decreto del Min. Lavoro del 21 novembre 2016 ed è riconosciuto ai datori di lavoro che assumono soggetti in possesso di queste caratteristiche:

  • giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni;
  • lavoratori con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • I lavoratori non devono aver avuto rapporti di lavoro con lo stesso datore negli ultimi 6 mesi tranne che in caso di trasformazione di contratti a termine.

Le assunzioni (o trasformazione di contratti a termine) agevolate, devono essere effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 nelle regioni del Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e in parte in Abruzzo, Molise e Sardegna. Il bonus ha un limite stanziato di 500 milioni di euro per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e 30 milioni per Abruzzo, Molise e Sardegna. Verrà quindi assegnato cronologicamente fino a capienza.

Leggi anche: Esonero contributivo 2017, cosa sappiamo del nuovo sgravio per il Sud

Agevolazioni per alternanza scuola lavoro

La Legge di Stabilità 2017 ha introdotto le cosiddette agevolazioni o bonus per alternanza scuola lavoro. Si tratta di un esonero contributivo triennale (fino a 3250 euro) per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato effettuate entro sei mesi dall'acquisizione del titolo di studio o dalla conclusione del periodo di apprendistato con esclusione di quello professionalizzante nel biennio 2017/2018. restano esclusi i contratti di lavoro domestico e quelli relativi agli operai del settore agricolo.

Bonus assunzioni 2017 per i lavoratori over 50 e per le donne

Introdotti dalla L. 92/2012 rimangono ancora attivi i bonus per l'assunzione di disoccupati over 50 e per le donne di qualsiasi età disoccupate di lungo periodo.

  • Per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici disoccupate da almeno 24 mesi i datori di lavoro privati potranno beneficiare di uno sgravio del 50% dei contributi per 18 mesi. Il bonus sarà di 12 mesi in caso di contratto di lavoro a tempo determinato. Se l'assunzione avviene in aree svantaggiate o in settori in cui la disparità occupazionale di genere è superiore al 25% i datori di lavoro potranno usufruire del bonus anche se la lavoratrice è rimasta senza impiego per soli 6 mesi.
  • Le aziende potranno usufruire inoltre di un bonus per le assunzioni di lavoratori over 50 se questi sono disoccupati da oltre 12 mesi. Lo sgravio è pari al 50% dei contributi per 18 mesi. La durata è di 12 mesi se il rapporto di lavoro è a termine.
Bonus assunzioni 2017 disabili

Dal 2016 tutti i datori di lavoro privati, soggetti o meno all'obbligo di assunzione di cui alla legge n. 68/1999, possono richiedere uno sgravio contributivo per l'assunzione dei seguenti lavoratori:

  • lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con DPR 915/78, e successive modificazioni. L'incentivo è pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi.
  • lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle suddette tabelle. L'incentivo è pari al 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi.
  • lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%. L'incentivo è pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali e spetta per 60 mesi.

Leggi anche: INPS: incentivi per l'assunzione di lavoratori con disabilità

Bonus per giovani genitori precari

Rimane la possibilità di usufruire del fondo messo a disposizione dall'ex Ministro per la gioventù Meloni, per l'assunzione di giovani genitori under 35 o per la stabilizzazione dei precari (con contratti a termine o altre forme contrattuali). I soggetti devono essere iscritti sul sito INPS nella banca dati dei giovani genitori. L'azienda ha un bonus assunzione in questo caso pari a 5000 euro da conguagliare con i contributi.

Incentivi assunzioni di lavoratori percettori di NASPI

Fra gli altri incentivi ricordiamo infine il bonus per il datore di  lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un lavoratore che usufruisce della NASPI. Il contributo è pari al 20% dell'indennità mensile residua che sarebbe spettata al lavoratore.

Bonus garanzia giovani

Sarà ripetuto anche nel 2017 il cosiddetto super bonus per l'assunzione di giovani iscritti a Garanzia Giovani. Ad oggi sappiamo che il nuovo bonus garanzia giovani 2017 partirà con un fondo di 200 milioni ed consisterà nello sgravio totale o al 50% dei contributi in base al contratto di ingresso. Per i dettagli rimandiamo al futuro provvedimento.

