Una delle firme più autorevoli del Corriere della Sera s’è divertito a punzecchiare una onorevole del Pdl accusandola in pratica di ignorare la lingua italiana. In particolare, il giornalista le ha imputato uno scorretto uso degli accenti, portando a esempio dò, stà, pò che l’incauta parlamentare avrebbe usato in un suo scritto. Il verbo dare, anche se non tutti sanno, nella coniugazione al presente fa tu dài, egli dà, essi dànno; l’accento sul do non è necessario, ma non susciterebbe scandalo. Nel caso "ti dò il do" (nota musicale) sarebbe quasi necessario. Sta come imperativo del verbo stare non vuole accenti; diverso se venisse usato come stai, nel qual caso andrebbe bene sta’ al pari di fa’ attenzione. Il po accentato non si usa; se si intende poco va troncato in po’. Con tutto questo po’ po’ (oppure popo?) di crisi non si potrebbe pensare ad altro?
Accenti galeotti dò stà pò
Una delle firme più autorevoli del Corriere della Sera s’è divertito a punzecchiare una onorevole del Pdl accusandola in pratica di ignorare la lingua italiana. In particolare, il giornalista le ha imputato uno scorretto uso degli accenti, portando a esempio dò, stà, pò che l’incauta parlamentare avrebbe usato in un suo scritto. Il verbo dare, anche se non tutti sanno, nella coniugazione al presente fa tu dài, egli dà, essi dànno; l’accento sul do non è necessario, ma non susciterebbe scandalo. Nel caso "ti dò il do" (nota musicale) sarebbe quasi necessario. Sta come imperativo del verbo stare non vuole accenti; diverso se venisse usato come stai, nel qual caso andrebbe bene sta’ al pari di fa’ attenzione. Il po accentato non si usa; se si intende poco va troncato in po’. Con tutto questo po’ po’ (oppure popo?) di crisi non si potrebbe pensare ad altro?