Fine dell'esonero biennale e del bonus per assunzione di lavoratori in mobilità

A decorrere dal 1 gennaio 2017 in concomitanza con il superamento della Mobilità sono terminati anche gli incentivi per le assunzioni di lavoratori in mobilità. Dal 1 gennaio 2017 infine non è più possibile richiedere il bonus cosiddetto esonero contributivo biennale.

 

 

 

 
 
 

Incentivi

Post n°2697 pubblicato il 29 Gennaio 2017 da deosoe

 

 

Incentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa, guida per il 2017

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DI  IN 27 GENNAIO 2017GUIDEIncentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa

 

Incentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa

 

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Guida agli incentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa nazionali, regionali e di Anpal Servizi Spa (ex Italia Lavoro Spa) aggiornata a gennaio 2017

Qualche giorno fa l'Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) ha pubblicato un'utilissima guida agli incentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa. La guida aggiornata agli incentivi validi per il 2017 è molto utile, in quanto è completa e ben dettagliata e risulta inoltre di facile lettura, inoltre non si limita ad i soli bonus assunzioni, ma anche agli incentivi per aprire nuove imprese.

Gli incentivi all'occupazione, come spiega nella nota di presentazione l'Anpal, sono i benefici normativi o economici che vengono riconosciuti:

  • per l'assunzione di alcune tipologie di lavoratori;
  • oppure ad alcune tipologie di soggetti per l'avvio di una nuova impresa.
 

Leggi anche: Bonus assunzioni 2017, guida agli sgravi per il lavoro

Incentivi alle assunzioni e alla creazione d'impresa, come leggere la guida

La Guida agli incentivi alle assunzioni e alla creazione di impresa dell'Anpal espone in maniera sintetica gli incentivi sia di livello nazionale che regionale e delle province autonome ed è suddivisa in quattro sezioni:

  • incentivi all'assunzione e alla creazione di impresa nazionali, suddivisi per tipologia di destinatari: giovani, donne, lavoratori/trici over 50, lavoratori/trici in Cigs, lavoratori/trici in mobilità, lavoratori/trici svantaggiati, lavoratori/trici con disabilità e altre agevolazioni;
  • incentivi dei Programmi nazionali di Anpal Servizi Spa (ex Italia Lavoro Spa) realizzati con Regioni e Province autonome;
  • incentivi all'assunzione e alla creazione d'impresa regionali, suddivisi per Regione e Provincia autonoma;
  • avvisi e bandi delle Regioni e Province autonome per incentivi finanziati dal Fondo sociale europeo e dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 (e residualmente 2007-2013), dal Pon Iniziativa occupazione giovani o sui fondi di bilancio regionale o provinciale. Gli Avvisi sono divisi in:
    • bonus assunzioni con contratto a tempo determinato o indeterminato;
    • bonus assunzioni con contratto di apprendistato;
    • incentivi per la creazione d'impresa.
Qundo non è possibile fruire degli incentivi alle assunzioni

L'Anpal ricorda inoltre tutti i casi in cui la legge prevede espressamente che i bonus assunzioni non possono essere usufruiti:

  • nel caso in cui l'assunzione è obbligatoria per legge o è prevista dalla contrattazione collettiva;
  • nel caso in cui con l'assunzione del lavoratore si viola il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore;
  • se il datore di lavoro o l'utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro dovute a una crisi o riorganizzazione aziendale, salvo in alcuni casi;
  • se il datore di lavoro (o impresa controllata o collegata) che assume, o utilizza in somministrazione, è riconducibile al datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore nei 6 mesi precedenti.
Guida incentivi assunzioni e creazione d'impresa 

  Guida incentivi all'assunzione e alla creazione d'impresa. (1,0 MiB, 0 download)

 

 

 
 
 

I sardi e la Shoah

Post n°2696 pubblicato il 29 Gennaio 2017 da deosoe

 

 

shoah

I SARDI E LA SHOAH

di Francesco Casula

Il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz. Per ricordare tale evento e per commemorare le vittime dell'Olocausto, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 1º novembre 2005, ha istituito, il Giorno della Memoria, da celebrarsi, a livello internazionale ogni anno, proprio il 27 gennaio. Per la verità, il Parlamento italiano, dopo ben quattro anni di discussioni, aveva già istituito nel 2000 e per la stessa data, il Giorno della memoria.

E' stata una decisione quanto mai opportuna: quel genocidio di milioni di esseri umani non può infatti finire nel dimenticatoio. Come fosse roba vecchia, da consegnare, sic et simpliciter, al passato. Occorre infatti sorvegliare attentamente la nostra memoria e non dimenticare. Anche perché quel passato orribile, non è del tutto passato. Proprio in questi ultimi anni infatti inquietanti e cupe nubi si addensano nei cieli europei con l'affermarsi di movimenti e Partiti intolleranti e xenofobi. Perché questi vengano sconfitti e liquidati, soprattutto i giovani devono studiare e conoscere la tragedia immane dell'Olocausto . Hanno perciò fatto bene molte scuole sarde ma anche alcune Amministrazioni locali a utilizzare il 27 gennaio scorso, al di fuori della ritualità, per discutere e approfondire quella tragedia. Io personalmente ho partecipato alla bella iniziativa intrapresa dalla Biblioteca del Comune di Bauladu, grazie anche alla lungimiranza e sensibilità del giovane sindaco, Delio Corriga, secondo il quale "non  ci può essere crescita sociale senza conoscenza, per questo come amministrazione comunale sosteniamo fortemente le attività di carattere culturale come quella proposta dalla Biblioteca per la Giornata della Memoria".

Ad essere internati nei lager e poi sterminati furono in particolare gli Ebrei: 6 milioni, dicono le cifre ufficiali, ma secondo altre fonti come il Museo dell'Olocausto di Washington, i morti sarebbero molti di più: dai 15 ai 20 milioni, uccisi nelle oltre 42mila strutture tra campi tedeschi e quelli creati dai regimi fantoccio europei, dalla Francia alla Romania: questo dato mi sembra spropositato, lo scrivo semplicemente come dato informativo.. A questi occorre aggiungere almeno altri 6 milioni costituiti da oppositori e dissidenti politici, omosessuali, disabili, Rom, Slavi. E persino da minoranze religiose come i testimoni di Geova, Pentecostali ecc. Di mezza Europa.

La Sardegna è una delle regioni che ha pagato un altissimo tributo di deportati, politici e militari:furono circa 12.000 mila i soldati sardi IMI (Internati militari italiani) rinchiusi nei lager, fra i 750-800 mila militari e civili fatti prigionieri dai nazisti dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Per spiegare un numero così alto di militari sardi deportati occorre capire la situazione in cui si trovarono nei fronti di guerra (Grecia, Albania, Slovenia, Dalmazia) dopo l'armistizio dell'8 settembre. Con la difficoltà di tornare in Sardegna e sbandati, essi furono posti di fronte all'alternativa di aderire alla RSI (Repubblica sociale di Salò) o di diventare prigionieri dei tedeschi e dunque di essere imprigionati nei lager. Abbandonati da Badoglio, quasi nessuno aderì alla RSI e dunque il loro destino fu segnato.

Sappiamo di questi militari come degli altri sardi internati solo grazie all'opera di volontariato di alcuni studiosi e storici che collaborano con l'ISSRA ( Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'Autonomia) come Marina Moncelsi, presidente dell'Istasac (Istituto per la Storia dell'Antifascismo e dell'età contemporanea della Sardegna Centrale) e di Aldo Borghesi che ha scritto vari saggi sui deportati sardi in Germania durante la seconda Guerra mondiale*.

Questi studiosi continuano la ricerca soprattutto attraverso lo spoglio dell'Archivio militare, dove i soldati hanno depositato i loro documenti, per ricostruire l'identità dei soldati sardi deportati nei campi di concentramento nazisti sparsi tra Germania, Austria e Polonia e scomparsi. A migliaia furono sepolti nelle fosse comuni o nella nuda terra dei lager. Nell'immediato dopoguerra, a causa delle enormi difficoltà di comunicazione e di ricerca, non fu possibile conoscerne la sorte e informare i familiari.

Ai 12.000 deportati sardi IMI occorre aggiungere  circa 290 sardi, internati perché ebrei o dissidenti politici: fra i primi ricordo Elisa Fargion (nata a Cagliari nel 1981, arrestata a Ferrara nel 1944, deportata ad Auschwitz e uccisa nelle camere a gas); Vittoria Mariani (nata a Portotorres nel 1904, arrestata nel 1944 alla frontiera svizzera, liberata a Bergen Belsen); Zaira Coen-Righi (Nata a Mantova nel 1879, sposata con un ingegnere sardo, insegnante al Liceo "Azuni" di Sassari, estromessa dalla cattedra in seguito alle leggi razziali, trasferitasi a Firenze fu arrestata e portata a Fassoli e ad Auschwitz  dove finì in camera a gas nel maggio 1944).

Per motivi politici un solo sardo risulta arrestato sul territorio isolano, gli altri cadono in mano tedesca in continente o all'estero.

Luogo di arresto:, la quota maggiore (circa 50) è costituita da detenuti del carcere militare di Peschiera, inviati in massa a Dachau il 22 settembre 1943, provenienze rilevanti anche da Milano, Genova e Trieste.

Luogo di nascita: per oltre il 50% dei casi sono delle province di Cagliari e Sassari .

Destinazione: non è univoca: ma soprattutto vengono portati a  Mauthausen e Dora. A Bergen Belsen muoiono due sardi nel giugno 1944. Ad Auschwitz finiscono 5 sardi non ebrei.

Il triangolo rosso: designa gli oppositori del nazismo, i resistenti e in genere "i pericolosi per il Reich".

Condizione professionale:circa la metà è composta da militari, fra i civili la maggior parte è composta da lavoratori dell'industria ma c'è manche un sacerdote, Don Mario Crovetti, nato a Sassari e arrestato in un paese emiliano dov'è parroco. E' scomparso nel 2003, era il decano dei sacerdoti italiani reduci dai lager.

La ripartizione per età: vede un ovvio prevalere delle classi giovani (1910-1924) coinvolte nella guerra e nella resistenza, ma non mancano anziani e adolescenti (il più vecchio è del 1874 e il più giovane del 1928).

Il motivo della deportazione: ha una matrice comune e tutti vengono considerati "pericolosi per la sicurezza del reich" da eliminare con il lavoro forzato: partigiani, loro congiunti, collaboratori, soldati che si sono rifiutati di combattere per la Germania, civili presi nei rastrellamenti.

La sorte: fra i sardi, i sopravissuti sono oltre il 60%.

Luogo principale di morte: Mauthausen (tra i sottocampi 30 deceduti su oltre 60 deportati), forte la mortalità anche a Dora, Natzweiler e Neuengamme

*In modo particolare rimando

  1. alla Grande Enciclopedia della Sardegna - Voce Deportazione, pagine. 386-389 (Edizioni La Biblioteca della Nuova Sardegna)
  2. a L'antifascismo in Sardegna a cura di M.Brigaglia e altri, II volume, seconda edizione,(Consiglio Regionale della Sardegna-Edizioni della Torre, Cagliari 2008).
  3. al Il libro dei deportati, vol. II, Mursia, 2010: contiene una serie di saggi sulla deportazione dall'Italia regione per regione: la parte sulla Sardegna è di Aldo Borghesi.
  1. bis I Sardi deportati e internati per motivi razziali e politici1

Ai 12.000 deportati sardi IMI occorre aggiungere  circa 290 sardi, tra politici ed ebrei. Qualche nome.

 

-Per motivi razziali

Studi recenti hanno accertato che la Sardegna   - soprattutto alla fine del secolo XIX - ha ospitato funzionari, commercianti e imprenditori ebrei, oltre a intellettuali e docenti poi colpiti dai provvedimenti razziali del 1938. Si trovano dunque nominativi di deportati razziali nati nell'Isola o che con essa hanno avuto rapporti di elezione. I casi fin'ora noti sono:

 

ELISA FARGION

Nata a Cagliari nel 1981, arrestata a Ferrara nel 1944, deportata ad Auschwitz e uccisa nelle camere a gas.

VITTORIA MARIANI

Nata a Portotorres nel 1904, arrestata nel 1944 alla frontiera svizzera, liberata a Bergen Belsen. (Il campo di Bergen-Belsen era un campo di concentramento nazista situato nella bassa Sassonia, a sud-est della città di Bergen, vicino a Celle).

ZAIRA COEN RIGHI

Nata a Mantova nel 1879, sposata con un ingegnere sardo, insegnante al Liceo "Azuni" di Sassari, estromessa dalla cattedra in seguito alle leggi razziali, trasferitasi a Firenze fu arrestata e portata a Fassoli e ad Auschwitz  dove finì in camera a gas nel maggio 1944.

-Per motivi politici

Un solo sardo risulta arrestato sul territorio isolano, gli altri cadono in mano tedesca in continente o all'estero.

Luogo di arresto:la quota maggiore (circa 50) è costituita da detenuti del carcere militare di Peschiera, inviati in massa a Dachau il 22 settembre 1943: provenienze rilevanti anche da Milano, Genova e Trieste.

Luogo di nascita: per oltre il 50% dei casi le province di Cagliari e Sassari (secondo la nuova ripartizione) con preponderanza della seconda: i nati fuori dall'Isola sono meno del 10%.

Destinazione: non è univoca: verso Mauthausen, Dora ecc:. Un terzo dei deportati sardi passa per dacia, un altro per i campi di Fossoli e Bolzano. I deportati vengono spostati secondo le esigenze produttive in base alle quali sono impiegati e prima della liberazione, mentre il fronte procede, si succedono brutali trasferimenti, verso i campi all'interno del Reich.

A Bergen Belsen muoiono due sardi nel giugno 1944. Ad Auschwitz finiscono 5 sardi non ebrei.

Il triangolo rosso: designa gli oppositori del nazismo, i resistenti e in genere "i pericolosi per il Reich".

Esemplare la vicenda di LUIGI RIZZI, sassarese e allievo sottoufficiale.

Condizione professionale:circa la metà è composta da militari, fra i civili la maggior parte è composta da lavoratori dell'industria ma c'è manche un sacerdote,

 DON MARIO CROVETTI, nato a Sassari e arrestato in un paese emiliano dov'è parroco. E' scomparso nel 2003, era il decano dei sacerdoti italiani reduci dai lager.

La ripartizione per età: vede un ovvio prevalere delle classi giovani (1910-1924) coinvolte nella guerra e nella resistenza ma non mancano anziani e adolescenti (il più vecchio è del 1874 e il più giovane del 1928.

 

Il motivo della deportazione: ha una matrice comune e tutti vengono considerati "pericolosi per la sicurezza del reich" da eliminare con il lavoro forzato: partigiani, loro congiunti, collaboratori, soldati che si sono rifiutati di combattere per la Germania, civili presi nei rastrellamenti. Da Genova vanno a Dachao gli operai

GIOVANNINO e NATALE BIDDAU, padre e figlio originari di Ardara, l'uno muore nei lager l'altro è stato fino alla recente scomparsa un animatore della sezione genovese dell'ANED (Associazione nazionale degli ex deportati politici nei campi nazisti).

GAVINO GAVINI, sassarese, muore a Gusen nell' aprile del 1945. BARTOLOMEO MELONI, cagliaritano, ispettore delle ferrovie, compie atti di sabotaggio, scoperto e arrestato muore a dacia nel luglio del 1944. L'antifascista BACHISIO ALTANA, membro della resistenza francese

La sorte:Fra i sardi i sopravissuti sono oltre il 60%.

Luogo principale di morte: Mauthausen (tra i sottocampi 30 deceduti su oltre 60 deportati), forte la mortalità anche a Dora, Natzweiler e Neuengamme.

Altri Personaggi da ricordare

  1. MODESTO MELIS, di Gairo, trasferitosi nel 1938 nella nascente Carbonia, per fare l'operaio, finirà a Mauthausen. Racconterà la sua esperienza in un libro: "Da Carbonia a Mauthausen e ritorno". E' morto il 9 gennaio scorso a 97 anni.

2.SALVATORE CORRIAS, di San Nicolò Gerrei, della Guardia di Finanza, partigiano, deportato a Dachau e poi fucilato a Moltrasio (Como) dai fascisti della RSI. Medaglia d'oro al merito civile alla memoria. E' riuscito a salvare, muovendosi nella Guardia di Finanza fra la frontiera italo-svizzera, centinaia di ebrei e di perseguitati politici.

  1. COSIMO ORRU' di San Vero Milismedaglia d'oro della resistenza, morto nei campi nazisti tra il 1944 e il 1945, il cui ricordo resisteva nella famiglia, nei conoscenti e nel nome di una via del suo paese. Da anni il suo Comune ha portato avanti una ricerca sulla sua storia, in collaborazione con l'Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia (ISSRA), tanto da ricostruirne in modo ancora incompleto il viaggio dal suo lavoro, magistrato a Busto Arsizio e membro del CLN, sino al campo di Flossemburg in Germania, quindi in quello di Litoměřice nell'attuale Repubblica Ceca dove poi è morto.

 

 

 
 
 
 
 

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